ATTUALI MISURE ADOTTATE O DA ADOTTARE IN SEDE AGRIFISH AL 21/3/2024

Come prima risposta alle preoccupazioni e alle proteste degli agricoltori, e dando seguito alle richieste di flessibilità avanzate da diversi Stati membri in precedenti sessioni del Consiglio “Agricoltura”, il 13 febbraio la Commissione europea ha adottato un regolamento di esecuzione che introduce una deroga temporanea, solo per il 2024, alle norme della politica agricola comune che impongono agli agricoltori di mantenere una quota di terreni a riposo.

Il regolamento, che si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2024 per un anno, consentirà agli agricoltori dell’UE di essere esentati da tale requisito e continuare ad essere ammessi al pagamento diretto di base della PAC.

Anziché mantenere i terreni lasciati a riposo o non produttivi sul 4% dei loro seminativi, gli agricoltori dell’UE che coltivano colture azotofissatrici (come lenticchie, piselli o favi) e/o colture intercalari sul 7% dei loro seminativi saranno considerati conformi al requisito. Gli agricoltori possono comunque decidere di non avvalersi di tale deroga.

Il vigente regolamento sui piani strategici della PAC, condiziona il sostegno erogato agli agricoltori al rispetto di un insieme di nove norme a favore dell’ ambiente e del clima, ovvero volte al mantenimento di “buone condizioni agronomiche e ambientali” (c.d. BCAA). Tale principio di condizionalità si applica a quasi il 90% della superficie agricola utilizzata nell’UE e svolge un ruolo importante nell’integrazione delle pratiche agricole sostenibili. La norma c.d. BCAA 8 (si veda l’allegato III del citato regolamento) impone, tra l’altro, di destinare una quota minima di seminativi a superfici o elementi non produttivi ( terreni lasciati a riposo, siepi o alberi). Sono generalmente esentate da tale obbligo le aziende con meno di dieci ettari di seminativi. 

Le colture intercalari sono piante che crescono tra due colture principali e possono servire da foraggio per gli animali o da concime verde. L’uso di colture azotofissatrici e intercalari comporta una serie di benefici ambientali per la salute del suolo, compresa la biodiversità del suolo e per la limitazione della lisciviazione dei nutrienti. Le colture devono essere coltivate senza prodotti fitosanitari per mantenere l’ambizione ambientale della PAC.

Al momento di adottare la deroga, la Commissione europea ha ricordato che nell’ambito dei piani strategici della PAC saranno erogati agli agricoltori europei 300 miliardi di euro per il periodo 2023-2027 e che dal 2014 sono state approvate misure eccezionali di sostegno per 2,5 miliardi di euro in favore del settore agricolo.

Ulteriori misure di semplificazione

Ulteriori misure di semplificazione per alleggerire gli oneri amministrativi sugli agricoltori – sottoposte al Consiglio Agricoltura e pesca del 26 febbraio – sono state presentate dalla Commissione europea il 15 marzo con una proposta di regolamento. Esse prevedono una revisione mirata del regolamento sui piani strategici della PAC in relazione alle seguenti condizionalità:

  • BCAA 8 (già interessata da una deroga temporanea per il 2024, vedi supra) sugli elementi non produttivi: gli agricoltori dell’UE dovranno mantenere gli elementi caratteristici del paesaggio esistenti sui loro terreni, ma non saranno più obbligati a destinare una parte minima dei loro seminativi a superfici non produttive, come i terreni a riposo. Potrebbero invece scegliere, su base volontaria, di mantenere una quota dei loro seminativi non produttivi o di creare nuovi elementi caratteristici del paesaggio (come siepi o alberi) e ricevere quindi un sostegno finanziario supplementare attraverso un regime ecologico che tutti gli Stati membri dovranno offrire nei loro piani strategici della PAC. Tutti gli agricoltori dell’UE saranno incentivati a mantenere aree non produttive benefiche per la biodiversità senza temere perdite di reddito;
  • BCAA 7 sulla rotazione delle colture: gli agricoltori dell’UE dovrebbero scegliere di ruotare o diversificare le loro colture, a seconda delle condizioni che si trovano ad affrontare e se il loro paese decide di includere l’opzione della diversificazione delle colture nel loro piano strategico della PAC. La flessibilità di procedere alla diversificazione delle colture anziché alla rotazione delle colture consentirà agli agricoltori colpiti da siccità regolare o da precipitazioni eccessive di soddisfare più facilmente tale requisito;
  • BCAA 6 sulla copertura del suolo durante i periodi sensibili: gli Stati membri avranno più flessibilità nella definizione dei periodi sensibili e le pratiche autorizzate a soddisfare tale requisito, alla luce delle loro condizioni nazionali e regionali e nel contesto della crescente variabilità meteorologica.

La Commissione propone inoltre che gli Stati membri possano esentare determinate colture, tipi di suolo o sistemi agricoli dal rispetto dei requisiti in materia di lavorazione del terreno, copertura del suolo e rotazione/diversificazione delle colture (rispettivamente GAECS 5, 6, 7). Potrebbero essere previste anche deroghe mirate per consentire l’aratura per ripristinare i prati permanenti nei siti Natura 2000 in caso di danni causati da predatori o specie invasive (BCAA 9).Tali esenzioni potrebbero essere fissate per l’intero periodo della PAC nei piani strategici della PAC. Esse dovrebbero essere limitate in termini di superficie e stabilite solo laddove si rivelino necessarie per affrontare problemi specifici. La Commissione europea ha preannunciato che valuterà le modifiche necessarie per convalidare le esenzioni e mantenere la coerenza con gli obiettivi ambientali generali dei piani.

In casi estremi di condizioni meteorologiche avverse che impediscono agli agricoltori di lavorare correttamente e rispettare i requisiti di buone condizioni agronomiche e ambientali, gli Stati membri potrebbero anche introdurre deroghe temporanee.Tali deroghe dovrebbero essere limitate nel tempo e applicarsi solo ai beneficiari interessati.

Per garantire che i paesi dell’UE possano adattare più frequentemente i loro piani strategici della PAC al mutare delle condizioni, la Commissione propone di raddoppiare il numero di modifiche consentite ogni anno. Qualsiasi esercizio di semplificazione efficace deve essere condotto in stretta collaborazione con le amministrazioni nazionali.

Da ultimo, la Commissione propone di esentare le piccole aziende agricole di meno di 10 ettari dai controlli e dalle sanzioni connesse al rispetto dei requisiti di condizionalità. Ciò ridurrà notevolmente gli oneri amministrativi connessi ai controlli per i piccoli agricoltori, che rappresentano il 65 % dei beneficiari della PAC.

I piani strategici della PAC assegnano il 32% del bilancio totale della PAC (circa 98 miliardi di EUR) ad azioni volontarie che promuovono gli obiettivi in materia di ambiente, clima e benessere degli animali. Le modifiche proposte mantengono questo bilancio senza precedenti e garantiscono una maggiore flessibilità per conseguire gli obiettivi ambientali della PAC.

Inoltre, gli Stati membri dovranno rivedere i propri piani strategici della PAC entro il 31 dicembre 2025 se specifici atti ambientali e climatici (ad esempio in materia di conservazione degli uccelli selvatici e degli habitat naturali della flora e della fauna selvatiche e protezione delle acque) saranno aggiornati a livello dell’UE.

Parallelamente a tale proposta è stato avviato un sondaggio online rivolto agli agricoltori e aperto fino all’8 aprile per raccoglierne direttamente il punto di vista.

La Commissione europea ha inoltre preannunciato la presentazione di interventi per migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e per proteggerli da pratiche commerciali sleali. Sul tema è stata condotto un sondaggio online dal 27 febbraio al 15 marzo scorsi.

Nel corso del Consiglio Agricoltura e pesca, tenutosi lo scorso 26 febbraio, anche il Governo italiano, rappresentato dal Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Lollobrigida, ha presentato un non paper recante proposte mirate di modifica della PAC per affrontare la crisi agricola in atto.

Ritenuto che il sistema PAC 2023-2027 richiederebbe un processo di revisione a medio termine i cui tempi decisionali non appaiono compatibili con le imminenti scadenze elettorali e con il rinnovo delle istituzioni europee, il non paperdel Governo prospetta alcune modifiche mirate alla politica agricola comune (per il testo integrale del documento si veda il dossier predisposto dall’Ufficio Rapporti con l’Unione europea della Camera dei Deputati). In particolare, dopo una valutazione degli effetti della transizione ecologica sul settore agricolo, è individuata una serie di interventi a breve e medio termine, tra i quali figurano:

  • l’adozione di un quadro temporaneo di aiuti di Stato;
  • una moratoria europea sui debiti degli agricoltori dei diversi Stati membri;
  • l’aumento dell’importo degli aiuti in “de minimis per il settore agricolo;
  • la parziale revisione delle norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, con particolare riguardo alla messa a riposo dei terreni (BCAA8) e all’avvicendamento (BCAA);
  • una riflessione sugli eco-schemi;
  • interventi settoriali per la produzione dell’olio extra vergine di oliva e vinicola;
  • l’innalzamento al 60% dell’aiuto di spesa per gli operatori ortofrutticoli;
  • la revisione dei limiti temporali delle autorizzazioni ai viticoltori;
  • la possibilità per gli Stati membri di attivare misure straordinarie a sostegno del settore;
  • misure per favorire il ricambio generazionale;
  • misure di semplificazione.