STATUS LUPO: ARAV, RICLASSIFICAZIONE PRIMO PASSO AVANTI

(riproduzione riservata)

“‘la biodiversita’ e gli allevamenti potrebbero essere salvi’, afferma arav, l’associazione regionale allevatori del veneto nel commentare la notizia dell’approvazione da parte del consiglio dell’unione europea della proposta rivolta alla riclassificazione della specie”. lo rende noto un comunicato dell’associazione. “usiamo il condizionale in quanto bisognera’ comprendere come il nostro paese dara’ attuazione al provvedimento europeo”, spiega il presidente di arav, floriano DE FRANCESCHI, che precisa: “ogni stato membro, infatti, potra’ decidere di prevedere una disciplina piu’ forte per la riduzione dello status di protezione del lupo, cosa che sarebbe decisamente auspicabile, considerati i danni che ha fatto in alpeggio, ma non solo, in tutto il veneto”. “da anni arav denuncia l’impossibile convivenza nel territorio tra lupi ed allevamenti e, in particolare, l’inutilita’ dei diversi sistemi di protezione, dai recinti elettrificati ai dissuasori video-acustici”, ricorda il comunicato. “il lupo si e’ progressivamente diffuso nelle zone di margine tra il territorio urbano e quello collinare e montano e la convivenza con l’uomo e, in particolare con le attivita’ produttive e gli allevamenti appare decisamente complessa”, prosegue DE FRANCESCHI, che aggiunge: “tanto piu’ che i sistemi di protezione ministeriali previsti risultano del tutto inadeguati, anche per la capacita’ del carnivoro di adattarsi alle situazioni ed ai luoghi in cui vive”. “molti allevamenti veneti sono di piccole e medie dimensioni e la minaccia rappresentata dalle predazioni da lupo li ha messi a dura prova”, evidenzia il comunicato. “gran parte delle aziende della nostra regione hanno una modesta consistenza numerica e questo li rende particolarmente fragili di fronte alle difficolta’ che si possono presentare”, sottolinea il presidente di arav, che spiega: “la reintroduzione della specie lupo, senza una pianificazione ed un controllo, hanno rappresentato un problema di non poco conto, tanto che piu’ aziende si sono viste costrette a decidere di non andare piu’ in alpeggio, con le conseguenze che questo comporta sul versante della qualita’ del prodotto o, nei casi peggiori, a chiudere definitivamente i battenti”. “arav lavora per la qualita’ delle produzioni e per favorire la biodiversita’”, afferma il comunicato. “ringraziamo le istituzioni ed i parlamentari europei che hanno raccolto anche il nostro appello, comprendendo l’importanza di questa battaglia che ha un forte valore sociale oltre che di salvaguardia di un sistema economico-imprenditoriale alla cui base ci sono le famiglie”, afferma DE FRANCESCHI, che conclude: “ora, pero’, ci aspettiamo che si proceda in questa giusta direzione intrapresa, per salvaguardare allevamenti e territori, che diversamente rischiano l’abbandono”.