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“un negoziato partito tanto in salita da essere un sesto grado, con proposte della commissione ue che avrebbero decretato la fine della pesca italiana, almeno nei comparti piu’ produttivi. una bomba disinnescata nottetempo dal ministro francesco LOLLOBRIGIDA che, accompagnato dalla direzione generale della pesca del masaf, e’ riuscito nella trattativa in consiglio dei ministri agrifish ad azzerare gli effetti della riduzione del 38% dello strascico nei mari italiani occidentali, con misure di compensazione praticabili e ragionevoli, e a portare la riduzione della cattura massima dei gamberi di profondita’ (richiesta al 18-29%) al 6%, che grazie ala rimanenza del 2024 sara’ senza effetti”, sottolinea agci-agrital . “un risultato straordinario che interrompe una serie pluriennale di tagli alle attivita’ di pesca della nostra flotta dello strascico, ormai allo stremo dopo 6 anni di continue penalizzazioni. danni limitati anche per i palangari per i quali era stata richiesta una riduzione dei giorni annui di pesca del 25%, portati al 13%, e per le reti da posta. anche queste sono entrate nel mirino della commissione ue per la prima volta nella storia, rompendo con la politica sia europea che multilaterale fao-cgpm che ha sempre considerato la piccola pesca un comparto ecocompatibile da tutelare. il taglio della produzione annua di nasello delle reti da posta portava le 287 t s annue a 215 t, divenute 261 alla fine del negoziato”, evidenzia l’associazione. “ci auguriamo che questo risultato costituisca l’inizio di una inversione di tendenza e di una revisione della politica europea della pesca verso misure e modelli di gestione piu’ equilibrati tra tutela delle risorse e dell’ambiente e salvaguardia delle imprese e della occupazione, che vive oggi diverse emergenze. l’accordo raggiunto nella notte tra il ministro LOLLOBRIGIDA e il commissario KADIS. fa ben sperare che si vada in questa direzione”, ha dichiarato il presidente di agci agrital BUONFIGLIO.