CONVEGNO CONFAGRICOLTURA E UNAPOL SULL’OLIO D’OLIVA. INTERVENTI DI LA PIETRA, DE CARLO, CARLONI, CANE, GIANSANTI, LOIODICE

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occorre ripensare il sistema produttivo dell’olio d’oliva in Italia, ha detto il presidente di confagricoltura massimiliano GIANSANTI concludendo i lavori del convegno che l’organizzazione e unapol hanno dedicato oggi al settore a palazzo della valle (qui la sua videodichiarazione https://youtu.be/KXJhx-CrZZM). GIANSANTI ha evidenziato le contraddizioni tra chi considera l’olivicoltura un’attivita’ economica e chi la vede solo come tutela del territorio. il presidente ha sottolineato come l’agricoltura italiana, fatta spesso di piccole aziende poco competitive, rischi di rimanere indietro rispetto ai grandi player internazionali come spagna, turchia e persino arabia saudita. il settore – ha osservato il presidente di confagricoltura – soffre di una mancanza di investimenti, di strutture adeguate e di una visione chiara del futuro. GIANSANTI ha criticato l’approccio dilettantistico, chiedendo un cambiamento concreto per rendere l’olivicoltura italiana un’industria forte e competitiva. serve un piano strategico che comprenda investimenti, innovazione e aggregazione tra imprese, altrimenti il settore rischia di perdere terreno, ha aggiunto. la sfida e’ globale, e l’italia deve decidere se rimanere a guardare o diventare protagonista, ha concluso. mirko CARLONI, presidente comagri camera, e’ intervenuto al convegno ricordando in primo luogo la risoluzione approvata all’unanimita’ dall’organismo parlamentare da lui presieduto. l’atto – ha affermato il parlamentare – e’ diventato “fondamentale anche per l’impostazione e la posizione che il parlamento da’ al governo” e anche sulla sua base il sottosegretario patrizio LA PIETRA “ha costituito per la prima volta il tavolo olivicolo, che al ministero della politiche agricole non c’era”. CARLONI ha aggiunto che bisogna “riuscire a far crescere il valore del prodotto” e riuscire a fare per l’olio quanto e’ stato fatto per il vino, ma “c’e’ ancora tanto da lavorare” per “migliorare la cultura dell’olio”, “la filiera commerciale” e creare tra i consumatori una percezione del valore culturale dell’olio. la sfida – ha concluso – e’ far capire al consumatore che non puo’ pagare un olio di qualita’ alle cifre a cui oggi e’ in vendita sui banchi dei centri commerciali. il sottosegretario LA PIETRA ha dichiarato, rispondendo ad una sollecitazione del presidente di unapol tommaso LOIODICE che c’e’ piena collaborazione tra i ministeri interessati dalla produzione olivicola – masaf, ministero della salute e istruzione – e per risolvere rapidamente problemi che da anni rimanevano irrisolti. il sottosegretario ha sottolineato l’importanza del tavolo olivicolo nazionale, istituito a dicembre, e della definizione di linee guida per accelerare il piano olivicolo nazionale. il lavoro della comagri – ha asserito LA PIETRA – ha fornito un quadro chiaro sul settore, impegnando il governo in azioni concrete, tra cui la creazione di un’unica orgnaizzazione interprofessionale dell’olio nazionale, per ottimizzare risorse e promozione, ispirandosi al modello spagnolo. si punta ad aumentare la produzione investendo in nuovi impianti “con cultivar italiane” – ha precisato, migliorando la meccanizzazione e sostenendo i frantoi con 100 milioni di euro. la tutela ambientale sara’ centrale, con fondi per recuperare oliveti abbandonati, ha assicurato. si lavora anche per mantenere alto il valore dell’olio extravergine d’oliva, favorendo la consapevolezza nella grande distribuzione, ha aggiunto. fondamentale sara’ garantire una gestione piu’ efficiente dei fondi, come dimostrato dalle difficolta’ nel piano di rigenerazione per la xylella in puglia, ha indicato il sottosegretario. il governo – ha assicurato LA PIETRA – con il ministro LOLLOBRIGIDA, considera l’olivicoltura un asset strategico per l’agroalimentare italiano, impegnandosi nella sua valorizzazione a livello nazionale e internazionale. nel suo articolato intervento, anna CANE (qui la videodichiarazione ad agra press https://youtu.be/wC9W6bjBn9Y), presidente gruppo olio di oliva di assitol, ha toccato diversi punti, dalla necessita’ che sia riconosciuto il valore dell’olio nella ristorazione; all’importanza di scuole di formazione per figure chiave come potatori specializzati, maestri di frantoio o “oil master” (equivalente dell’enologo per il vino), specificando che in altri paesi, queste professioni hanno qualifiche elevate. CANE ha ricordato che l’italia non produce abbastanza olio per il fabbisogno interno ed estero per cui e’ necessario importare, ma senza demonizzare il prodotto estero. l’export – ha detto – e’ essenziale per l’economia e traina altri prodotti del paniere mediterraneo, come pasta, pomodoro, olive da tavola. la presidente del gruppo olio d’oliva di assitol ha fatto presente che l’olivicoltura italiana e’ “vecchia” sia culturalmente sia generazionalmente. dunque – a suo giudizio – servono politiche di formazione per attrarre nuove generazioni con un approccio innovativo che renda edotto il consumatore sul valore della sostenibilita’. il presidente della commissione industria e agricoltura del senato luca DE CARLO si e’ focalizzato sulla necessita’ di innovazione in agricoltura, sul ruolo della politica e sul valore della comunicazione nel settore. DE CARLO ha toccato vari temi, condividendo l’idea che l’olivicoltura non deve essere solo paesaggio, ma settore produttivo. il calo del 38% della produzione negli ultimi 20 anni impone interventi strutturali, ha asserito evidenziando il problema della parcellizzazione che rende difficile l’investimento e la crescita. il presidente della commissione industria e agricoltura del senato ha criticato chi ha ostacolato interventi tempestivi contro la xylella e, prendendo spunto anche da questa esperienza, ribadito la necessita’ di un equilibrio tra il rispetto della tradizione e l’uso delle nuove tecnologie, denunciando chi ostacola il progresso scientifico in agricoltura. per DE CARLO, infine, serve piu’ aggregazione tra produttori per essere competitivi sul mercato. “oggi abbiamo ribadito il nostro impegno nel rafforzare la collaborazione con confagricoltura, – ha affermato tommaso LOIODICE, presidente di unapol – confermando l’importanza di unire le forze per affrontare le criticita’ del settore olivicolo. l’eccessiva frammentazione delle aziende e la necessita’ di garantire un valore equo all’olio extravergine italiano sono sfide che richiedono visione e cooperazione. formazione, innovazione e adeguamento alle nuove tecnologie sono le chiavi per dare slancio a un comparto storico, ma bisognoso di rinnovamento. insieme, unapol e confagricoltura possono offrire risposte concrete per il futuro dell’olivicoltura italiana”.