MANOVRA: LAURETI (PD), MANCA COMPLETAMENTE AGRICOLTURA

D’ERAMO, CARLONI, PROIETTI, MASCARINO E GIANSANTI PRESENTANO I REPORT SU STARTUP ECONOMY AGROALIMENTARE

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si e’ svolta questa mattina nella sala degli atti parlamentari della biblioteca del senato “giovanni spadolini”, la presentazione del “primo rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare. il contributo della startup economy”, promosso da federalimentare, sostenuto da confagricoltura e realizzato dal centro di ricerca luiss-x.ite, con la collaborazione degli esperti di linfa agrifoodtech fund. dopo l’indirizzo di saluto di andrea PAGANELLA, segretario di presidenza del senato, che si e’ in particolare complimentato per il fatto che lo studio, oltre ad offrire una “fotografia scientificamente elaborata dell’esistente”, offra anche “una fase di proposta, di consigli e di idee”, ha preso la parola paolo MASCARINO, presidente di federalimentare. sottolineando l’importanza strategica della ricerca e innovazione per il settore agroalimentare italiano, chiamato oggi a confrontarsi con sfide cruciali come transizione ecologica, sicurezza alimentare e digitalizzazione. egli ha ribadito che la capacita’ di innovare in prodotti e processi e’ fondamentale per la competitivita’ delle imprese e la valorizzazione della filiera. MASCARINO si e’ soffermato su tre punti chiave. il primo e’ la costituzione della rete per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, promosso dal cluster agrifood nazionale, che punta a rafforzare il dialogo tra ricerca, industria e istituzioni. il secondo e’ quello di oggi, cioe’ la presentazione del primo rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare, curato dal centro di ricerca luiss x.lite, che mappa le sperimentazioni in corso di startup e centri d’innovazione. il terzo riguarda la necessita’ di potenziare i finanziamenti pubblici per la ricerca, anche per accedere piu’ efficacemente ai fondi europei di horizon europe, tramite una piattaforma nazionale coordinata. MASCARINO ha infine ribadito che il futuro dell’agroalimentare italiano richiede una visione condivisa basata su innovazione, conoscenza e sostegno pubblico, per costruire un settore piu’ competitivo, sostenibile e vicino ai cittadini. michele COSTABILE, docente dell’universita’ luiss e direttore del centro di ricerca luiss-x.ite su tecnologie e comportamenti di mercato ha illustrato la ricerca che sara’ a breve disponibile sui siti di federalimentare e confagricoltura. mirco CARLONI, presidente della commissione agricoltura della camera, ne ha sottolineato la validita’, affermando che a suo avviso “valga un argomento che e’ trasversale a tutte le cose che ha detto prima il professor COSTABILE, che e’ intervenuto, perche’ ho avuto modo di verificarlo io stesso piu’ volte. Io credo che il principale acceleratore della trasformazione tecnologica e del trasferimento tecnologico sia il ricambio generazionale, di per se’ in modo automatico. questo rappresenta il substrato di qualunque scelta pubblica o privata”. se non c’e’ ricambio generazionale – ha aggiunto il parlamentare – “qualunque impegno top down sulla materia rischia di essere una inutile sforzo finanziario”. CARLONI ha ricordato l’impegno del governo nella ricerca e nell’innovazione, in particolare sulle tecnologie di evoluzione assistita. ha quindi preso la parola il sottosegretario al masaf luigi D’ERAMO, che ha sottolineato il ruolo centrale delle startup nella trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare italiana, evidenziandone il potenziale innovativo e il contributo allo sviluppo sostenibile. le 550 realta’ censite dal nuovo rapporto sull’agritech rappresentano una scommessa sul futuro e una risposta dinamica alle sfide del presente, come i cambiamenti climatici e la crescente domanda globale di cibo. D’ERAMO ha ricordato come le imprese piu’ innovative siano anche le piu’ sostenibili, ribadendo l’impegno del ministero nel promuovere l’agricoltura 5.0 e il miglioramento genetico tramite le tea, per piante piu’ resistenti e meno dipendenti da fitofarmaci. tra le misure concrete adottate dal governo, ha citato il fondo per l’innovazione in agricoltura, con 225 milioni per il triennio 2023-2025, gia’ rifinanziato con 100 milioni per il 2024, di cui 30 destinati alle pmi delle zone alluvionate. D’ERAMO ha anche menzionato i 21 milioni della legge di bilancio per ricerca e innovazione, e i 2,3 miliardi del pnrr per il parco agrisolare. l’obiettivo, ha concluso, e’ un’agricoltura italiana moderna, efficiente e sempre piu’ competitiva a livello globale. per livio PROIETTI, presidente dell’ismea, e’ fondamentale oggi parlare di competitivita’, sostenibilita’ e innovazione nel settore agroalimentare. l’industria alimentare italiana – ha specificato – vive una fase positiva, con record in produzione ed export, ma l’agricoltura primaria affronta criticita’ serie: cambiamenti climatici, ritardo generazionale e tecnologico. il ricambio generazionale e’ essenziale ma va accompagnato da strumenti concreti e mirati. ismea, con fondi per l’innovazione, “generazione terra” e i contratti di filiera, sta cercando di colmare questi gap. tuttavia, servono incubatori specializzati, cultura d’impresa gia’ nelle scuole agrarie e sinergie tra ricerca, formazione e mercato. la sfida e’ rendere l’agricoltura attrattiva per i giovani e garantire futuro ai territori interni. dopo l’intervento di marco GAIANI, fondatore & partner fondo linfa di riello investimenti sgr, ha chiuso i lavori massimiliano GIANSANTI, presidente di confagricoltura. viviamo in un mondo in crescita: demografica, economica e di domanda alimentare, ha sottolineato GIANSANTI. in questo scenario, la sicurezza alimentare diventa una priorita’ imprescindibile, perche’ possiamo rinunciare a molte cose, ma non al cibo, quindi – ha continuato – chi sapra’ produrre di piu’ e meglio, godra’ di un vantaggio strategico decisivo nei prossimi decenni. e’ fondamentale capire – ha rimarcato il presidente di confagricoltura – che le imprese agricole sono, per natura, pronte ad accogliere l’innovazione. ma innovare oggi non significa solo inseguire la novita’: serve indirizzare ricerca e tecnologia verso cio’ che e’ davvero utile per il nostro sistema produttivo. e’ necessario un dialogo concreto tra imprese, ricerca e istituzioni. abbiamo osservato che le aziende piu’ innovative sono anche le piu’ competitive, ha aggiunto, rilevando che tuttavia, servono politiche strutturali e di lungo periodo: se vogliamo fare dell’agroindustria una priorita’ strategica per il paese, servono investimenti stabili, piani chiari e strumenti efficaci. non bastano fondi una tantum, come dimostra l’esperienza ismea: i 300 milioni previsti sono stati assorbiti in meno di due anni, con richieste per oltre 2 miliardi. per GIANSANTI siamo nel mezzo della quarta rivoluzione agricola: dopo genetica, meccanizzazione e chimica, ora e’ il tempo della digitalizzazione. il suo invito e’ ad accompagnarla “con coraggio, idee e visione”. “ma attenzione – avverte – l’agricoltura vera non e’ quella di farmville. non possiamo accettare un futuro dove l’agricoltore e’ solo virtuale. grazie allo studio luiss x.ite e a momenti di confronto come questo, possiamo costruire insieme il futuro dell’agroalimentare, con proposte concrete e strategie condivise”.