lettera in vista della proposta di riforma della politica di coesione della Commissione europea ispirata al modello del Pnrr, con un ruolo principale degli Stati al posto delle Regioni

lettera in vista della proposta di riforma della politica di coesione
della Commissione europea ispirata al modello del Pnrr, con un ruolo
principale degli Stati al posto delle Regioni

Bologna- “La nostra è una firma per dire no a qualsiasi ipotesi di
centralizzazione a livello statale del finanziamento delle politiche di
coesione”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale,
commenta la decisione di 149 Regioni europee di 20 Stati membri riunite
nell’iniziativa EUregions4cohesion, di scrivere alla presidente
della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per mettere nero su bianco
la loro contrarietà alla proposta di riforma della politica di coesione
della Commissione europea che sarà presentata il 16 luglio.

“La proposta della Commissione europea- spiega de Pascale- prevede una
riforma profonda del sistema di finanziamento delle politiche di coesione,
ispirandosi al modello del Pnrr con un ruolo primario degli Stati al posto
delle Regioni. Questo rischia di rendere marginale il ruolo delle regioni e
della loro capacità di lettura dei territori, che sono invece elementi
fondamentali nella progettazione di politiche che puntino a ridurre le
disparità”.

La lettera è frutto di numerose iniziative di interlocuzione che la Regione
Emilia-Romagna, che coordina EUregions4cohesion insieme a all’Aquitania, ha
avuto nell’ultimo anno con la Commissione e il Parlamento europei e il
Comitato delle regioni. Un lavoro che, per il territorio
dell’Emilia-Romagna, ha visto impegnati anche Vincenzo Colla,
vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, e gli assessori Davide Baruffi
(Bilancio e Programmazione fondi europei), e Alessio Mammi, (Agricoltura e
Rapporti con la Ue).

Nella lettera i firmatari esprimono “preoccupazioni sul futuro della
politica di coesione, nel quadro della prossima proposta sul Quadro
Finanziario Pluriennale” e sottolineano che “noi, le Regioni, siamo al
cuore dell’Europa e abbiamo dimostrato di essere le più efficaci
nell’investire le risorse europee in modo mirato ed efficiente,
contribuendo concretamente al progetto di integrazione europea”.

Si mette poi in evidenza che “la politica di coesione rappresenta il
principale legame tra i cittadini europei e l’Unione Europea” e che è anche
“la base della resilienza economica, sociale e territoriale dell’Unione”.
Nella lettera, in ragione di questi elementi, si ribadisce che “rafforzare
la politica regionale è condizione necessaria per il buon funzionamento del
Mercato Unico europeo”.

Due le richieste dei firmatari: da un lato “una regolamentazione specifica
per tutti gli strumenti dedicati alla politica di coesione, che ne
garantisca i principi fondamentali: approccio territoriale, partenariato e
sussidiarietà. Le Regioni d’Europa devono avere un ruolo centrale nella
programmazione e nell’attuazione, attraverso la gestione condivisa e una
governance multilivello, assicurando negoziazione diretta con la
Commissione europea”. In secondo luogo, “un bilancio specifico per la
politica di coesione, con la definizione a livello europeo di dotazioni
regionali indicative basate sull’attuale metodologia consolidata, che
considera indicatori economici e sociali”.

I rappresentanti delle 149 regioni firmatarie concludono con il rifiuto di
“qualsiasi ipotesi di centralizzazione a livello statale e la
discrezionalità nell’allocazione delle risorse”. Un simile approccio,
spiegano, “metterebbe a rischio l’accesso alla politica di coesione da
parte di tutte le Regioni e aumenterebbe la complessità della sua
attuazione. Questo potrebbe allentare l’efficacia degli obiettivi di
coesione economica, sociale e territoriale e ampliare, invece che ridurre,
le disparità tra territori. Alla vigilia della proposta sul Quadro
Finanziario Pluriennale, intendiamo così portare il nostro contributo al
dibattito sul futuro dell’Europa