ondi Ue per vino sudafricano. Filiera Italia: “Inaccettabile mentre si prefigurano tagli alla PAC e alla promozione”

ondi Ue per vino sudafricano. Filiera Italia: “Inaccettabile mentre si
prefigurano tagli alla PAC e alla promozione”

ROMA, 5 luglio 2025 – “È paradossale che, mentre si parla di ridurre le
risorse della PAC e dei programmi di promozione, l’Europa trovi fondi da
destinare a filiere concorrenti fuori dall’Unione. Così si mina
ulteriormente la credibilità dell’Europa agli occhi dei nostri agricoltori
per colpa di una tecnocrazia di Bruxelles fuori da ogni contesto di
opportunità politica” dichiara Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato
di Filiera Italia.Filiera Italia esprime la massima contrarietà rispetto al
finanziamento da 15 milioni di euro erogato dall’Unione europea al settore
vinicolo del Sudafrica, in un momento in cui si moltiplicano i segnali di
possibili riduzioni ai fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC)
e ai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari europei. Al di là
dell’importo e di accordi risalenti a anni fa, è del tutto incomprensibile
e inaccettabile che la commissione dia seguito ora ad impegni in tal senso,
continuando a destinare risorse pubbliche a favore di filiere agricole di
Paesi terzi, mentre le imprese agricole europee affrontano una fase di
grave difficoltà e si mettono in discussione strumenti fondamentali per
garantire competitività e sostenibilità al settore primario.

Il caso sudafricano, sebbene riconducibile a un accordo siglato oltre
vent’anni fa, evidenzia la necessità di rivalutare oggi impegni assunti in
un contesto profondamente diverso, che rischiano di apparire del tutto
scollegati dalle attuali priorità dell’Unione. La direzione intrapresa
dall’Unione europea appare sempre più evidente: al sostegno delle filiere
agricole di Paesi terzi vengono destinate risorse significative, come
dimostrano non solo i fondi erogati al Sudafrica, ma anche l’1,8 miliardi
di euro annunciati per l’agricoltura dei Paesi Mercosur che grazie
all’accordo fortemente voluto dalla Von der Leyen farà concorrenza sleale
alle nostre produzioni e metterà a rischio la salute dei cittadini europei.
Il tutto, a fronte di forti incertezze sul futuro della PAC e dei programmi
di promozione. Una scelta che penalizza le imprese europee, già costrette a
confrontarsi con forme di concorrenza spesso basate su standard non
equivalenti. “In assenza di un principio chiaro di reciprocità – conclude
Scordamaglia – questa linea politica rischia di compromettere la
sostenibilità economica delle filiere agroalimentari europee”.