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“tempo di vendemmia in lombardia dove, secondo le prime stime, e’ previsto un aumento di circa il 10% nella quantita’ delle uve rispetto allo scorso anno, quando sulla produzione avevano pesato nubifragi e grandinate”. lo rende noto in un comunicato coldiretti lombardia, “in occasione del taglio dei primi grappoli in provincia di pavia, maggiore area vitivinicola della regione, presso l’azienda agricola de FILIPPI a oliva gessi”, precisa il comunicato. “a essere raccolte le uve di chardonnay per basi spumante la cui maturazione quest’anno e’ stata accelerata dalle alte temperature, che in oltrepo’ pavese hanno portato all’inizio della raccolta con un anticipo di una decina di giorni rispetto alla passata stagione”, sottolinea il comunicato, che cosi’ prosegue: “nel complesso, per il vino lombardo ci si attende un lieve aumento produttivo con una qualita’ soddisfacente, nonostante proprio nel pavese siano ancora da valutare con precisione le conseguenze sulle uve degli attacchi di peronospora dello scorso anno. per confermare le previsioni bisognera’ comunque aspettare anche l’evoluzione climatica dei mesi di agosto e settembre. in lombardia sono oltre 20 mila gli ettari vitati, destinati per circa il 90% a vini di qualita’ grazie a 5 docg, 21 doc e 15 igt. a livello nazionale la produzione di vino dovrebbe aggirarsi quest’anno intorno ai 45 milioni di ettolitri, con una qualita’ tra il buono e l’ottimo. lungo la penisola siccita’ e maltempo hanno condizionato in alcuni territori le rese – specifica la coldiretti nazionale – ma senza pregiudicare la qualita’, cosi’ come i problemi legati a malattie come peronospora e oidio sono risultati inferiori rispetto alle preoccupazioni iniziali, oltre agli attacchi degli insetti alieni. fenomeni che hanno pesato comunque sui costi di produzione, dall’acqua alle strategie di protezione delle uve. ma l’avvio della vendemmia arriva anche in un momento delicato per il settore vitivinicolo italiano, con i dazi usa che vanno a colpire il principale mercato di riferimento in valore per le cantine tricolori, mentre proseguono i tentativi di ingiustificata demonizzazione di un prodotto che rientra a pieno titolo nella dieta mediterranea e i cui benefici legati a un consumo consapevole sono stati ampiamenti provati”.