PAC: FINI (CIA), MANIFESTAZIONE A BRUXELLES IL 18/12. FITTO AUSPICACHE DIALOGO RIMANGA APERTO. LOLLOBRIGIDA LODA UNITA’

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il presidente della cia-agricoltori italiani ha aperto questa mattina, alla presenza del vice presidente esecutivo della commissione ue raffaele FITTO e del ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA , l’assemblea della sua organizzazione annunciando per il 18 dicembre la partecipazione ad una mobilitazione di agricoltori a bruxelles con 5000 agricoltori. all’unione europea serve una scossa politica forte contro il rischio della fine dell’agricoltura, ha affermato auspicando che le istituzioni siano dalla parte di chi protesta ma sottolineando che il confronto deve essere basato sul dialogo. sia FITTO sia francesco LOLLOBRIGIDA hanno preso atto della manifestazione ma il vicepresidente esecutivo ha precisato che pur essendo la manifestazione legittima il dialogo deve rimanere aperto con spirito costruttivo con tavolo comune di confronto mentre LOLLOBRIGIDA ha lodato lo spirito unitario della protesta. gli europarlamentari dario NARDELLA (s&d), salvatore DE MEO (ppe) e carlo FIDANZA (ecr), intervenuti successivamente hanno dato, con diverse sfumature, il loro sostegno alla manifestazione. NARDELLA ha dichiarato che “il 18 dicembre dobbiamo andare tutti uniti” per chiedere che la commissione ritiri la proposta su pac e fondo unico “altrimenti andiamo avanti ad oltranza”. DE MEO ha invece ha invitato a fare attenzione agli slogan piuttosto, ha aggiunto, dobbiamo lavorare per rafforzare la posizione degli agricoltori creando una minoranza di blocco consistente.fitto ha parlato sia del lavoro svolto in sede europea sul finanziamento dei contratti di filiera e sull’agrivoltaico sia su quello che sta facendo per costruire un fattivo dialogo tra poltica di coesione e politica agricola, annunciando un suo rapporto sulle aree interne LOLLOBRIGIDA ha ribadito la necessita’ di una politica europea che rimetta al centro dell’agricoltura che garantisca la “sovranita’ alimentare europea”. il ministro ha fatto presente che con l’ampliamento dei fondi a disposizione per i contratti filiera tutti i progetti sono stati finanziati e che, grazie al lavoro svolto sull’ agrisolare, e’ stata scongiurata la perdita terreni coltivabili. il ministro ha elencato le norme presenti nella manovra in discussione in senato ed ha annunciato che il governo lavorera’ sul credito di imposta per le aziende agricole che non hanno tassazione a bilancio. il commissario christophe HANSEN, e’ intervenuto con un videomessaggio. alla parte pubblica dell’assemblea hanno preso parte, fra gli altri, il sottosegretario all’agricoltura patrizio LA PIETRA, il capo gabinetto del masaf raffaele BORRIELLO, la segretario generale dell’uniceb, clara FOSSATO; la presidente di federbio maria grazia MAMMUCCINI; il presidente di copagri tommaso BATTISTA, il presidente di legacoop agroalimentare cristian MARETTI, il presidente di fedagripesca raffaele DREI, il vicepresidente di confagricoltura sandro GAMBUZZA , il presidente di foragri vincenzo CONSO, la segretaria generale della uila enrica MAMMUCARI, il presidente di ismea livio PROIETTI, il presidente e la direttrice di assalzoo massimo ZANIN e lea PALLARONI.

FINI, L’AGRICOLTURA CHIEDE RISPETTO. NON PUO’ ESSERE VOCE RESIDUALE
DEL QFP, PERCHE’ E’ LA CONDIZIONE STESSA DELL’UE

“l’agricoltura non chiede privilegi, pretende rispetto. non puo’ essere una voce residuale del bilancio ue, perche’ e’ la condizione stessa dell’europa: garantisce cibo sicuro, tutela dell’ambiente, resilienza dei territori e futuro delle comunita’. per questo, il 18 dicembre saremo in piazza a bruxelles, con oltre 5mila agricoltori e almeno mille trattori in arrivo da ogni parte del continente, per ribadire che il settore e’ primario per un motivo”, ha detto il presidente della cia cristiano FINI aprendo l’assemblea annuale 2025 davanti al vicepresidente della commissione ue raffaele FITTO, al ministro francesco LOLLOBRIGIDA, ai parlamentari e ai delegati da tutta italia, riuniti all’auditorium antonianum di roma sotto lo slogan ‘coltiviamo l’europa, proteggiamo il futuro”. “oggi siamo a una svolta pericolosa. il rischio di un progressivo smantellamento della pac dopo il 2027, delineato dal nuovo quadro finanziario pluriennale, appare sempre piu’ concreto”, ha spiegato FINI. “questo significherebbe un taglio drastico delle risorse e la loro dispersione in un fondo unico, destinato a generare conflitti tra comparti e a compromettere il mercato unico. sarebbe la fine di un sistema equo: avremmo agricolture di serie a e agricolture abbandonate alla serie b’. ecco perche’ rilanciamo una mobilitazione senza tregua, finche’ non vedremo un cambio di passo vero, non di facciata. ora l’italia assuma con forza la guida di questa battaglia decisiva per il futuro dell’agricoltura e le istituzioni nazionali ed europee dimostrino davvero, con fatti e non parole, di essere dalla nostra parte”, ha dichiarato il presidente. FINI ha denunciato “una deriva generalizzata sempre piu’ evidente” “durante la pandemia, l’europa e’ stata rapida, solidale, concreta. adesso sembra attraversata da lentezze, divisioni, compromessi al ribasso. ma la complessita’ globale non si governa con 27 politiche diverse. la cia chiede una vera europa federale, dotata di una politica estera, di difesa, energetica e industriale comune DRAGHI e LETTA hanno descritto con crudezza cio’ che abbiamo sotto gli occhi. senza una vera unione politica, decisioni rapide e non ostaggio dell’unanimita’, la ue non reggera’ le transizioni demografica, tecnologica, economica e geopolitica. anche un’europa a due velocita’ e’ preferibile a un’europa immobile”, ha asserito FINI. “nessuna politica ue ha generato piu’ stabilita’ della pac. e’ la politica piu’ antica, la piu’ solida, la piu’ europea. ha garantito per oltre cinquant’anni sicurezza alimentare, coesione sociale, presidio delle aree interne”, ha sottolineato il presidente. per questo motivo, –  per la cia – “la proposta della commissione e’ considerata pericolosa e miope: trasformare la pac post 2027 in un capitolo indistinto del qfp e tagliare le risorse del 22% indebolirebbe il settore e l’intero impianto comunitario. il peso dell’agricoltura nel bilancio ue crollerebbe dal 31% al 15% e solo per l’italia significherebbe passare da 40 miliardi a circa 31, con 9 miliardi di perdita netta”. “non e’ una riforma tecnica: e’ un cambio di paradigma. e a perderci sarebbero agricoltori, cittadini e territori”, ha puntulizzato FINI. per la cia “ridurre la pac a una voce qualsiasi del bilancio significa indebolire l’europa stessa. il prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e la futura pacsono il banco di prova decisivo per lo sviluppo dell’europa in cui crediamo’, ha detto il presidente di cia, lanciando un appello diretto: ‘la pac deve restare fuori dal fondo unico. va rafforzata e finanziata di piu’, non ridimensionata, e va preservata nella sua autonomia, non rinazionalizzata. non e’ in gioco solo il reddito degli agricoltori, ma anche la sicurezza alimentare e il mercato unico europeo”. FINI ha anche criticato “le ultime correzioni proposte dalla commissione perche’ “si tratta di aggiustamenti estetici, non cambia la sostanza. non risolvono le criticita’ strutturali ne’ rispondono alle istanze del mondo agricolo”. FINOI ha fatto riferimento anche alle politiche di coesione: “restare nella propria terra e’ un diritto universale. ma senza servizi, connessioni, opportunita’, i giovani vanno via e le campagne si spopolano. e senza agricoltura la coesione svanisce”.. per questo, ha evidenziato il presidente  “non dobbiamo mettere in competizione la politica di coesione con quella agricola ne’ alimentare una logica di contrapposizione per l’assegnazione delle risorse. al contrario, deve esistere una sinergia efficace tra le due, per sostenere la crescita dei territori e la competitivita’ delle imprese”. per FINI ‘la burocrazia e’ diventata il peggior nemico della produttivita”, ecco perche’ ‘la semplificazione e’ la parola chiave per il futuro del settore. non significa deregolamentare, ma rendere le regole piu’ efficaci, comprensibili e applicabili’ perche’ ‘non possiamo piu’ vivere in un labirinto normativo’. il presidente ha ribadito le priorita’ della confederazione: bene i pacchetti ‘omnibus’ e le proposte per semplificare l’attuale pac, da implementare rapidamente a livello nazionale. servono, quindi, misure piu’ flessibili e digitalizzate; garantire l’accesso rapido a fitofarmaci alternativi; accelerare l’approvazione delle nuove tecniche genomiche (ngt). soprattutto, bisogna risolvere uno dei problemi piu’ impattanti: la distribuzione equa del valore lungo la filiera. ‘su questo gli agricoltori non possono piu’ attendere. non puo’ accadere piu’ di vendere i nostri prodotti addirittura sotto i costi di produzione. basta al grano sottocosto, basta subire pratiche commerciali sleali’, ha denunciato FINI. i dati lo dimostrano: chi produce grano duro nel mezzogiorno perde dal 2% al 7% a tonnellata. piu’ in generale, su 100 euro spesi dal consumatore, solo 7 euro arrivano all’agricoltore. “non e’ accettabile che la filiera scarichi gli squilibri sugli agricoltori. il giusto valore non e’ uno slogan: e’ una necessita”. nella sua relazione, il presidente di cia ha chiarito che l’organizzazione non mette in discussione l’apertura dei mercati, ma chiede una linea europea molto piu’ ferma: ‘non possiamo competere con paesi che producono con regole diverse, spesso inesistenti. senza reciprocita’ non c’e’ concorrenza, c’e’ dumping’. l’accesso al mercato deve avvenire su basi eque, con standard ambientali, sociali e di sicurezza alimentare equivalenti a quelli richiesti agli agricoltori europei. le richieste sono chiare: clausole di salvaguardia automatiche in ogni accordo, controlli veri alle frontiere, tracciabilita’ totale, stop alle concessioni unilaterali e tutela dei prodotti piu’ esposti. ‘questa deve essere la bussola da seguire anche nelle trattative sul mercosur”, ha evidenziato FINI. quanto alle tariffe, ‘non siamo per l’uso dei dazi come arma politica: i costi superano i benefici’. lo dimostrano gli ultimi numeri sull’export verso gli usa: nell’estate 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, sono gia’ evaporati 282 milioni di euro di prodotti agroalimentari tricolori dal mercato statunitense. ‘bisogna tornare a negoziare”, ha dichiarato il presidente. “non accetteremo mai che l’agroalimentare italiano ed europeo diventi merce di scambio nella geopolitica globale. queste sono le istanze del nostro settore. ora chiediamo alle istituzioni di fare la propria parte: con coraggio, visione e coerenza. perche’ senza agricoltura non c’e’ sicurezza alimentare, ambientale e sociale. non c’e’ futuro. non c’e’ europa. e’ questo il messaggio che porteremo a bruxelles il 18 dicembre insieme al copa-cogeca: non stiamo difendendo solo un comparto, ma il destino stesso dei territori e delle generazioni che verranno”, ha concluso FINI.

ASSEMBLEA CIA: DICHIARAZIONI DI FITTO, LOLLOBRIGIDA
E FINI RACCOLTE DA AGRA PRESS

in occasione dell’assemblea annuale, di cia-agricoltori italiani, agra press ha raccolto le dichiarazioni, rilasciate alla stampa, del vicepresidente della commissione ue, raffaele FITTO (qui il video https://youtu.be/A_e7WyQITfg), che ha sottolineato come dal punto di vista finanziario non ci siano tagli sulla pac e che dal confronto tra commissione, parlamento e consiglio e’ nato l’ impegno comune di implementare e migliorare il settore; il ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA (qui il video https://youtu.be/LDf0ql42t3A), che annuncia il pieno sostegno agli agricoltori e reputa la manifestazione del 18 dicembre un segnale di grande insofferenza del settore e il presidente dell’organizzazione, cristiano FINI (qui il video https://youtu.be/jDhJ-19wtXo), che sottolinea come la manifestazione, in programma a bruxelles, rappresenti un segnale forte contro i tagli sulla pac e per riportare al centro del dibattito europeo l’agricoltura e la salute alimentare che, precisa, “non e’ scontata”.

ASSEMBLEA CIA: MAMMUCARI(UILA), PARTI SOCIALI SIANO UNITE IN EUROPA
PER PROTEGGERE FUTURO AGRICOLTURA E CONDIZIONALITA’ SOCIALE

“esiste una visione comune tra le parti sociali agricole su come proteggere il futuro dell’agricoltura tutelando la qualita’ delle produzioni e garantendo sostenibilita’ sociale e ambientale. per questo siamo assolutamente contrari al fondo unico europeo che non solo toglie risorse all’agricoltura, ma mette in competizione le politiche agricole con quelle di coesione. noi vogliamo una politica agricola comune giusta, che difenda l’agricoltura come leva strategica per la nostra autonomia e per la sicurezza alimentare, che tuteli i diritti dei lavoratori e il reddito degli agricoltori, entrambi produttori di cibo e veri custodi del territorio e dell’ambiente. siamo convinti che tutto il sistema italia (istituzioni, sindacato e associazioni) deve realmente unirsi in una battaglia comune che dica alla commissione europea: giu’ le mani dall’agricoltura e dalla condizionalita’ sociale!”: ha dichiarato enrica MAMMUCARI, segretaria generale della uila-uil, a margine dell’assemblea annuale della cia – agricoltori italiani. “abbiamo apprezzato come il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA abbia ribadito la necessita’ che nel commercio internazionale venga rispettato il criterio della reciprocita’, a partire dalla difesa dei diritti dei lavoratori. non ci stancheremo mai di ripetere che tutte le merci che entrano in europa devono essere prodotte nel rispetto degli stessi standard sociali, ambientali e produttivi osservati dagli agricoltori ue per garantire una concorrenza leale tra le imprese. al tempo stesso, in europa, bisogna continuare a lavorare affinche’ tutti gli stati membri applichino la condizionalita’ sociale, conquistata dopo decenni dal sindacato, a tutela del lavoro e dell’eticita’ delle produzioni per promuovere nel mondo un cibo buono, sostenibile e legale”, ha concluso la segretaria generale uila.