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“‘accetteremo il mercosur solo alle nostre condizioni. per questo siamo oggi a strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta italia. ribadiamo al parlamento europeo che senza reciprocita’ piena e controlli serrati non c’e’ accordo che tenga. l’agricoltura ne uscirebbe a pezzi’. dalla seconda mobilitazione europea nell’arco di due mesi, dopo quella a bruxelles, si leva la voce del presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI”. lo rende noto un comunicato di cia che cosi’ prosegue: “dati alla mano, lo scenario e’ preoccupante, soprattutto per i comparti piu’ sensibili: zootecnia e risicoltura in testa. la protesta di cia vuole accendere i riflettori sui numeri drammatici dell’accordo ue-mercosur cosi’ com’e’: circa 40.000 posti di lavoro a rischio in europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani. ‘non ci fermiamo – ribadisce FINI – pretendiamo nero su bianco la reciprocita’ degli standard produttivi, sanitari e ambientali, piu’ controlli rigorosi su tutte le merci dal sud america e clausole di salvaguardia rapide e efficaci’. cia rileva che, in uno scenario di aumento dell’import a condizioni piu’ favorevoli, una maggiore disponibilita’ di prodotto puo’ esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere. se nel settore zootecnico l’italia vanta una filiera forte (la produzione di carni si attesta sui 3,3 milioni di tonnellate), i paesi del mercosur sfornano 38,5 milioni di tonnellate di carni, mentre l’import attuale e’ limitato solamente a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni di euro. la forbice di scala tra capacita’ produttiva e mercato evidenzia, dunque, ampi margini di crescita che potrebbe avere l’export di carni dal mercosur, col rischio di minare la redditivita’ di un settore che da noi vale circa 22,7 miliardi di euro. si stima che entro il 2040, l’import di carni suine e pollame da quei paesi aumentera’ del +25%. nel comparto ortofrutticolo, invece, l’ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso. volumi modesti oggi, ma con che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani. sul riso, e’ particolarmente rilevante anche il dato sulla concorrenza dei paesi mercosur al nostro export: nel 2024 l’italia ne ha prodotto 1.448.760 tonnellate per un valore delle esportazioni di 680 milioni euro intra-ue e 187 milioni extra-ue: quindi eventuali distorsioni competitive dal via libera all’accordo potrebbero riflettersi non solo sul mercato interno, ma anche sulle performance sui mercati stranieri. cia lancia soprattutto l’allarme per la carenza di controlli. in particolare, l’organizzazione segnala le criticita’ del settore della carne bovina: un audit ue, per esempio, ha gia’ smascherato le falle nell’export di carne non conforme per la presenza dell’ormone estradiolo 17-beta. malgrado il brasile abbia sospeso volontariamente le esportazioni verso l’ue, partite di carne non conformi sono comunque riuscite ad arrivare in italia. piu’ in generale, cia ricorda come siano state spesso rilevate inefficienze, follow-up lenti e catene del freddo instabili nella logistica. il mercosur prevede regolamenti formali ma applicazioni disuniformi e le infrastrutture limitate non garantiscono standard adeguati lungo la filiera. in merito alla questione dei controlli sulle importazioni dal mercosur, dunque, per cia il rischio principale non e’ solo ‘di settore’, ma di fiducia: bastano pochi casi negativi (anche isolati, come per l’estradiolo) per trascinare i consumatori italiani verso la diffidenza e la sfiducia nei confronti di filiere come quelle di carni, ortofrutta e riso, con effetti reputazionali devastanti per le aziende made in italy che rispettano norme ue molto piu’ stringenti. ‘era impensabile non essere qui, insieme alle altre organizzazioni europee, a difendere il futuro del comparto agricolo -conclude FINI -. per assicurare cibo sano e sicuro a tutti, saremo sempre in prima linea e continueremo a esserlo per dettare le condizioni fondamentali in tutti gli accordi di libero scambio, viste le battaglie che ancora ci aspettano anche per la pac’.”.

