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“la qualita’ del nostro made in italy agroalimentare non si baratta. per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro si’ all’accordo ue-mercosur solo a parita’ di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilita’ e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei”. lo afferma in un comunicato il presidente nazionale di cia-agricoltori, cristiano FINI, all’ufficialita’ dell’intensa, raggiunta dal coreper II, sul trattato di libero scambio tra ue e blocco commerciale sudamericano (argentina, brasile, paraguay e uruguay). “attenzione – continua FINI -, tutta la partita sulla reciprocita’ e’ ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte, arrivate dall’ultimo agrifish in risposta alle nostre pressioni e al lavoro importante fatto dalle nostre istituzioni”. “a cia – prosegue il comunicato – non bastano le intenzioni e l’italia deve continuare a presidiare l’accordo, come fatto in questi ultimi mesi, e isolandolo da qualsivoglia questione geopolitica internazionale che possa minare l’europa. la sfida e’ complessa, ma e’ essenziale ottenere un regolamento stringente e dettagliato che, tanto per cominciare, a fronte di quel 5%, soglia di variazione prezzo-volume per far scattare le indagini, preveda l’attivazione automatica della clausola. inoltre, servono controlli sulle importazioni di gran lunga oltre il 50% dei prodotti e occorre che sia ferreo l’allineamento agli standard di produzione e fitosanitari, portando allo ‘zero tecnico’ i livelli massimi di residui contenenti in prodotti come la frutta”. “sull’import di carne e riso – precisa FINI – non possiamo permetterci di abbassare la guardia. non e’ accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in europa e in quantita’ che danneggiano il mercato interno. ne va della salute dei cittadini e della tenuta delle nostre aziende”. “il mercosur – sostiene cia – e’ un’opportunita’ per alcuni settori di punta dell’export, come vini e formaggi, ancora di piu’ pensando alle dop e igp italiane. in ballo per l’europa un valore potenziale pari a quasi 5 miliardi e una crescita per il made in italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo”. “su questo fronte possiamo alzare, ulteriormente, l’asticella – prosegue FINI – in termini di protezione e promozione. strategico intervenire adesso, definitivamente, sul giusto prezzo da riconoscere ai produttori, fare campagne sulla nostra cultura del cibo buono e sano, come sul lavoro insostituibile dei nostri agricoltori, dimostrare che gli accordi commerciali valgono quando creano efficienza, competitivita’ e vantaggi reciproci. il tempo a disposizione per aggiustare il tiro e’ quello del negoziato con il parlamento ue e i 27 governi, che adesso dovra’ affrontare la nuova proposta. cia e la sua mobilitazione e’ concentrata su queste carte”.

