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“nel quarto trimestre del 2025 si stima che il prodotto interno lordo (pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali”. lo rende noto un comunicato dell’istat, che cosi’ prosegue: “il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024. la variazione congiunturale e’ la sintesi di un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti, piu’ marcato nell’agricoltura, silvicoltura e pesca e nell’industria. dal lato della domanda, vi e’ un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. nel 2025 il pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, e’ aumentato dello 0,7% rispetto al 2024 (nel 2025 vi sono state tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024). si sottolinea che i risultati dei conti nazionali annuali per il 2025 saranno diffusi il prossimo 2 marzo, mentre quelli trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali verranno presentati il 4 marzo. la variazione acquisita per il 2026 e’ pari allo 0,3%”. l’istat fa notare che “nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita congiunturale dello 0,3% e tendenziale dello 0,8%. questo risultato, di cui si sottolinea la natura provvisoria, determina una crescita del pil nel 2025 dello 0,7% in termini reali, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. la stima preliminare del quarto trimestre 2025 riflette una crescita in tutti i principali comparti, in particolare nell’agricoltura e nell’industria. dal lato della domanda, il trimestre ha evidenziato un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. la variazione acquisita per il 2026 e’ positiva, pari allo 0,3%”. qui testo integrale e nota metodologica shorturl.at/MTuXY.

