COLDIRETTI/UNAPROL, OLEOTURISMO IN CRESCITA. 7 ITALIANI SU 10 LO CONSIDERANO SIMBOLO DEL PATRIMONIO CULTURALE

(riproduzione riservata)

“l’oleoturismo, come evidenzia il secondo rapporto che oggi presentiamo, non e’ piu’ una nicchia per appassionati, ma un pilastro della nostra economia rurale. grazie alla spinta sulla multifunzionalita’ – dagli agriturismi alle fattorie didattiche, fino alla vendita diretta – i nostri olivicoltori non vendono solo un prodotto straordinario come l’olio evo, ma offrono un’esperienza di civilta’. ogni bottiglia racchiude il lavoro di chi presidia territori spesso difficili, preservando il territorio dall’abbandono garantendo la bellezza di quei borghi che sono il cuore pulsante del nostro paese. si tratta di un vero e proprio atto di democrazia economica nei confronti delle aree marginali”: lo ha detto david GRANIERI, presidente di unaprol e vicepresidente nazionale coldiretti, (qui videointervista di agra press https://youtu.be/2WegRVc2soQ) in occasione della presentazione a roma del secondo rapporto sul turismo dell’olio promosso da associazione nazionale citta’ dell’olio, coldiretti e unaprol, curato da roberta GARIBALDI, che evidenzia la crescente strutturazione dell’oleoturismo come esperienza culturale, educativa e immersiva. “il turismo dell’olio si conferma uno strumento formidabile per contrastare lo spopolamento delle aree interne e per promuovere un turismo di prossimita’, sostenibile e destagionalizzato. proprio la destagionalizzazione e’ una chiave vincente per le aziende olivicole, insieme al fatto che l’oleoturismo non richiede grandi investimenti da parte delle aziende. la fondazione evooschool, costituita dalla coldiretti, e’ impegnata a supportare gli operatori della filiera, con iniziative di formazione mirate alla crescita professionale necessaria per offrire servizi oleoturistici di elevato standing, in grado di soddisfare le crescenti aspettative dei turisti sia italiani che stranieri. proprio per sostenere al meglio le aziende olivicole abbiamo dato vita a una societa’, che annunciamo oggi, tra unaprol, coldiretti e associazione citta’ dell’olio, per fornire supporto, consulenza e assistenza tecnica”, ha aggiunto GRANIERI. “l’oleoturismo in italia cresce con decisione e si conferma tra i segmenti piu’ dinamici del turismo enogastronomico. tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva e’ aumentata del 37,1% e 7 italiani su 10 lo considerano un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale. il trend si inserisce nell’espansione globale del turismo del gusto, con interesse oltre il 55% tra tedeschi, francesi, americani inglesi ed austriaci che vorrebbero venire in italia a fare un viaggio in cui vivere esperienze enogastronomiche nei prossimi anni”, spiega il comunicato diffuso da coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’interesse cresce sia sul mercato interno – dove il 70% degli italiani vorrebbe fare degustazioni con abbinamenti gastronomici – sia nei principali mercati esteri, in particolare germania, francia, austria, svizzera e stati uniti. l’italia parte da un patrimonio unico: oltre 619 mila imprese olivicole e piu’ di 500 cultivar, espressione di biodiversita’ e tradizioni millenarie. accanto a degustazioni, visite ai frantoi e acquisti in azienda, aumenta la richiesta di esperienze immersive come itinerari tra ulivi secolari, cene in uliveto (scelte dal 71%), percorsi culturali e visite a frantoi storici. toscana (29%) e puglia (28%) guidano le preferenze, seguite da sicilia (20%), umbria (18%) e liguria (15%), mentre cresce l’interesse per territori meno noti ma di alta qualita’ produttiva. sul fronte della spesa emergono differenze tra mercati: in europa prevale una fascia tra 20 e 40 euro, mentre i turisti statunitensi mostrano maggiore propensione al segmento premium, con un 30% disposto a spendere tra 60 e 100 euro. gli italiani manifestano forte interesse per aspetti salutistici (65%), varietali (60%) e culturali (60%) dell’olio, ma resta un gap di conoscenza con il 43% che conosce concretamente la produzione del proprio territorio o ha visitato oliveti e frantoi e meno della meta’ sa indicare almeno una cultivar”. “‘il secondo rapporto sul turismo dell’olio conferma che l’oleoturismo non e’ una moda passeggera, ma una leva strategica per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle aree rurali – ha detto michele SONNESSA presidente dell’associazione nazionale citta’ dell’olio -. l’olio evo e’ piu’ di un prodotto: e’ paesaggio, biodiversita’, cultura viva e racconto delle comunita’. per trasformare l’interesse dei turisti in valore reale, serve un’offerta strutturata e di qualita’. per questo, insieme ad unaprol, stiamo costituendo il primo club di prodotto sul turismo dell’olio, per mettere in rete aziende, frantoi, ristoratori, oleoteche e operatori del turismo esperienziale. il club favorira’ promozione integrata, commercializzazione, formazione, servizi digitali e supporto alle imprese. l’oleoturismo e’ scoperta, relazione e cura del territorio: va progettato con le comunita’ dell’olio per generare ricadute economiche, culturali e sociali durature. il rapporto indica la strada: rafforzare il legame tra produzione e accoglienza, anche nei piccoli comuni e nelle aree interne, trasformando l’italia dell’olio in un grande itinerario del gusto e dell’identita”. “l’olio extravergine di oliva non e’ solo un prodotto alimentare: e’ cultura, paesaggio, identita’ e racconto dei territori. l’oleoturismo rappresenta oggi una leva strategica per la rigenerazione delle aree rurali e per il rafforzamento del legame tra comunita’, visitatori e filiera produttiva’, ha spiegato roberta GARIBALDI, a capo del gruppo che ha svolto il lavoro di ricerca, allargando l’orizzonte geografico rispetto ai risultati del primo rapporto (2023) che era stato focalizzato sul mercato domestico.