(riproduzione riservata)
“in calabria oggi come in romagna nel 2023 e 2024, la perizia dei consorzi di bonifica ha evitato peggiori conseguenze per territori flagellati dall’estremizzazione di eventi meteo, conseguenza della crisi climatica. il caso della diga di tarsia dimostra la necessita’ di un piano nazionale di infrastrutture idrauliche multifunzionali”. lo afferma in un comunicato francesco VINCENZI, presidente dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (anbi). “la diga traversa di tarsia, in provincia di cosenza – prosegue il comunicato – opera infatti con una concessione semestrale ad esclusivo uso irriguo e, pertanto, nei giorni scorsi avrebbe dovuto limitarsi al solo transito delle portate piu’ rilevanti in quanto non deputata a laminare le piene. tuttavia, su istanza della protezione civile, si e’ deciso di chiedere all’ente consortile la possibilita’ di modulare i volumi d’acqua in ingresso, al fine di scongiurare ulteriori danni a cose e persone. di conseguenza, le paratoie della traversa di tarsia non sono state chiuse completamente, ma movimentate per regolare i volumi in ingresso, rispettando la quota massima d’invaso autorizzata. la diga sottende un bacino di oltre 1.300 chilometri quadrati; tutta l’acqua, caduta nei giorni scorsi e che i terreni ormai saturi non riuscivano ad assorbire, e’ stata regolata dall’infrastruttura riducendo, per quanto possibile, il deflusso verso valle. le aree a valle hanno risentito non solo delle portate del fiume crati (all’idrometro di santa sofia depiro, registrata una portata di circa 471 metri cubi al secondo), ma anche di altri corsi d’acqua, come il coscile e l’esaro, che hanno pure registrato valori e picchi eccezionali, cosi’ come tutti i bacini idrografici. si e’ trattato di fenomeni a carattere straordinario e che, grazie alla sinergia fra protezione civile, consorzio di bonifica della calabria ed arpacal (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), non hanno fatto registrare perdite di vite umane: con cadenza oraria (nei momenti piu’ critici anche ad intervalli piu’ ravvicinati) sono stati effettuati controlli sia a monte sia a valle delle aree interessate; sulla base dei dati raccolti sono state congiuntamente decise le modalita’ di intervento. tecnici, manovratori ed operai del consorzio di bonifica della calabria hanno lavorato ininterrottamente per giorni e notti sulla diga ‘farneto del principe’ e sullo sbarramento ‘strette di tarsia’ per modulare i quantitativi d’acqua, rilasciati anche nel crati e contenere i livelli del fiume durante e dopo l’emergenza”. “e’ opportuno evidenziare ancora una volta che la gran parte dei consorzi di bonifica in italia ha competenza solo sulla rete idraulica minore, che non ricomprende fiumi e torrenti, la rottura dei cui argini, dopo oltre 20 giorni di pioggia, ha causato in calabria allagamenti principalmente nella zona di cassano allo ionio, corigliano-rossano e tarsia”, precisa massimo GARGANO, direttore generale di anbi. “le opere consortili di scolo non potevano reggere il flusso proveniente da alvei che raccolgono l’acqua dell’intero bacino imbrifero di circa 2500 chilometri quadrati, convogliando milioni di metri cubi. l’attivazione delle idrovore ha consentito di ridurre gli allagamenti”, aggiunge il commissario straordinario dell’ente consorziale giacomo GIOVINAZZO. “in occasione di eventi alluvionali, causati da cedimenti nella rete idraulica maggiore, i consorzi di bonifica sono vittime al pari del territorio e delle sue comunita’, cui va la nostra solidarieta’ – ribadisce VINCENZI -. consci, comunque, del nostro ruolo ci impegniamo nel contenimento delle emergenze ed abbiamo presentato, attraverso il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, un disegno di legge, che prevede di conferire a regioni ed enti territoriali la facolta’ di stipulare convenzioni con i consorzi di bonifica per attivita’ relative alla manutenzione del piu’ generale reticolo idrografico ed agli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico”. “il consorzio di bonifica della calabra – continua il comunicato – gia’ dalle prime ore degli eventi, ha prestato la propria opera per interventi, che in moltissimi casi esulavano dai propri compiti operativi come ripristino di arginature fluviali od apertura di sbocchi a mare, ma anche aiutando gli abitanti a ripulire le case allagate. e’ in corso la verifica ed il ripristino delle opere consortili, anch’esse compromesse dalla portata degli eventi, ma che in molte aree hanno consentito di limitare i danni”.

