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“l’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (anbi) chiede ufficialmente di essere inserita tra i soggetti attuatori, previsti dallo schema di decreto legislativo, recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento ue sul ripristino della natura: a farlo e’ stato il presidente, francesco VINCENZI, audito dall’ufficio di presidenza allargato della commissione ambiente del senato”. lo rende noto un comunicato di anbi, che cosi’ prosegue: “alcune azioni previste nel documento comunitario, quali la rimozione delle opere di regimazione fluviale od il contrasto alle vasche di espansione ed alle aree di laminazione, destano infatti la perplessita’ e la preoccupazione dell’ente rappresentativo degli enti consortili di bonifica ed irrigazione, cosi’ come l’interpretazione attuativa di indicazioni quali la riforestazione selvaggia od il ritorno delle aree paludose. ‘le stesse finalita’ del regolamento – aggiunge il direttore generale di anbi, massimo GARGANO – sembrano mettere in discussione l’opera dell’uomo sul territorio italiano, fragilissimo idrogeologicamente, rischiando di compromettere quanto alla base dello sviluppo socio-economico ed agricolo del nostro paese, nonche’ della prevenzione da frane e alluvioni’. ‘oggi che gli obbiettivi europei diventano responsabilita’ nazionali e si traducono in scelte di attuazione – prosegue francesco VINCENZI – occorre prestare la massima attenzione e coinvolgere tutte le competenze operative esistenti, affinche’ ogni intervento interessante il reticolo idraulico tenga insieme tutela ambientale e gestione delle acque sia per fini agricoli che di sicurezza territoriale’. in italia, nel 2025, il valore aggiunto dell’agricoltura ha raggiunto i 42,4 miliardi di euro: e’ un dato, che colloca il paese al primo posto nell’europa a 27 ed indica con chiarezza come la produzione primaria sia un pezzo della sicurezza economica nazionale. se si considera la filiera agroalimentare estesa (produzioni industriali, distribuzione, ristorazione, servizi collegati come logistica e trasporti), il contributo complessivo del settore raggiunge circa il 15% del prodotto interno lordo. ‘proteggere l’agricoltura irrigua e le funzioni svolte dagli enti consorziali significa proteggere il futuro non solo delle aree rurali ed interne, ma anche di quelle urbane: e’ questa la linea da tenere ferma, perche’ l’acqua e’ una gestione di sistema ed i territori hanno bisogno di regole realistiche, nonche’ di investimenti coerenti – precisa GARGANO – la governance dell’acqua sui territori e l’irrigazione non sono infatti solo un aspetto produttivo: sono una condizione di vita in aree altrimenti abbandonate, vale a dire sono garanzia di manutenzione del territorio, riducendo i rischi di inondazioni, siccita’ ed incendi boschivi. per questo, consci del nostro ruolo nella costante ricerca d’equilibrio nell’uso dell’acqua come testimoniato dal continuo efficientamento della rete irrigua e dalla certificazione di sostenibilita’ idrica goccia verde, abbiamo formulato una proposta di raccomandazione alla commissione ambiente del senato’, conclude il dg di anbi”.

