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“non un semplice appuntamento istituzionale, ma un passaggio strategico per il futuro della professione. e’ la fondazione riccardo catella a ospitare, oggi, l’assemblea dei presidenti degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali (conaf) in un momento di confronto tra territori e livello nazionale chiamato a tradurre in azione le linee emerse dal XIX congresso nazionale ‘radici nel futuro’, tenutosi a roma lo scorso novembre. al centro dei lavori, infatti, non vi e’ solo il coordinamento del sistema ordinistico, ma il passaggio dalla visione alla concretezza: le tesi 1 e 2 del congresso diventano terreno di confronto operativo per affrontare le grandi transizioni ambientali, agricole ed economiche che stanno ridefinendo il ruolo della professione. le successive due tesi saranno portate in discussione a udine, nell’assemblea di giugno, per proseguire la definizione delle linee di indirizzo della categoria”. lo rende noto un comunicato del conaf che cosi’ prosegue: “la prima direttrice di lavoro pone al centro il ruolo delle foreste e del suolo in un contesto globale segnato da crisi ambientali sempre piu’ evidenti. le risorse naturali emergono come fondamento ecologico, ma anche economico e sociale, sempre piu’ esposto a pressioni e fragilita’, la gestione forestale sostenibile si configura come uno strumento essenziale per rafforzare la resilienza degli ecosistemi e contribuire alla sicurezza alimentare. in questo scenario, il dottore agronomo e il dottore forestale assumono un ruolo chiave, capace di connettere tutela e sviluppo, conoscenza tecnica e visione strategica. la professione e’ cosi’ chiamata a operare con competenze sempre piu’ integrate, in cui pianificazione, governance e innovazione tecnologica diventano elementi inscindibili. la seconda direttrice affronta la trasformazione dei sistemi agricoli e agroalimentari, sempre piu’ chiamati a confrontarsi con la necessita’ di coniugare produttivita’, sostenibilita’ e competitivita’. in questo contesto, l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e l’introduzione dei criteri esg stanno modificando profondamente i processi decisionali e i modelli di sviluppo”. luigi DEGANO, consigliere conaf, afferma: “cresce la domanda di una consulenza tecnica altamente qualificata, capace di accompagnare le imprese in percorsi di ristrutturazione, innovazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di mercato. il dottore agronomo e il dottore forestale si confermano, in questo quadro, figure centrali nella transizione ecologica, in grado di integrare conoscenze tecniche, visione territoriale e capacita’ di lettura dei nuovi scenari economici”. “l’assemblea dei presidenti – prosegue il comunicato – rappresenta un momento di confronto diretto tra gli ordini territoriali e il conaf, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento del sistema ordinistico e costruire una visione condivisa della professione, capace di trasformare le istanze dei territori in indirizzi strategici a livello nazionale”. “l’incontro di milano e’ il primo momento assembleare successivo al congresso. in questi mesi, partendo dalla carta di roma, abbiamo impostato il percorso necessario a una professione che evolve e si afferma come attore dei processi di cambiamento, capace di mettere in relazione competenze, territori e visione per costruire il futuro”, commenta mauro UNIFORMI, presidente del conaf. “il ruolo delle foreste, lo sviluppo dell’agricoltura nei prossimi anni tra green deal, nuova pac e impatti degli accordi ue-mercosur, la zootecnia regionale davanti alla sfida della sostenibilita’, per non parlare delle problematiche ricorrenti legate ai cambiamenti climatici, come alluvioni o siccita’. le competenze specialistiche del dottore agronomo e dottore forestale sono focali per garantire uno sviluppo sostenibile del paese – sottolinea francesca OGGIONNI, presidente dell’ordine dottori agronomi e dei dottori forestali di milano -. siamo lieti di ospitare 80 presidenti e delegati, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta italia per ragionare, qui in lombardia, insieme, sull’innovazione tecnologica, sulla pianificazione territoriale e sulla gestione delle emergenze in un’ottica di salvaguardia delle risorse. quindi gli ordini anche come garanti del bene per la comunita’ e questo si potra’ portare avanti solo se gli agronomi, scienziati del territorio, della filiera agroalimentare, del settore forestale e del settore verde sapranno operare con il focus del bene per la collettivita’. produrre al meglio, applicando le migliori tecniche, ma senza scordare la salvaguardia dei beni comuni: il suolo, l’aria, l’acqua”.

