ANBI, LE DRAMMATICHE CONTINGENZE INTERNAZIONALI EVIDENZIANO LA NECESSITA’ ANCHE DI SOVRANITA’ IDRICA

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“‘di fronte ai foschi scenari internazionali che si stanno disegnando e nonostante un avvio d’anno complesso per la gestione del territorio, il superamento della crisi idrica nelle regioni del mezzogiorno si potrebbe rivelare un eccezionale fattore strategico nella prospettiva purtroppo non remota di dover contare sempre piu’ sulla sovranita’ alimentare, di cui la disponibilita’ idrica e’ elemento fondamentale’: a dirlo e’ francesco VINCENZI, presidente dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (anbi), perche’ e’ ormai possibile affermare che molti dei territori inariditi al centro-sud da lunghi mesi di siccita’ nel biennio 2024-2025, quest’anno non dovranno subire restrizioni nella distribuzione idrica sia agricola che domestica”. lo rende noto un comunicato di anbi. “bacini ricchi d’acqua potrebbero assumere rilevante importanza anche nella produzione di energia idroelettrica, laddove l’approvvigionamento di combustibili fossili fosse condizionato dagli eventi geopolitici”, sottolinea il presidente di anbi. aggiunge massimo GARGANO, direttore generale di anbi: “oggi e’ piu’ che mai evidente il rammarico per essere stati trascurati, negli anni, gli investimenti in infrastrutture idrauliche, essenziali per la mitigazione degli effetti della crisi climatica, perche’ una maggiore capacita’ di stoccaggio dell’acqua significa piu’ resilienza dei territori, piu’ energia, agricoltura piu’ produttiva e minori conflitti tra stakeholders. cumulate di pioggia fino a 700 millimetri, come quelle registrate nei giorni scorsi, avrebbero potuto rappresentare un’enorme ricchezza, anziche’ costituire un pericolo per la vita delle comunita’ e l’economia dei territori. e’ ormai la storia a dirci di cambiare pagina”. “il settimanale report dell’osservatorio anbi sulle risorse idriche riporta l’uscita della sardegna dalla crisi idrica: nel mese di febbraio, infatti, negli invasi dell’isola sono affluiti ben 449,28 milioni di metri cubi d’acqua, facendo salire l’ammontare dei volumi stoccati a mln. mc. 175,52 cioe’ il 95% dei volumi d’invaso autorizzati”, informa il comunicato, che cosi’ prosegue: “si tratta della maggiore quantita’ d’acqua disponibile dal 2011 e supera di circa il 23% il valore medio di questo periodo. finalmente anche nei territori nordoccidentali della nurra, una delle zone piu’ colpite dalla crisi climatica, si torna a sperare in un ritorno alla normalita’, grazie a bacini pieni all’83% (fonte: autorita’ di bacino della sardegna). in sicilia, in due settimane, sono entrati oltre 140 i milioni di metri cubi d’acqua nei bacini: il deficit e’ ancora considerevole (mln. mc. 265 ca.), ma nei prossimi giorni l’italia insulare sara’ colpita da una nuova perturbazione, che comportera’ purtroppo anche rinnovate preoccupazioni per l’assetto idrogeologico delle isole. pure in basilicata le riserve idriche continuano ad aumentare: negli ultimi 7 giorni si registrano + mln. mc. 10,65 e cosi’ il totale dei volumi raccolti ha ormai raggiunto mln. mc. 365,68 con una crescita di ben 223 milioni di metri cubi negli scorsi due mesi. nettamente diversa permane pero’ la situazione nel nord della puglia: mentre l’italia meridionale veniva squassata dai cicloni mediterranei, il mese di febbraio regalava solo una quarantina di millimetri di pioggia sulla capitanata, cosi’ come sui monti dauni, mentre sulla costa adriatica salentina cadevano oltre 100 millimetri! rispetto agli ultimi mesi del 2025 si e’ comunque registrato un miglioramento e si contano quasi 47 milioni di metri cubi in piu’ rispetto a 12 mesi fa, ma il deficit idrico resta ancora troppo elevato (-63%) per rassicurare i produttori agricoli foggiani, stremati da due anni caratterizzati dall’impossibilita’ di irrigare i campi a causa dei bacini prosciugati. in abruzzo, la diga di penne trattiene circa 2 milioni di metri cubi d’acqua in piu’ rispetto al mese scorso. in campania continuano a ridursi i livelli idrometrici dei fiumi anche se il garigliano resta comunque al di sopra dei valori medi di questo periodo. anche nel lazio le portate fluviali sono in calo, ma ancora superiori alla norma; i livelli idrometrici dei laghi romani di albano e nemi si abbassano di 1 centimetro, mentre il sabatino cresce di analogo livello ed il ‘viterbese’ lago di bolsena segna + 3 centimetri (fonte: aubac). in umbria, i volumi invasati dal lago di maroggia sono aumentati in un mese di 2,35 milioni di metri cubi in un mese, mentre il livello del lago trasimeno e’ cresciuto di 2 centimetri in una settimana. la portata del fiume paglia registra un aumento, mentre quelle di topino e chiascio sono in riduzione. nelle marche, dopo le piene delle settimane passate, sono decrescenti i livelli idrometrici dei fiumi potenza, esino, sentino, tronto e nera, risultando in alcuni casi tra i piu’ bassi tra quelli registrati nel recente quinquennio, dimostrando quindi un’accentuazione del regime idrico intermittente. carattere torrentizio viene ormai riscontrato anche da importanti fiumi della toscana come serchio, ombrone ed arno, che in pochi giorni sono tornati sotto le medie del periodo, seppur dopo un lungo periodo di piogge intense (gennaio ha registrato un surplus pluviometrico regionale del 69% con punte di oltre 100% nei bacini meridionali di fiora e ombrone e di +94% sulla costa, mentre a febbraio si sono raggiunte cumulate record di oltre 600 millimetri nel pistoiese). al nord sono in rialzo i livelli idrometrici dei grandi laghi: verbano al 70,5% di riempimento, lario al 50%, benaco al 91,4%, sebino al 27,9% (unico sotto media). in valle d’aosta sono in aumento i flussi del torrente lys, mentre la dora baltea sta registrando un calo. i flussi del fiume po continuano ad essere abbondanti nella sezione piemontese, calando poi in quella lombardo-emiliana (a pontelagoscuro -25% sulla media storica). in piemonte, il mese di febbraio e’ stato ancora positivo dal punto di vista idrologico: +57% di pioggia a livello regionale, +142% sul piemonte meridionale, neve abbondante su piemonte meridionale, occidentale e dora baltea (surplus indice swe-snow water equivalent rispettivamente di +86%, +52%, +31%), scarsa su piemonte settentrionale (-51%) ed orientale (-24%). nel complesso, la riserva idrica nivale nella regione supera di poco mln. mc. 1900). in una settimana si e’ registrato l’aumento dei flussi dei fiumi toce e stura di demonte e la decrescita di quelli di tanaro e stura di lanzo (fonte: arpa piemonte). grazie all’incremento della risorsa nivale (+17% in una settimana), e’ migliorato il bilancio idrico in lombardia, riducendo il deficit sulla media storica a -17,5%. in liguria e’ vistosa la riduzione delle altezze idrometriche dei fiumi liguri nella scorsa settimana. in veneto sono ancora deficitarie le portate dei fiumi, che in 7 giorni hanno subito un’ulteriore contrazione dei flussi in alveo (fatta eccezione per la piave); i deficit maggiori vengono riscontrati da livenza (-26% sulla media), adige (-20%), bacchiglione (-45%). infine sono scarsi anche i flussi nei fiumi appenninici dell’emilia-romagna: reno -57%; secchia -61%; taro -76% ed enza addirittura -89%!”.