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“l’assemblea generale dei consorziati del parmigiano reggiano, tenutasi oggi, mercoledi’ 25 marzo, nell’auditorium paganini di parma, ha approvato con il 100% dei consensi il bilancio consuntivo 2025, che si e’ chiuso con un utile di esercizio di 192.679 euro (vs. 158.447 nel 2024): il totale ricavi e’ stato di 59.787.137 euro a fronte di un totale costi di 59.267.944 euro”. lo rende noto un comunicato del consorzio che cosi’ prosegue: “durante l’assemblea e’ intervenuto alessio MAMMI, assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca, rapporti con la ue della regione emilia-romagna, che ha sottolineato l’importanza che riveste il parmigiano reggiano per il territorio e le sfide che le indicazioni geografiche dovranno affrontare alla luce della nuova situazione geopolitica e delle ripercussioni che potrebbero essere causate dal caro energetico e dallo scenario di incertezza legato alle barriere al libero commercio negli stati uniti. l’assemblea ha inoltre approvato con il 92,5% dei consensi la proposta elaborata dal consiglio di amministrazione per contenere l’aumento produttivo che potrebbe creare problemi di marginalita’, cosi’ da garantire le condizioni di equilibrio e sviluppo della filiera. nel dettaglio gli interventi riguardano l’aumento degli importi di contribuzione aggiuntiva per l’anno 2027, del quantitativo totale destinato al plafond 2026, la modifica del piano regolazione offerta 2026 e un bonus fino a 15 milioni di euro da riconoscere ai quintali di minore produzione di latte nel 2026”. “l’odierna assemblea rappresenta un momento di fondamentale importanza e di profonda assunzione di responsabilita’ da parte di tutta la nostra filiera – ha dichiarato nicola BERTINELLI, presidente del consorzio del parmigiano reggiano -. abbiamo scelto di agire con tempestivita’ per adottare misure concrete volte a raffreddare una spinta produttiva che prosegue ininterrotta dall’agosto 2025. questa decisione e’ la precondizione necessaria per garantire stabilita’ alle prospettive future del comparto, oggi minacciate da un quadro internazionale di forte incertezza: dalle tensioni geopolitiche ai rischi di nuove barriere doganali, fino ai riflessi di una possibile crisi energetica globale che grava sul reddito dei consumatori. in un mercato dei formaggi duri sempre piu’ affollato e aggressivo sul fronte dei prezzi, la strategia del parmigiano reggiano dev’essere netta: consolidare quel percorso di riposizionamento avviato ormai da due anni. dobbiamo sganciarci con forza dalle logiche della mera concorrenza di prezzo, che penalizzano la qualita’, per puntare sulla nostra distintivita’. l’obiettivo e’ trovare un nuovo equilibrio che premi il collocamento del prodotto sui mercati internazionali, riducendo progressivamente la dipendenza da un mercato interno italiano che appare sempre piu’ sensibile al fattore prezzo. solo governando l’offerta con rigore e visione potremo tutelare il reddito dei nostri soci e il futuro della nostra dop”. “nel dettaglio – continua il comunicato – le misure approvate sono le seguenti: l’aumento degli importi di contribuzione aggiuntiva per l’anno 2027: l”importo unico’ viene portato a 30 euro a quintale, mentre l”importo grande splafonatore’ (ovvero il produttore che supera significativamente il limite produttivo, detto plafond, fissato nel piano regolazione offerta del consorzio) a 45 euro/q.. inoltre, per l’anno produttivo 2027, il ‘limite grande splafonatore’ e’ ridotto al 15%; l’aumento del quantitativo totale destinato al plafond 2026 da 200.000 q. a 400.000 q. (ovvero un minimo del 2% per azienda); l’approvazione dell’accordo preventivo che prevede di modificare il piano regolazione offerta 2026 (lo strumento previsto dal regolamento ue 261/2012 per consentire di regolare l’offerta e assicurare condizioni di equilibrio rispetto alla capacita’ di assorbimento di prodotto da parte della domanda nazionale ed estera) adeguando gli importi massimi di contribuzione fino a 70 euro/q. (in precedenza 30 euro/q.) per l”importo unico’, e 100 euro/q. (in precedenza 45 euro/q.) per l”importo grande splafonatore’; uno stanziamento fino a 15 milioni di euro della programmazione consortile del 2027 per una misura di ‘bonus’ (35 euro/q., suddiviso in 30 euro/q. per il produttore latte e 5 euro/q. per il caseificio) da riconoscere ai quintali di minore produzione di latte totale 2026 rispetto alla produzione totale di latte 2025 del singolo allevatore. l’assemblea, in convocazione straordinaria, ha infine deliberato alcune modifiche allo statuto”.

