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“oggi su ‘il sole 24 ore’ ho voluto riportare il dibattito sulla nuova pac al suo punto essenziale: non solo quante risorse, ma come e per cosa utilizzarle”. lo sototlinea paolo DE CASTRO nell’osservare che: “la lettera della presidente ursula VON DER LEYEN apre alla possibilita’ di attivare fino a 90 miliardi di euro aggiuntivi rispetto alla proposta iniziale della commissione, di cui 10 destinati all’italia. una buona notizia. ma le risorse, da sole, non bastano”. “con felice ADINOLFI – prosegue – abbiamo indicato tre grandi questioni che devono orientare la pac post 2028: 1) organizzazione e competitivita’: rafforzare gestione dell’offerta, cooperazione e contratti di filiera. filiere piu’ forti e piu’ eque sono la condizione per affrontare crisi cicliche, dal latte ad altri comparti, e per redistribuire valore lungo la catena agroalimentare. 2) gestione dei rischi: eventi climatici estremi e tensioni geopolitiche non sono piu’ eccezioni. servono strumenti strutturati: assicurazioni, fondi calamita’, meccanismi rapidi di ricostituzione del capitale aziendale. 3) funzione degli aiuti diretti: non solo sostegno al reddito, ma presidio della sicurezza alimentare europea e della sostenibilita’ economica di milioni di produttori che tengono in piedi un settore strategico per l’europa”. “a tutto questo – indicano DE CASTRO E ADINOLFI – si aggiunge una priorita’ trasversale: accelerare l’accesso all’innovazione, comprese le nuove tecniche di evoluzione assistita, per coniugare produttivita’, qualita’ e sostenibilita’”. la pac – concludono – non e’ un capitolo di bilancio: e’ una scelta politica sul modello agricolo europeo che vogliamo difendere e rafforzare in uno scenario globale sempre piu’ instabile. il confronto entra ora nel vivo. e’ il momento della responsabilita’”.

