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“e’ necessario che il decreto in materia energetica, pur nel bilanciamento tra continuita’ degli incentivi e riduzione degli oneri di sistema, garantisca una tutela concreta delle filiere agricole nazionali del biogas, biometano, bioliquidi e biomasse. lo ha ribadito coldiretti nel corso dell’audizione alla X commissione attivita’ produttive della camera dei deputati, sul decreto bollette (decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21)”. lo rende noto un comunicato della confederazione che cosi’ prosegue: “proprio in questo momento storico di grande preoccupazione per la situazione geopolitica, in cui la crisi energetica rischia di creare gravi squilibri, il biogas diventa una risorsa strategica su cui puntare. e’ positivo il segnale di attenzione verso le filiere di generazione bio – ha spiegato in commissione coldiretti – ma occorre evitare che la riduzione dei prezzi minimi garantiti (pmg) determini la chiusura di molti impianti agricoli, con effetti negativi su reddito, occupazione e sicurezza energetica dei territori. i pmg non rappresentano privilegi o sussidi, ma uno strumento essenziale per assicurare la sostenibilita’ degli impianti di biogas agricolo, la corretta gestione degli effluenti zootecnici e il consolidamento della filiera del biometano, con un impatto marginale sugli oneri generali a fronte di benefici ambientali, economici e sociali rilevanti. sulla conversione degli impianti da biogas a biometano, coldiretti conferma il sostegno alla transizione, ma evidenzia che il percorso deve essere realistico e graduale, tenendo conto delle condizioni territoriali, dell’infrastrutturazione di rete e delle caratteristiche tecnologiche degli impianti, senza imporre obblighi automatici che rischiano di compromettere la sostenibilita’ economica delle aziende. allo stesso tempo va evitata ogni penalizzazione delle biomasse, in particolare rispetto al ruolo del teleriscaldamento nei territori rurali, che costituisce una leva di sviluppo locale e stabilita’ energetica. infine, occorre cautela rispetto ad interventi normativi che incidano sulle transazioni tra soggetti privati in materia di garanzie di origine, per non rallentare i processi di decarbonizzazione dell’industria nazionale e non favorire fenomeni di delocalizzazione”.

