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“cio’ che la banca d’italia descrive come scenario di rischio, noi lo viviamo gia’ come realta’ quotidiana. la guerra in corso non e’ solo una tragedia umanitaria: e’ uno shock economico brutale, che si scarica direttamente su famiglie e imprese”. lo afferma in un comunicato maurizio GARDINI, presidente di confcooperative, commentando la preoccupazione espressa da fabio PANETTA, governatore di bankitalia nella sua relazione. “ed e’ giusto – continua GARDINI -, che arrivino con tutta l’autorevolezza che rappresenta bankitalia”. “il conflitto in corso ha gia’ prodotto danni quantificabili e devastanti: si stimano perdite complessive di oltre 3.000 miliardi di euro tra crollo dei mercati azionari e impennata del costo dei carburanti. una famiglia di quattro persone – aggiunge GARDINI – sopporta gia’ oggi un onere aggiuntivo di oltre 1.000 euro all’anno per i soli rincari energetici. per le nostre cooperative, quella voce di costo si traduce in margini bruciati, senza possibilita’ di recupero sui mercati”. “lo scenario tracciato dalla bce e le sue proiezioni di rischio in caso di conflitto prolungato vedono un’inflazione che salirebbe al 4,5% (dall’1,9%) e un pil piu’ che dimezzato che scenderebbe dallo 0,9% allo 0,4%. su tutto questo, il blocco dello stretto di hormuz – dice il presidente di confcooperative – aggiunge una dimensione specifica che colpisce il cuore della nostra economia: non solo l’energia, ma le materie prime e i fertilizzanti che alimentano l’intera filiera agroalimentare. una filiera che vale per le cooperative italiane un peso rilevante nell’export e nell’occupazione, e che rischia di essere colpita duramente”. “PANETTA – prosegue il comunicato – ha avvertito del rischio di un ‘circolo vizioso tra prezzi e salari’. e’ una preoccupazione legittima sul piano della politica monetaria. per chi produce il corto circuito arriva quando il costo delle materie prime supera il prezzo realizzabile sul mercato. a quel punto l’impresa e’ messa spalle al muro”. “come ha ricordato PANETTA – sottolinea GARDINI – anche una rapida cessazione delle ostilita’ richiederebbe tempi non brevi per il ritorno a condizioni ordinate nei mercati energetici. questo significa che le imprese devono prepararsi a un orizzonte di incertezza prolungata, e che le politiche di sostegno non possono essere emergenziali e a breve termine”. “confcooperative continuera’ a portare nelle sedi istituzionali europee e nazionali la voce delle proprie imprese associate, con la consapevolezza che – conclude GARDINI – in questo momento la coesione tra imprese, filiere, politica e istituzioni e’ la sola risposta credibile a uno shock di queste dimensioni”.

