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“un nuovo temporay framework, e deroghe al patto di stabilita’. sono gli interventi per il settore primario che il presidente di confagricoltura massimiliano GIANSANTI chiede all’unione, dopo un mese di conflitto in medio oriente, con una lunga intervista rilasciata a mondo agricolo, la rivista dell’agricoltura”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “GIANSANTI chiede all’unione europea ‘un temporay framework, come quello introdotto dalla commissione europea per sostenere l’economia durante la pandemia covid-19. cio’ permetterebbe al sistema delle imprese di tirare una boccata d’ossigeno garantendo l’autonomia strategica degli approvvigionamenti. si’, dunque, ad aiuti di stato piu’ flessibili per le aziende in difficolta’, come proposto dalla commissaria ursula VON DER LEYEN, ma legati al congelamento del patto di stabilita”. l’impatto della guerra in iran sui mercati e’ pesante: il brent supera i 100 dollari al barile e il gas naturale europeo, scambiato sul mercato di riferimento dutch ttf, quota oltre 62 euro a megawatt/ora, con ulteriori possibili rialzi, commenta GIANSANTI sul numero di marzo del mensile della confederazione “mondo agricolo” shorturl.at/T4OxY. GIANSANTI si dice preoccupato per i ‘nuovi timori di pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi’. nell’immediato, per l’agricoltura, cio’ significa rincari per il gasolio agricolo, il riscaldamento delle serre, per chimica e fertilizzanti, con ripercussioni evidenti sulle spese di gestione delle imprese. sul fronte dei carburanti, il gasolio agricolo e’ passato da circa 80 centesimi a oltre 1,50 euro al litro in pochi giorni, con conseguenze pesanti per alcuni comparti, come l’ortofrutticolo e il cerealicolo’. il blocco dello stretto di hormuz sta avendo effetti anche sul mercato dei fertilizzanti. ‘da un nostro monitoraggio sui territori, dall’inizio del conflitto in iran, in alcune zone, il costo dell’urea e’ passato da 55 euro al quintale a 75 euro. si stanno verificando anche casi di indisponibilita’ di prodotto. il rischio e’ che la stagione estiva venga compromessa’. il presidente di confagricoltura cita le recenti stime previsionali di eurostat: ‘per il 2025, i costi sostenuti dalle aziende agricole per energia e fertilizzanti si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro. il nostro centro studi ipotizza rincari del 30-40%. parliamo di un incremento dei costi di produzione fino a circa 2 miliardi di euro. tale aggravio si aggiunge all’esplosione dei costi gia’ causata dalla guerra russo-ucraina nel 2022 e ad oggi mai rientrata’. dallo stretto che fa da confine tra iran e gli altri paesi del medio oriente passa anche la maggior parte delle produzioni agricole destinate all’asia. ‘la chiusura sta provocando il fermo delle consegne delle merci. ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per le mele. sono gia’ arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane. problemi seri anche per il comparto della IV gamma. gli ordini verso gli emirati arabi uniti sono stati annullati’. le dinamiche speculative sono gia’ partite. ‘sul settore energetico e in quello dei fertilizzanti sono gia’ visibili e stanno provocando una generale fiammata dei prezzi. apprezziamo gli interventi messi finora in atto dal governo – prosegue GIANSANTI -, ma dopo due guerre in corso e una commerciale in atto credo ci siano tutti gli elementi per pensare ad un intervento straordinario comunitario, nella sua interezza’. importante, oggi, e’ tutelare il lavoro fatto dal settore primario sul fronte della produzione di energia green. ‘l’agricoltura ha avuto un impatto enorme nello sviluppo delle energie rinnovabili, che si sono rivelate fondamentali nella diversificazione degli approvvigionamenti e che in questo momento avrebbero offerto al nostro paese maggiori garanzie di autosufficienza. noi continuiamo a perseguire con forza un modello di azienda agricola che integra produzione di beni alimentari con quella di energia e, anche per questo, stiamo lavorando per migliorare il decreto bollette’. ultimo tema, quello delle nuove tariffe statunitensi sull’export ue. ‘l’effetto dazi si sta facendo sentire, in termini di quantita’, sul nostro export, soprattutto. i temi della reciprocita’ degli standard e il riposizionamento strategico per difendere il mercato domestico sono fondamentali’. ‘con il mercosur – aggiunge il presidente di confagricoltura – si sta andando avanti facendo pagare agli agricoltori il costo dell’operazione, e presto succedera’ la stessa cosa con l’accordo di libero scambio ue-australia che rischia di concedere agevolazioni sproporzionate per l’accesso al nostro mercato di prodotti sensibili, tra cui carne bovina, ovina e zucchero. ma l’intesa raggiunta con l’india dimostra che si possono fare accordi piu’ equilibrati, garantendo all’agricoltura i benefici di cui godono altri settori dell’economia’.”.

