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“di fronte ad una crisi energetica e geopolitica, con effetti che si prospettano sempre piu’ simili a quelli della pandemia, l’unione europea non puo’ agire come se vivessimo un tempo ordinario: servono misure urgenti ed adeguate per tutelare la produttivita’ del made in italy prevenendo il rischio di una perdita di competitivita’ delle imprese e il deterioramento della qualita’ dell’occupazione”. lo dichiara in un comunicato la segretaria generale uila enrica MAMMUCARI, commentando l’escalation in medio oriente e la conseguente chiusura dello stretto di hormuz, che hanno determinato una grave impennata dei costi agricoli ed energetici, soprattutto di gasolio e fertilizzanti, oltre a provocare uno sconvolgimento dei mercati internazionali. “l’attuale instabilita’ geopolitica, commerciale ed economica – aggiunge la segretaria – colpisce il settore agroalimentare, gia’ chiamato ad affrontare grandi transizioni che richiedono investimenti, professionalita’ e competenze. in un contesto in cui i costi per le imprese agricole sono aumentati fino al 30%, le regole europee, se applicate senza correttivi, rischiano di diventare un moltiplicatore della crisi. a pagarne il prezzo sarebbero imprese, lavoratrici, lavoratori e territori, con conseguenze dirette sulla coesione sociale”. “senza un intervento europeo coordinato – prosegue MAMMUCARI – e’ prevedibile un aumento delle diseguaglianze e una nuova fase di competizione sleale nel mercato unico, anche per effetto delle dinamiche speculative gia’ in corso. una situazione che penalizzera’ non solo i lavoratori, ma anche le imprese sane, che rispettano i contratti e i diritti, investono in sicurezza, formazione e qualita’ del lavoro e che rischiano, cosi’, di essere schiacciate da chi recupera margini comprimendo salari e tutele”. “per questo la uila chiede all’europa misure straordinarie immediate prevedendo una deroga al patto di stabilita’ e interventi capaci non solo di fronteggiare l’emergenza, ma anche di sostenere la competitivita’ delle imprese agroalimentari garantendo buona occupazione”, conclude MAMMUCARI sottolineando che “ogni intervento pubblico deve essere vincolato al rispetto della condizionalita’ sociale: le risorse devono premiare chi rispetta i contratti collettivi e i diritti del lavoro per contrastare dumping sociale, precarieta’ o concorrenza al ribasso”.

