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alla luce delle prove che dimostrano che le specie esotiche invasive hanno un impatto negativo significativo sulla biodiversita’ e sugli ecosistemi marini, nonche’ sulle attivita’ economiche, come la pesca, il parlamento europeo in sessione plenaria – rende noto un comunicato – chiede che si intervenga per contrastare la loro diffusione e il loro impatto sulla pesca, sull’acquacoltura e sull’ambiente marino dell’ue. l’europarlamento rileva con rammarico – continua il comunicato – che attualmente solo un paio di specie marine sono incluse nell’elenco delle specie che destano preoccupazione nell’unione e sottolinea la crescente presenza di specie esotiche invasive in alcune regioni, come il mare del nord, l’atlantico nord-orientale, il fiume ebro in spagna, la grecia e cipro e il mediterraneo occidentale. per questo gli eurodeputati invitano la commissione e i paesi dell’ue a istituire sistemi di monitoraggio regionali specifici per specie, comprese strategie coordinate di allerta precoce e di risposta per le specie esotiche. essi evidenziano inoltre la mancanza di programmi di monitoraggio specifici e la necessita’ di armonizzare gli indicatori in tutta l’ue. piu’ specificamente, i deputati dell’europarlamento invitano la commissione e i paesi dell’ue a stanziare maggiori risorse e ad adottare misure urgenti per fermare la diffusione delle specie invasive nel mar mediterraneo, che si sta riscaldando del 20% piu’ rapidamente rispetto al resto del globo e ospita piu’ specie esotiche invasive rispetto a qualsiasi altro mare. tali misure dovrebbero includere il sostegno ai progetti e alle iniziative di monitoraggio scientifico della commissione generale per la pesca nel mediterraneo. gli eurodeputati chiedono inoltre ai paesi dell’ue di sviluppare l’attuale rete europea di informazione sulle specie esotiche fornendo dati sulla distribuzione, in particolare quelli raccolti dai pescatori e dai produttori di acquacoltura. suggeriscono inoltre che gli stati membri e la commissione informino e coinvolgano i pescatori sugli effetti ambientali ed economici delle specie esotiche invasive e sui modi per ridurre al minimo i rischi connessi. rilevando che che molte specie sensibili sono indicatori della salute degli ecosistemi marini, fornendo un allarme precoce degli squilibri ecologici e contribuendo alla resilienza degli ecosistemi, con conseguenze dirette sulla produttivita’ dei pescatori e degli acquacoltori, gli eurodeputati chiedono alla commissione e ai paesi dell’ue di attuare un approccio ecosistemico alla gestione della pesca, per portare avanti l’obiettivo di proteggere il 30% dei mari dell’ue entro il 2030. gli eurodeputati sottolineano inoltre l’importanza di piani di gestione delle aree marine protette basati su dati scientifici. il parlamento europeo sottolinea infine che “i pescatori devono essere parte integrante della soluzione”, in particolare quelli su piccola scala, che dovrebbero essere rappresentati negli organi consultivi. per aiutare, gli europarlamentari chiedono efficaci sistemi di compensazione per i pescatori colpiti dalla perdita di accesso alle zone di pesca tradizionali, fondi di adattamento e incentivi finanziari e normativi per stimolare attivita’ mirate di cattura e rimozione delle specie invasive da parte dei pescatori locali.

