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“tutto pronto per il debutto della guida agli extravergini 2026 di slow food italia”. lo rende noto un comunicato di slow food italia, che cosi’ prosegue: “una fotografia dell’olio di qualita’ italiano reso possibile da 125 collaboratori, mossi da competenza e passione, che conoscono il mondo oleario, i produttori e il loro territorio. per questo parlare di guida e’ quasi riduttivo: ‘perche’ non ci limitiamo – come sottolinea la curatrice francesca BALDERESCHI – a valutare la bonta’ di un prodotto, ma raccontiamo le storie di famiglie, giovani imprenditori e territori difficili che trovano nell’olivo una possibilita’ di futuro. in ogni bottiglia convivono memoria e innovazione, fatica e visione. vogliamo valorizzare il lavoro, il rispetto per l’ambiente e per il sociale. vogliamo dare con le nostre guide messaggi chiari e utili. l’olivicoltura italiana, tra problemi strutturali e straordinarie potenzialita’, resta un laboratorio vivo di biodiversita’ e resilienza, dove la qualita’ non e’ un punto di arrivo, ma un percorso quotidiano. per questo occorre un piano olivicolo serio, che non rincorra la quantita’ a tutti i costi, e investire nella cultura dell’olio che andrebbe promossa a partire dalle scuole. l’olio e’ un alimento sempre presente sulle nostre tavola: se lo si conosce e si impara a sceglierlo da’ sapore e fa bene alla salute’. ecco alcuni numeri che sintetizzano il lavoro fatto per questa edizione: 766 aziende recensite; 1211 oli recensiti su oltre 1500 degustati di cui 573 certificati biologici; 130 novita’ assolute, piu’ 3 rispetto all’anno scorso; 244 riconoscimenti a testimonianza della qualita’ dell’evo italiano: 102 grandi oli e 142 grandi oli slow; 51 le chiocciole che premiano le aziende che interpretano al meglio i valori slow food; 228 gli oli del presidio slow food degli olivi secolari, con un leggero incremento; 106 le aziende con ristorante e 170 quelle con possibilita’ di alloggiare (la guida vuole anche essere un invito a visitare queste realta’ per far incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo); 561 fanno sconti ai soci slow food che le vanno a visitare. un lavoro capillare che racconta territori, persone e scelte produttive, offrendo ai lettori uno strumento autorevole per orientarsi in un panorama ricco, ma spesso complesso. numeri che sintetizzano un settore al fiore all’occhiello del nostro made in italy come evidenzia barbara NAPPINI, presidente di slow food italia: ‘l’olio extravergine di oliva e’ il filo rosso, anzi dorato, che connota la cucina italiana, riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanita’ unesco il 10 dicembre 2025. proprio come la cucina italiana, esso presenta una varieta’ unica al mondo, vanta un numero di cultivar nazionali senza eguali e genera un caleidoscopio di sapori, profumi, colori da vertigine: risultato di climi e microclimi, paesaggi e territori, tradizioni e pratiche che nei secoli hanno disegnato un patrimonio prezioso e fragile. un patrimonio da riconoscere, raccontare e tutelare, adesso piu’ che mai. perche’ se la crisi climatica ha avuto negli ultimi anni un impatto severo sull’olivicoltura tutta, i coltivatori hanno dato prova di resilienza e capacita’ di rispondere al cambiamento con una ancora maggiore attenzione a cio’ che accadeva in campo. proprio ora, dunque, i produttori non vanno lasciati soli: l’olio extravergine di oliva, le sue proprieta’ organolettiche e nutraceutiche, ma anche gli areali, i muretti a secco, le terrazze, le comunita’, i paesi, sono complessivamente parte integrante di una ricchezza in termini di biodiversita’ che percorre il territorio italiano, che attraversa la nostra identita’, che potrebbe condurci verso un orizzonte buono pulito a giusto per tutte e tutti’. Il mosaico olivicolo presente in italia e’ unico al mondo, custodisce un patrimonio di biodiversita’ straordinario: oltre 530 cultivar, spesso diffuse in piccole zone, frutto di secoli di adattamento, capaci di donare sensazioni olfattive e gustative sensazionali. su questo bisogna puntare, invece di rincorrere a facili e sbrigativi soluzioni come gli impianti superintensivi (questi oli non vengono inseriti in guida) o una meccanizzazione spinta. la concorrenza e la crisi climatica mettono in evidenza che la qualita’ dell’olio non nasce dal caso, ma richiede competenza, prevenzione e investimenti. ‘nonostante si legga da piu’ parti – sottolinea marco ANTONUCCI, esperto della guida extravergini – che la produzione di olio di oliva 2025/26 sia stata generosa e del 30% superiore rispetto allo scorso anno, l’olivicoltura italiana in realta’ e’ in difficolta’: infatti la produzione nazionale negli ultimi 20 anni si e’ piu’ che dimezzata. le cause di tale disastro sono diverse e sciaguratamente si amplificano negli anni. primo tra tutti e’ il cambiamento climatico: inverni sempre piu’ caldi che non consentono un adeguato sviluppo delle proteine della fioritura; forti grandinate estive; clima sempre piu’ umido, perfetto incubatore di cimice e mosca, insetti che quest’anno come una sorta di atto di sopravvivenza della specie sono arrivati a sviluppare fino a sei generazioni, mettendo in ginocchio anche il contadino piu’ attento in campo. a cio’ si aggiunge l’abbandono vero e proprio degli oliveti, soprattutto quelli piu’ vecchi e diradati: invece di considerarli come volano di un’agricoltura sostenibile basata sulla salvaguardia di cultivar locali tradizionali, sul rispetto dell’ambiente anche da un punto di vista paesaggistico del nostro territorio che, ricordiamolo, e’ bello proprio perche’ disegnato dai contadini, spesso e volentieri vengono surrogati da impianti superintensivi che, se da un lato affascinano per la velocita’ di crescita e l’elevata quantita’ di piante per ettaro, dall’altro sono la negazione della biodiversita’ e della sostenibilita’ ambientale, necessitano di un maggior utilizzo di fitosanitari ed erbicidi e non svolgono alcuna azione antierosiva o di salvaguardia del terreno’. quindi l’appuntamento con donne e uomini che difendono un patrimonio gastronomico e paesaggistico e’ per l’11 e il 12 a torri del benaco (vr), affascinante paese sulla costa veronese del lago di garda, in occasione della festa dell’olio. alla presentazione ufficiale della guida agli extravergini, sabato 11 alle ore 9.30 presso il cinema teatro, seguono banchi d’assaggio dalle 14 alle 18 (domenica dalle 10 alle 18) sul molo de paoli. nei giorni della manifestazione anche sei laboratori del gusto: cinque sull’olio guidati dai selezionatori della guida e uno sui vini del lago di garda (ingresso libero sino a esaurimento posti. si consiglia la prenotazione: shorturl.at/Lmlxm). oltre all’apporto fondamentale dei 125 collaboratori dislocati in tutta l’italia che conoscono il territorio e hanno passione e competenza per il mondo dell’olivicoltura, la guida agli extravergini 2026 e’ realizzata anche grazie al sostegno di quattro realta’ vicine al mondo dell’olio di qualita’ e sensibili al lavoro di slow food a difesa dell’olivicoltura buona pulita e giusta: gruppo saida (produzione, commercializzazione e distribuzione di contenitori di vetro per alimenti), bioesperia (prodotti per l’agricoltura distillati da biomassa vegetale), ricrea (consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio) e gruppo asa (gruppo indipendente nel mercato degli imballaggi metallici general line).

