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“un’annata difficile per il pomodoro da industria nel distretto del nord, non solo per un accordo quadro arrivato in ritardo, ma soprattutto per il prezzo che e’ molto piu’ basso dello scorso anno, a fronte di costi di produzione che sono aumentati”. lo afferma in un comunicato la cia-agricoltori italiani dell’emilia romagna sottolineando che l’intesa non garantisce soddisfazioni economiche. “l’accordo per la campagna di trasformazione del pomodoro nel bacino nord italia – continua il comunicato – prevede infatti un prezzo medio inferiore a quello dello scorso anno, comprensivo di servizi e di premialita’ legate ai tempi di raccolta”. “speriamo che la misura appena annunciata dal ministro francesco LOLLOBRIGIDA sul credito d’imposta possa calmierare i prezzi del gasolio – commenta lorenzo CATELLANI, presidente di cia emilia romagna -, perche’ la voce ‘carburante’ incide di molto sui costi produttivi, specialmente per una coltura completamente meccanizzata come il pomodoro. serve quindi questo provvedimento per l’acquisto del gasolio agricolo – ribadisce CATELLANI -. anche i costi delle concimazioni pesano sulle colture e cia calcola che l’aumento dei costi, in generale, si attestera’ sopra l’8% rispetto al 2025. il solo costo dell’urea, ad esempio e’ raddoppiato”. “la situazione – prosegue il comunicato – e’ aggravata anche dalle ostilita’ in medio oriente, un conflitto che prospetta scenari sempre piu’ difficili”. “tuttavia le imprese non rinunciano alla qualita’ del pomodoro in campo, una coltura di eccellenza sulla quale ci sono aspettative: ed e’ per questo che chiediamo la garanzia, da parte dell’industria, di portare a compimento la campagna produttiva. infine – conclude CATELLANI – ricordiamo che ismea ha calcolato il costo di produzione del pomodoro in 105 euro a tonnellata, un prezzo che non tiene conto delle dinamiche in campo e che spesso si supera, comprimendo sempre di piu’ la marginalita’ dei coltivatori”.

