LUIGI SCORDAMAGLIA AD INALCA SPA

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“‘l’italia e’ oggi una potenza esportatrice globale: siamo il quinto esportatore mondiale e uno dei soli nove paesi al mondo a registrare un surplus commerciale manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari, con un settore agroalimentare trainante che nel 2025 ha toccato i 74 miliardi di euro di export’. e’ quanto ha dichiarato questa mattina luigi SCORDAMAGLIA, amministratore delegato di filiera italia, a margine dell’apertura degli stati generali dell’agenzia delle dogane e dei monopoli a cui ha partecipato”. lo rende noto un comunicato di filiera italia, che cosi’ prosegue: “‘per continuare a crescere l’italia ha naturalmente bisogno anche di importare – ha sottolineato SCORDAMAGLIA – ma l’interscambio puo’ essere davvero equo solo se fondato su un serio principio di reciprocita’. non possiamo chiedere alle nostre imprese standard elevatissimi in materia ambientale, sociale, di sicurezza alimentare e poi consentire l’ingresso nel mercato europeo di prodotti realizzati con regole molto meno rigorose, per questo il ruolo dell’agenzia delle dogane e dei monopoli e’ sempre piu’ strategico e centrale’. secondo l’amministratore delegato infatti ‘difendere la reciprocita’ significa rafforzare le nostre filiere produttive, renderle piu’ competitive sui mercati internazionali e garantire che l’export italiano continui a essere un motore stabile di crescita economica, occupazionale e di sviluppo dei territori, non un fenomeno fragile o temporaneo’. in questo quadro, la richiesta costante di filiera italia resta quella dell’obbligo di indicazione di origine in etichetta del prodotto agricolo utilizzato per tutti i prodotti agroalimentari trasformati. ‘l’origine deve essere chiara, trasparente e non fuorviante, come purtroppo le regole di un codice doganale che va assolutamente modificato continuano a consentire – ha spiegato SCORDAMAGLIA – serve un’ etichettatura trasparente che deve arrivare fino al livello del singolo stato membro, un generico ‘made in europe’ rischia di cancellare proprio quel valore distintivo che rende unico il nostro agroalimentare’. e ha aggiunto SCORDAMAGLIA: ‘in un settore dove qualita’, identita’ e reputazione sono profondamente legate ai territori, non si puo’ rinunciare alla specificita’ nazionale per cui risultano incomprensibili le posizioni di chi invece ha auspicato proprio in questi giorni (a partire dal settore delle olive) un’etichettatura ‘made in europe’ che e’ esattamente l’opposto di quello di cui l’agricoltura italiana ha bisogno’. ‘grazie all’agenzia delle dogane – ha concluso l’amministratore delegato – per quanto quotidianamente fa per la filiera agroalimentare italiana e auspichiamo che diventi sempre piu’ modello di riferimento per professionalita’ ed efficacia per tutte le altre autorita’ doganali europee’.”.