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“il piano invasi diventera’ un’ossessione per il governo”, parola del direttore generale dell’anbi massimo GARGANO rafforzata, semmai qualcuno non abbia inteso, dal presidente dell’associazione francesco VINCENZI che ha concluso la seconda giornata dei lavori dell’assemblea anbi ribadendo che “l’accumulo di risorsa idrica deve diventare priorita’ del paese. dobbiamo accelerare su costruzione invasi e pianificare le risorse idroelettriche, ha aggiunto. inoltre e’ necessaria la vigilanza su qualita’ della spesa e le opere vanno condivise dal territorio, ma celermente, ha sottolineato VINCENZI. bisogna, infine, garantire sui fondi di coesione tempistiche rapide come ha dimostrato essere possibile il pnrr, ha spiegato il presidente di anbi. per farlo – ha osservato il presidente di coldiretti ettore PRANDINI – e’ necessario, a prescindere da chi governa, semplificare le norme sui bacini di accumulo, il che – ha ricordato – si tradurrebbe in una risposta di carattere ambientale. ma i problemi vanno affrontati con tante risorse, ha avvertito il presidente della cia cristiano FINI, convinto come tutti gli altri che bisogna pianificare senza aspettare di essere travolti dalle emergenze. parole che riconducono ad un altro tema che ha caratterizzato la giornata: la semplificazione, presupposto indispensabile. ne ha parlato, fra gli altri, il coordinatore della struttura di missione della zes unica giuseppe ROMANO. la “semplificazione deve essere regola nei procedimenti amministrativi”, ha affermato in occasione della firma di un protocollo con il presidente VINCENZI. la giornata finale dell’assemblea e’ stata anche l’occasione per entrare in alcuni dettagli che riguardano la gestione delle risorse idriche nelle aree interne. VINCENZI ha ricordato che “il nostro mantra e’ l’innovazione nella gestione della risorsa idrica anche nelle aree interne” per avere, fra l’altro, sicurezza in pianura. il sottosegretario all’agricoltura luigi D’ERAMO ha annunciato la costituzione a breve di un tavolo dedicato a queste aree e a quelle montane con particolare attenzione alla risorsa acqua. sul tema e’ apparsa molto coinvolta la presidente della regione umbria stefania PROIETTI che ha evidenziato il fatto che l’asset fondamentale su cui lavora la sua amministrazione e’ quello di garantire il diritto alla restanza nelle aree interne, attrarvi turisti e nomadi digitali. la zes – ha indicato – puo’ cambiare le sorti dell’umbria. nel corso del confronto di questa mattina sono echeggiate, piu’ volte, le buone performance del modello pnrr. ne ha parlato, fra gli altri, il presidente del consiglio regionale della regione sardegna piero COMANDINI sostenendo l’utilita’ del rapporto di fiducia tra governo e regioni. l’esponente del pd ha sollecitato la “necessaria unita’ politica” per ottenere risultati concreti orientando gli interventi – ha puntualizzato – sul modello pnrr con attenzione al ricambio generazionale. molto del merito del successo del pnrr riguardo ai progetti sulle risorse idriche – ha dichiarato il ministro per gli affari europei, il pnnr e le politiche di coesione tommaso FOTI – va ai consorzi di bonifica, fondamentali anche per quanto riguarda la rendicontazione degli interventi. per la resilienza idrica sono stati stanziati molti fondi e oggi e’ il momento della discesa in campo dei progetti da presentare perche’ ci sono ampi spazi, ha spiegato il ministro. anche il collega delle politiche agricole francesco LOLLOBRIGIDA ha dato atto del fatto che, nella messa a terra dei progetti pnrr, i consorzi di bonifica hanno dimostrato di essere all’altezza del ruolo che gli compete.

ASSEMBLEA ANBI: PANEL CON VINCENZI, GESMUNDO E
IL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA FONTANA

il clou della prima giornata di lavori dell’assemblea dell’anbi e’ stato il secondo panel moderato dal direttore del “corriere della sera” luciano FONTANA con il presidente di anbi francesco VINCENZI e il segretario generale della coldiretti enzo GESMUNDO . la diplomazia dell’acqua e’ strategica – ha dichiarato VINCENZI che ha insistito la necessita’ di una risposta oggettiva alla crisi idrica con scelte politiche rapide, dimostrando il coraggio che si ebbe con la cassa per il mezzogiorno. come mai – si e’ chiesto VINCENZI – i finanziamenti saltano fuori soltanto dopo le emergenze, mentre sarebbe logico e di minore impatto finanziario utilizzarli in anticipo. l’acqua e’ ambasciatore per eccellenza e superera’ il tema delle vicende energetiche, ha esordito GESMUNDO. “non vogliamo dettare agenda a nessuno” , ma siamo custodi di un territorio e la priorita”e’ realizzare migliaia di laghetti per fare fronte a siccita’ e dunque non si puo’ non essere leggermente polemici con l’idea di costruire il ponte che non e’ una priorita’”, ha asserito il segretario generale della coldiretti. GESMUNDO ha chiamato in causa “le tecnocrazie che stanno anche in italia”, sottolineando che se le grandi opere se non sono genitrici di miglioramento della vita quotidiana non servono. “di fronte all’avanzare della siccita’ e della desertificazione non possiamo piu’ permetterci di rincorrere le emergenze. servono scelte immediate e investimenti concreti. le priorita’ sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantita’ inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacita’ di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilita’ delle opere gia’ progettate. da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. oggi il paese ha bisogno di cantieri. non possiamo continuare a ripetere le stesse analisi mentre gli agricoltori sono costretti ad affrontare danni sempre piu’ gravi”, ha puntualizzato. “ogni anno sul nostro paese cadono enormi quantita’ di pioggia, ma siamo ancora in grado di trattenere solo una minima parte della risorsa, molto meno di quanto fanno altri paesi europei. e’ un paradosso che non possiamo piu’ accettare. le grandi opere possono rappresentare un motivo di orgoglio nazionale, ma le priorita’ dei cittadini sono altre. chi apre il rubinetto e non trova acqua, chi vede i raccolti compromessi o e’ costretto a rinunciare al proprio patrimonio zootecnico chiede risposte oggi, non tra decenni”, ha iNsistito GESMUNDO .”questo governo – ha asserito – “ha dimostrato maturita’”, ha stanziato per l’agricoltura 16 miliardi veri, ma anche matteo RENZI e maurizio MARTINA hanno fatto cose importanti per l’agricoltura, ha aggiunto il segretario generale della coldiretti, senza nascondere la grande sintonia soprattuto con RENZI. ma – ha avvertito GESMUNDO – “la coldiretti e’ forza amica solo se conserva la sua neutralita’: noi rivendichiamo di essere forza anti sistema che difende l’unita del sistema”. il segretario generale della coldiretti ha anche nrichiamato il buon lavoro del ministro degli esteri antonio TAJANI con il piano MATTEI e ha annunciato che il 16 luglio “festeggereremo la cantierabilita’ di una model farm in congo”. GESMUNDO della coldiretti ha proseguito il suo intervento evocando la vicinanza della coldiretti alla dottrina sociale della chiesa ed ha sottolineato molto positivimente le prese di posizione del del papa. infine il segretario generale si e’ compliementato con il lavoro svolto dal segretario generale dell’ anbi massimo GARGANO.

ASSEMBLEA ANBI: VIDEO INTERVISTA AGRA PRESS AL MINISTRO
FOTI E PUNTO STAMPA DEL MINISTRO LOLLOBRIGIDA

in occasione della giornata conclusiva dell’assemblea anbi agra press ha realizzato l’intervista al ministro per gli affari europei, il pnrr e le politiche di coesione, tommaso FOTI (qui video https://youtu.be/NK-A6_gF2yI), che ha sottolineato come le criticita’ del sistema idrico siano frutto, spesso, della mancanza di risorse. il ministro ha evidenziato il lavoro fatto nel piano nazionale di ripresa e resilienza che ha messo a disposizione 5,4 miliardi di euro dei quali – ha ricordato FOTI – i consorzi di bonifica ne hanno gestiti 1,6 miliardi per 258 interventi. inoltre, agra press, ha raccolto le dichiarazioni rilasciate nel punto stampa del ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA (qui il video https://youtu.be/J1XH0xYinNA), che ha sottolineato la necessita’ di collaborare con una pianificazione di interventi mirati. infatti – ha ricordato il ministro – negli ultimi 3 anni su 253 progetti messi in campo, con i consorzi di bonifica, 108 sono stati finanziati dal masaf con investimenti che hanno alleviato la sofferenza idrica italiana.

ASSEMBLEA ANBI: VINCENZI, SE IN ITALIA I SOLDI SI
TROVANO SOLO PER LE EMERGENZE C’E’ UN PROBLEMA

“‘mettiamo a servizio del paese il nostro know how e la nostra passione; chiediamo di collaborare con tutti i soggetti deputati alla programmazione territoriale’: e’ con queste parole che il presidente anbi, francesco VINCENZI, ha concluso la seconda giornata dell’assemblea nazionale dei consorzi di bonifica ed irrigazione, cui sono intervenuti anche i ministri tommaso FOTI (affari europei, pnrr, politiche di coesione) e francesco LOLLOBRIGIDA (agricoltura, sovranita’ alimentare, foreste)”, informa un comunicato dell’anbi che cosi’ prosegue: “‘i consorzi di bonifica si confermano un punto di riferimento decisivo per la messa a terra del piano nazionale di ripresa e resilienza, grazie a 258 interventi gia’ conclusi e rendicontati per un investimento complessivo di 5,4 miliardi di euro – ha dichiarato FOTI – oggi l’acqua non e’ piu’ soltanto un tema di interesse ambientale, ma rappresenta un asset strategico per traguardare gli obbiettivi europei del 2030, che prevedono un incremento del 10% nella resilienza complessiva della ue: traguardi che, senza un’adeguata attenzione al settore idrico, sarebbero difficilmente raggiungibili. nell’ambito della politica di coesione per la programmazione 2021-2027, in linea con le indicazioni della commissione europea che individua, nella resilienza idrica, un pilastro per il futuro, l’italia ha innalzato, a 2,4 miliardi di euro, l’impegno per la progettazione, l’attuazione e la rendicontazione di interventi da completare entro il 2029. al momento, sono prenotati solo 400 milioni di euro per 180 interventi: esistono quindi ancora ampi margini per presentare nuovi progetti cantierabili in tempi rapidi. a fronte di questi numeri, emerge la necessita’ di superare la retorica di un ambientalismo ideologico, che si oppone alle infrastrutture necessarie come le dighe; tra le priorita’ operative vi e’ inoltre la pulizia dei fondali degli invasi, i cui sedimenti non devono piu’ essere considerati rifiuti speciali e quindi complicati da smaltire, bensi’ risorse da valorizzare nell’ottica dell’economia circolare. la strada da percorrere e’ ancora lunga. per vincere la sfida sara’ decisivo rafforzare la cooperazione istituzionale, superando l’attuale frammentazione delle competenze, uno dei mali storici del settore, attraverso una sinergia efficace tra stato centrale, regioni, enti locali, consorzi di bonifica e soprintendenze. solo cosi’ la risorsa idrica potra’ essere tutelata e resa pienamente disponibile per tutti i suoi utilizzi: agricolo, industriale e civile.’ ‘l’acqua e’ indispensabile per l’agricoltura, l’agricoltura e’ centrale per la tutela dell’ambiente e l’ambiente e’ determinante per la gestione del clima – ha affermato il ministro LOLLOBRIGIDA – come governo abbiamo voluto restituire una visione strategica a questo tema, seguendo il modello virtuoso dei consorzi di bonifica, che riescono ad individuare i bisogni dei territori, programmare gli interventi, progettare ed attuare opere prioritarie per il paese ed il futuro delle prossime generazioni. per fronteggiare l’emergenza idrica e superare la storica sovrapposizione delle competenze, che non seguendo i confini naturali dei bacini idrici ha generato disfunzioni e blocchi amministrativi, abbiamo istituito una cabina di regia interministeriale. dei 253 progetti strategici presentati dai consorzi di bonifica, ben 108 fanno capo direttamente al ministero dell’agricoltura. attualmente in italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana; e’ evidente la necessita’ di intervenire con soluzioni e strumenti strutturali. gia’ oggi, attraverso la pulizia dei fondali delle dighe, potremmo incrementare del 30% la disponibilita’ d’acqua. la cabina di regia sta lavorando prioritariamente su questo.’ ‘l’italia ha bisogno delle aree interne, dove vivono 13 milioni di persone, che non devono essere certo un peso, ma una risorsa per il paese – ha aggiunto massimo GARGANO, direttore generale di anbi – se non vogliamo pensare ad un reddito di restanza, dobbiamo pero’ garantire loro servizi indispensabili, come la disponibilita’ d’acqua, perche’ la manutenzione del territorio nasce a monte e possiamo gia’ annunciare che stiamo lavorando ad un accordo con le universita’ per specifici corsi indirizzati a tali aree.’ alla giornata finale dell’assemblea nazionale dei consorzi di bonifica ed irrigazione sono intervenuti anche: ettore PRANDINI, presidente coldiretti; cristiano FINI, presidente cia; luigi D’ERAMO, sottosegretario ministero agricoltura; giorgio SALVITTI, consigliere ministro LOLLOBRIGIDA; stefania PROIETTI, presidente regione umbria; piero COMANDINI, presidente consiglio regionale sardegna; giuseppe ROMANO, capo dipartimento per il sud presso la presidenza del consiglio dei ministri. ‘se i soldi saltano fuori solo in emergenza, c’e’ un problema – ha infine affermato il presidente VINCENZI – il piano invasi multifunzionali e’ un’esigenza del paese di fronte alla crisi climatica, che mina il futuro dell’agricoltura e delle aree interne. per questo dobbiamo rilanciare le nostre proposte come un mantra, perche’ prevenire fa anche risparmiare. la disponibilita’ d’acqua deve essere una priorita’ per il paese e dobbiamo accelerare sulle tempistiche, perche’ non possiamo aspettare fino a 15 anni per vedere realizzata un’opera. il piano idrico nazionale rappresenta un passo avanti nella programmazione, cui pero’ bisogna dare ora concretezza, garantendo tempi certi per le risorse. con il pnrr abbiamo dimostrato di saper rispettare gli stringenti cronoprogrammi europei, sapremo fare altrettanto con i fondi per la coesione.’

ASSEMBLEA ANBI: TORREGROSSA (FILBI UIL), GESTIONE
ACQUA PRIORITA’ PAESE. RINNOVARE CCNL CONSORZI

“‘l’assemblea dell’anbi conferma come la gestione della risorsa idrica sia ormai una imprescindibile priorita’ per il paese’. e’ quanto dichiara francesca TORREGROSSA, segretaria generale della filbi, a margine della due giorni dell’assemblea annuale anbi, che si e’ svolta a roma”. lo rende noto un comunicato della filbi uil, che cosi’ prosegue: “di fronte agli effetti sempre piu’ evidenti dei cambiamenti climatici, tra lunghi periodi di siccita’ ed eventi meteorologici estremi, riteniamo non piu’ rinviabile il rafforzamento della capacita’ di programmare, custodire e utilizzare in modo efficiente ogni goccia d’acqua: si tratta di una sfida che riguarda l’agricoltura, la sicurezzadel territorio, l’ambiente e lo sviluppo economico dell’italia’. ‘oggi piu’ che mai – prosegue TORREGROSSA – e’ necessario riconoscere il valore di chi si quotidianamente presidia il territorio, mantiene efficienti le opere di bonifica, garantisce la distribuzione dell’acqua e interviene nelle situazioni di emergenza. la sfida della sicurezza idraulica passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione delle competenze e del lavoro all’interno dei consorzi di bonifica’. ‘proprio questa consapevolezza dovra’ accompagnare l’imminente rinnovo del contratto collettivo nazionale, quale strumento capace di valorizzare le professionalita’ del settore, rendere il comparto sempre piu’ attrattivo per le nuove generazioni e offrire risposte concrete a chi ogni giorno svolge attivita’ essenziali per il paese. siamo convinti – aggiunge la segretaria generale filbi – che le consolidate relazioni sindacali del settore consentiranno, come gia’ avvenuto in passato, di raggiungere rapidamente un accordo in grado di offrire risposte concrete ai lavoratori non solo dal punto di vista economico, ma anche sul versante normativo. trai vari temi presenti nella piattaforma presentata alla controparte, infatti, anche il rafforzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il riconoscimento del ruolo svolto negli anni dagli avventizi, categoria essenziale per l’operativita’ degli enti, nonche’ ulteriori misure per limitare il ricorso agli appalti, al fine di preservare le competenze dei consorzi e rafforzare l’occupazione stabile’. ‘l’acqua – conclude TORREGROSSA – non si tutela soltanto con le infrastrutture e gli investimenti, ma anche valorizzando il lavoro delle donne e degli uomini che ogni giorno la gestiscono, la proteggono e ne garantiscono la disponibilita’. per questo il rinnovo del ccnl rappresenta un investimento sul futuro del settore, sulla sicurezza dei territori e sulla capacita’ del paese di affrontare le grandi sfide ambientali dei prossimi anni’.”.

ASSEMBLEA ANBI: PROIETTI (UMBRIA), ACQUA INFRASTRUTTURA
DI CITTADINANZA E LEVA COESIONE AREE INTERNE

“le aree interne rappresentano una risorsa strategica da valorizzare attraverso investimenti, infrastrutture, servizi e politiche di sviluppo capaci di generare nuove opportunita’ di crescita, lavoro e permanenza nei territori’. lo ha affermato la presidente della regione umbria, stefania PROIETTI, intervenendo questa mattina all’assemblea dell’anbi”, informa un comunicato della regione umbria che cosi’ prosegue: “PROIETTI ha preso la parola nella sessione ‘politiche e risorse della coesione. crescita, sviluppo e lavoro nelle aree interne’. nel suo intervento, la presidente ha richiamato il ruolo delle aree interne come parte essenziale dell’identita’, della coesione e della capacita’ produttiva del paese: ‘sono territori che custodiscono risorse ambientali, produzioni agricole e agroalimentari di qualita’, patrimonio culturale e artistico, biodiversita’, competenze, mestieri e comunita’ che contribuiscono in modo determinante alla tenuta dell’italia. non sono aree marginali da assistere, ma luoghi nei quali investire per costruire futuro’. PROIETTI ha sottolineato come il tema assuma un valore particolare per l’umbria anche nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san francesco: ‘il centenario francescano ci richiama alla riscoperta dell’autenticita’ dei territori, dei borghi, delle comunita’ e dei paesaggi che fanno delle aree interne non una periferia, ma il cuore piu’ profondo e riconoscibile dell’umbria e dell’italia. la lezione di francesco ci parla di cura del creato, sobrieta’, comunita’ e responsabilita’: valori che oggi diventano anche una chiave moderna per ripensare sviluppo, coesione e qualita’ della vita’. la presidente ha quindi evidenziato il ruolo centrale della politica di coesione: ‘la coesione non e’ soltanto riequilibrio territoriale, ma una condizione per rafforzare la competitivita’ complessiva del paese. significa ridurre le distanze infrastrutturali, economiche e sociali che separano territori e comunita’, ma anche costruire strategie capaci di mettere in relazione infrastrutture, servizi, attivita’ produttive, tutela delle risorse naturali e qualita’ della vita’. in questo quadro, ha ricordato PROIETTI, il programma regionale fesr umbria 2021-2027 dispone di una dotazione complessiva di 523,66 milioni di euro, con oltre l’80 per cento delle risorse gia’ programmato o delineato: ‘le principali direttrici di intervento riguardano ricerca, innovazione, competitivita’ del sistema produttivo, transizione energetica e digitale, sostenibilita’ ambientale, mobilita’ urbana sostenibile, cultura, innovazione sociale, strategie territoriali e housing sociale’. particolare rilievo e’ stato attribuito alle strategie territoriali, agenda urbana e aree interne, nell’ambito dell’obiettivo europeo di una europa piu’ vicina ai cittadini: ‘la governance e la co-progettazione sono il filo conduttore delle strategie territoriali del programma fesr, perche’ solo partendo dai bisogni reali delle comunita’ e dal coinvolgimento degli attori locali e’ possibile costruire interventi efficaci e duraturi’. per l’umbria, nel ciclo 2021-2027, sono state riconfermate le tre aree interne sud ovest orvietano, nord est umbria e valnerina, gia’ presenti nel ciclo precedente, e sono state individuate due nuove aree, media valle del tevere e unione dei comuni del trasimeno. complessivamente sono coinvolti 59 comuni su 92, pari al 52 per cento dei comuni umbri e al 28 per cento della popolazione regionale. le risorse destinate alle strategie per le aree interne ammontano a 61,21 milioni di euro, tra fondi nazionali, fesr e fse+. al centro dell’intervento, il tema dell’acqua come fattore decisivo per la permanenza delle comunita’, la sicurezza dei territori e lo sviluppo economico locale. ‘l’acqua – ha dichiarato PROIETTI – non e’ soltanto una risorsa produttiva o ambientale, ma una vera infrastruttura di cittadinanza. dove l’acqua e’ disponibile, gestita e governata in modo efficiente si rafforzano le condizioni per il lavoro, per l’impresa, per l’agricoltura e per la permanenza delle giovani generazioni nei territori’. la presidente ha quindi indicato alcune priorita’: infrastrutture idriche, capacita’ di accumulo, manutenzione del territorio, modernizzazione dei sistemi irrigui, prevenzione del rischio idrogeologico e valorizzazione delle filiere produttive locali. ‘sono interventi – ha aggiunto – che producono benefici economici, ambientali e sociali, contribuendo a generare occupazione qualificata e sviluppo diffuso’. la presidente PROIETTI ha poi richiamato il tema del diritto di rimanere e, per i giovani, anche del diritto di tornare. ‘occorre garantire servizi essenziali, sanita’ territoriale, istruzione, mobilita’, connessione digitale, opportunita’ di lavoro, spazi di aggregazione, sport, formazione e qualita’ dell’abitare. solo cosi’ le aree interne potranno essere luoghi nei quali scegliere di vivere, lavorare, fare impresa e costruire il proprio progetto di vita’. la presidente ha infine richiamato la necessita’ di rafforzare la capacita’ amministrativa degli enti locali, soprattutto nei piccoli comuni, e di guardare alla politica di coesione post 2027 come a una politica strutturale e non episodica. ‘le aree interne possono diventare luoghi di innovazione, produzione, qualita’ della vita e coesione sociale, se sapremo riconoscere nell’acqua, nelle infrastrutture adeguate e nella valorizzazione delle risorse locali alcuni dei principali fattori di crescita e competitivita’ del paese'”.

ASSEMBLEA ANBI: SALVITTI (FDI), CONSORZI BONIFICA E
GOVERNO PER PASSARE DA EMERGENZA A PROGRAMMAZIONE

“con il governo meloni c’e’ stato un cambio di paradigma: siamo partiti dall’emergenza per arrivare alla programmazione, ragionando come sistema italia. in questo senso, i consorzi di bonifica sono fondamentali per affrontare le sfide di oggi e costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. la cabina di regia per fronteggiare la crisi idrica non era mai convocata, eppure parliamo di una struttura fondamentali per analizzare i fenomeni e analizzare le possibili soluzioni. tra queste penso alla diga del liscione, che permettera’ di non sprecare acqua in molise per portarla in puglia. un’infrastruttura finanziata con 159 milioni di euro di palazzo chigi ma gestiti dalla stessa cabina di regia che ha individuato l’opera come prioritaria. questo significa lavorare per l’italia”, ha detto il senatore giorgio SALVITTI, consigliere del ministro LOLLOBRIGIDA, intervenendo all’assemblea nazionale di anbi.

ASSEMBLEA ANBI: GARGANO APRE LA PRIMA GIORNATA

gli inni d’italia e d’europa hanno aperto nel pomeriggio l’assemblea nazionale dell’anbi che si tiene oggi e domani nella capitale. il direttore generale dell’associazione massimo GARGANO ha aperto i lavori ricordando che in settembre si terra’ a roma il primo forum euro mediterraneo dell’acqua, appuntamento cruciale fortemente voluto da anbi.prima dei confronti nei panel, ha parlato il direttore generale delle enpaia roberto DIACETTI che ha evidenziato il ruolo dell’acqua la quale fattore strategico a livello geopolitico che consente, a suo giudizio, all’italia di contribuire al piano MATTEI con il proprio know how. fuori panel anche l’intervento di fabrizio CURCIO, capo dipartimento mef che ha ribadito il suo pensiero sul ruolo importante dei consorzi di bonifica. il tema dell’assemblea “l’acqua e’ strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”, ha ricordato GARGANO nel far notare che a partire da questo assunto si toccano i temi clou del momento: dall’intelligenza artificiale all’inquinamento; dall’impatto climatico all’uso del pnrr. ma – ha avvertito il dg – oggi intendiamo parlare di una “sonora arrabbiatura” circa la sorte della proposta anbi di un piano invasi. una proposta che deve diventare al piu’ presto una scelta del governo. le risorse ci sono, ha puntualizzato. francesco BATTISTONI (fi), segretario di presidenza della camera, si e’ detto fiducioso dell’ approvazione, entro l’estate, alla camera del disegno di legge del cnel che amplia le funzioni dei consorzi di bonifica nella prevenzione del dissesto idrogeologico. l’esponente di forza italia ha invitato l’opposizione a una posizione unitaria. richiesta, almeno formalmente, accolta dal capogruppo pd in comagri camera stefano VACCARI che ha dichiarato che il gruppo sosterra’ il ddl ma ha sottolineato che e’ necessario che questa abbia una dotazione finanziaria adeguata. il capo della protezione civile fabio CICILIANO ha ripetuto che l’acqua va gestita oltre e prima dell’emergenza, con uno sforzo anche di carattere culturale che deve incidere su un cambiamento di mentalita’ che porti a un approccio lungimirante anche, e soprattutto, della classe politica. e proprio CICILIANO ha firmato con il presidente anbi francesco VINCENZI un protocollo di intesa di 4 anni tra anbi, protezione civile, autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino centrale, autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale con l’obbiettivo di rafforzare il raccordo tra pianificazione di bacino, presidio territoriale, monitoraggio, adattamento climatico e pianificazione di protezione civile in caso di severita’ idrica o rischio idraulico da frana e costiero. nicola GHERARDI, della giunta di confagricoltura, ha messo in luce la carenza d’acqua e la imprevedibilita’ dei fenomeni. a livello di invasi – ha avvertito – servono opere importanti piccole o grandi che siano. servono, inoltre, per l’esponente di confagricoltura, nuovi e piu’ efficienti sistemi di irrigazione e vanno usate tecniche agricole che facciano risparmiare acqua anche attraverso le tea. se nel 900 il tema e’ stato il petrolio oggi nel XXI secolo e’ l’acqua, ha concluso.

ASSEMBLEA ANBI: LE VIDEO INTERVISTE
REALIZZATE DA AGRA PRESS

in occasione della prima giornata dell’assemblea anbi agra press ha realizzato le video interviste del presidente francesco VINCENZI (qui video https://youtu.be/OTsvcFAxZHU); del direttore generale massimo GARGANO (qui video https://youtu.be/d1Q4R6Ego70); del capo dipartimento della protezione civile, fabio CICILIANO (qui video https://youtu.be/f2sFxtdzYBQ); del segretario generale dell’autorita’ di bacino distrettuale appennino centrale marco CASINI (qui video https://youtu.be/h3ZrSfx8jE8); e a nicola GHERARDI membro della giunta di confagricoltura (qui video https://youtu.be/w9jM_Km_Hy4).

ASSEMBLEA ANBI: L’INTERVENTO DEL DIRETTORE
GENERALE MASSIMO GARGANO

“l’agricoltura italiana e’ chiamata ad affrontare una delle piu’ profonde trasformazioni della propria storia recente. l’intensificarsi degli effetti del cambiamento climatico, l’alternanza tra siccita’ prolungate ed eventi pluviometrici estremi, la crescente pressione sulle risorse naturali e la necessita’ di garantire produzioni alimentari sicure e di qualita’ impongono nuove capacita’ d’adattamento, nonche’ nuove modalita’ di gestione del territorio e dell’acqua”, informa un comunicato dell’anbi che cosi’ prosegue: “‘in questo scenario, innovazione, ricerca ed infrastrutture non rappresentano semplicemente fattori di modernizzazione, ma strumenti indispensabili per rafforzare la resilienza dei territori, aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e garantire la competitivita’ del sistema agroalimentare nazionale; serve pero’ un quadro normativo, capace di accompagnare la realizzazione degli interventi, valorizzare le competenze presenti sui territori, accelerare la trasformazione delle progettualita’ in opere’, ha affermato massimo GARGANO, direttore generale di anbi, nel suo intervento all’assemblea nazionale dei consorzi di bonifica ed irrigazione. la sicurezza idrica costituisce una delle principali condizioni per lo sviluppo dell’agricoltura, la tutela dell’ambiente e la sicurezza delle comunita’. all’interno di questo percorso, il sistema dei consorzi di bonifica ed irrigazione rappresenta una delle principali reti territoriali per l’applicazione concreta dell’innovazione, degli investimenti infrastrutturali ed un ambito necessario di ricerca e sperimentazione. attraverso la gestione di oltre 231.000 chilometri di canali e condotte, circa 23.000 opere idrauliche e piu’ di 3.000 impianti idrovori e di sollevamento, tali enti consortili operano quotidianamente per coniugare sicurezza territoriale, gestione della risorsa idrica, efficienza irrigua e sostenibilita’ ambientale. ‘in collaborazione con con almaviva bluebit stiamo sperimentando la digitalizzazione della rete idraulica del paese per trasformarla in pensante e parlante’, ha annunciato il dg di anbi. negli ultimi anni il sistema consorziale ha dimostrato una significativa capacita’ progettuale e realizzativa. i consorzi di bonifica sono infatti soggetti attuatori di 258 interventi finanziati nell’ambito del pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro, contribuendo al raggiungimento degli obbiettivi europei di efficientamento delle reti irrigue, contenimento delle perdite, risparmio della risorsa idrica e produzione di energia rinnovabile con riduzione dei consumi energetici da fonti fossili. a cio’ si aggiunge la risposta fornita nell’ambito dell’ultima finestra del pniissi (piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico), che ha visto la presentazione di progetti per 7,3 miliardi di euro, in larga parte dotati di livelli avanzati di progettazione ed immediatamente cantierabili. la crescente frequenza degli eventi estremi conferma, inoltre, come la sicurezza dei territori non possa essere affidata esclusivamente alla gestione dell’emergenza. la manutenzione delle infrastrutture idrauliche, la programmazione degli interventi e gli investimenti nella prevenzione rappresentano strumenti essenziali per ridurre l’esposizione al rischio e rafforzare la resilienza delle comunita’. ‘per questo insieme al cnel e’ stata presentata una proposta di legge, attualmente in iter parlamentare, per definire la possibilita’ delle regioni di stabilire convenzioni con i consorzi bonifica per la manutenzione della rete fluviale, cosi’ come gia’ avviene in alcune situazioni’, ha aggiunto GARGANO. l’innovazione nel settore idrico e irriguo non si esaurisce nella realizzazione di nuove opere infrastrutturali ed impianti irrigui: essa comprende anche l’impiego di sistemi di telecontrollo, sensoristica avanzata, modellistica previsionale, supporto satellitare, intelligenza artificiale e strumenti digitali in grado di migliorare la conoscenza dei territori e la gestione della risorsa. la crescente disponibilita’ di dati, capacita’ di calcolo e tecnologie avanzate consente di sviluppare modelli decisionali sempre piu’ efficaci per l’anticipazione dei fenomeni, l’ottimizzazione della distribuzione della risorsa, la riduzione dei consumi e l’adattamento ai cambiamenti climatici. per affrontare le sfide future sara’ necessario proseguire lungo un percorso che integri investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e ricerca applicata. in particolare, risultano strategici il potenziamento della capacita’ d’accumulo delle risorse idriche, la modernizzazione delle reti di distribuzione, il riuso delle acque depurate, la digitalizzazione dei sistemi di gestione, il rafforzamento delle sinergie tra istituzioni, ricerca, imprese e territori. in questa prospettiva, l’esperienza maturata dal sistema dei consorzi di bonifica ed irrigazione dimostra come questo processo di modernizzazione possa rappresentare non soltanto un fattore di efficienza, ma uno strumento concreto di protezione dei territori, sostegno alla competitivita’ delle produzioni agricole e della filiera agroalimentare, costruzione di nuove opportunita’ di sviluppo sostenibile per il paese”.

ASSEMBLEA ANBI: DIACETTI (ENPAIA), MODELLO ITALIANO
TIENE INSIEME TUTELA ACQUA, LAVORO E PREVIDENZA

“il modello italiano dell’acqua dimostra che quando un paese sa integrare finanza, gestione delle risorse e previdenza, costruisce non solo infrastrutture, ma stabilita’”, ha dichiarato, in occasione dell’apertura dei lavori dell’assemblea anbi, il direttore generale di fondazione enpaia roberto DIACETTI. ne da’ notizia un comunicato dell’anbi. “l’acqua e’ un asset strategico: genera valore economico, protegge i territori, sostiene il lavoro. ma questo valore diventa duraturo solo, se accompagnato da un sistema previdenziale solido, capace di trasformare la crescita in sicurezza sociale”, ha aggiunto DIACETTI. la strategia di enpaia si muove esattamente in questa direzione: investimenti responsabili, orientati al lungo periodo, che rafforzano la filiera agroalimentare e contribuiscono alla resilienza del paese. dove i consorzi di bonifica garantiscono sicurezza idrica, “noi garantiamo sicurezza previdenziale. e’ un intreccio virtuoso, che unisce risorse naturali, capitale umano e sostenibilita’ finanziaria.” garantire l’acqua non e’ solo proteggere i campi: l’acqua finanzia e sorregge indirettamente lo stato sociale. quando l’acqua manca, non si ferma solo l’agricoltura: si interrompe una catena, che va dai raccolti alla logistica, dal lavoro alla previdenza. e’ il “cortocircuito logico – sottolinea DIACETTI – che enpaia contribuisce a prevenire come portatore di visione, garantendo sicurezza per il paese”. “oggi l’italia puo’ proporre al mondo un modello, che funziona perche’ tiene insieme cio’, che altrove e’ frammentato: la tutela dell’acqua, la forza del lavoro e la credibilita’ della previdenza. enpaia e’ parte integrante di questa architettura nazionale e continuera’ a lavorare con le istituzioni e con anbi per trasformare la gestione dell’acqua in una leva di sviluppo, competitivita’ e coesione sociale”, ha concluso DIACETTI.

ASSEMBLEA ANBI: SPENA (COMITATO ONE WATER), ANBI PROTAGONISTA
A FORUM EUROMEDITERRANEO ACQUA DI ROMA

“intorno ai corsi d’acqua e’ nata la nostra vita, sono nate le nostre civilta’ e proprio roma vedra’ la celebrazione del primo forum euromediterraneo dell’acqua, dove s’incontreranno 43 paesi del mediterraneo, quindi dell’europa, dei balcani, del nord africa e del medio oriente. anbi sara’ centrale, perche’ sara’ centrale il contributo dei consorzi di bonifica che trovera’ spazio in sessioni, workshop, incontri. io non dimentico che gia’ molto tempo fa, parlando di infrastrutture e resilienza idrica, tali enti hanno iniziato a guardare al piano multifunzionale degli invasi”: lo ha detto maria SPENA, presidente del comitato one water, intervenendo all’assemblea anbi. “grazie agli invasi realizzati negli anni possiamo dire che oggi il sud e’ uscito da un biennio di grave siccita’ e che, grazie anche al vostro lavoro, in basilicata, in sicilia, in sardegna, in puglia non c’e’ piu’ l’emergenza idrica, con un nord, che invece ha cambiato tendenza perche’. per esempio, il fiume po, in questo periodo, ha perso quasi il 60% della sua portata. l’attenzione di questo governo rispetto alla rigenerazione del sistema idrico e’ stata centrale, con il pnrr, che adesso stiamo terminando, ma anche col pniissi, nel quale voi avete avuto e continuerete ad avere un ruolo centrale. faccio sempre esperienza di questo vostro lavoro di comunita’, cooperazione e interconnessione, perche’ questi tre concetti saranno centrali anche per i lavori del forum”, ha concluso SPENA.

ASSEMBLEA ANBI: PROTOCOLLO INTESA CON PROTEZIONE
CIVILE E AUTORITA’ BACINO APPENNINO

“e’ stata l’assemblea nazionale dei consorzi di bonifica ed irrigazione, in corso di svolgimento a roma, a fare da cornice alla firma del protocollo d’ intesa fra dipartimento della protezione civile presso la presidenza del consiglio dei ministri, anbi, autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino centrale, autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale con l’obbiettivo di rafforzare il raccordo tra pianificazione di bacino, presidio territoriale, monitoraggio, adattamento climatico e pianificazione di protezione civile in caso di severita’ idrica o rischio idraulico da frana e costiero”, informa un comunicato dell’anbi che cosi’ prosegue: “l’intesa e’ finalizzata a promuovere una collaborazione stabile anche al fine di supportare le attivita’ di regioni, comuni, centri funzionali, consorzi di bonifica ed altri soggetti del servizio nazionale della protezione civile; per questo e’ previsto lo sviluppo di modalita’ condivise di scambio dati e interoperabilita’. tale collaborazione apportera’ un supporto conoscitivo all’aggiornamento della pianificazione di protezione civile, grazie anche a mappatura e valutazione post-evento delle caratteristiche e degli effetti di alluvioni, frane ed eventi costieri; tali considerazioni saranno supporto all’eventuale individuazione di aree da sottoporre ad approfondimento, perimetrazione o revisione pianificatoria, nel rispetto delle competenze delle amministrazioni e degli enti competenti. d’intesa con gli enti territoriali e le amministrazioni centrali potranno essere realizzati studi idrologici, idraulici, geomorfologici, geotecnici o costieri; simulazioni di scenario ed analisi territoriali; analisi di potenziali criticita’ idrauliche; elaborazioni da dati satellitari, aerofotogrammetrici o da osservazione della terra; sviluppo di servizi digitali, webgis, gemelli digitali distrettuali, applicazioni di intelligenza artificiale, dashboard o strumenti interoperabili di supporto alle decisioni. per fare cio’ e’ istituito un gruppo di lavoro, che potra’, fra l’altro, individuare eventuali casi pilota o attivita’ sperimentali. il protocollo si applichera’, in via prioritaria, ai territori ricadenti nei distretti idrografici dell’appennino centrale e dell’appennino settentrionale, ma e’ aperto all’adesione di altre autorita’ di bacino distrettuali. a sottoscriverlo nella capitale sono stati: fabio CICILIANO, capo dipartimento protezione civile; francesco VINCENZI, presidente anbi; marco CASINI, segretario generale autorita’ bacino distrettuale appennino centrale; gaia CHECCUCCI, segretaria autorita’ bacino distrettuale appennino settentrionale”.

ASSEMBLEA ANBI APPROVA REVISIONE STATUTO PER AGGIORNAMENTO
SU CONCETTI CHIAVE AZIONE CONSORZI

“in apertura dell’assemblea dell’anbi (associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue), iniziata oggi a roma, i rappresentanti dei 141 enti consortili aderenti hanno approvato la revisione di alcuni articoli-chiave dello statuto associativo, dando vita a un documento aggiornato nella terminologia e nella visione strategica. il testo e’ stato rielaborato per incorporare concetti oggi centrali nell’azione consortile: la gestione sostenibile e integrata delle risorse idriche, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione del rischio idrogeologico, l’uso circolare dell’acqua, le soluzioni basate sulla natura (nature-based solutions), la transizione ecologica e digitale, la biodiversita’ e la resilienza territoriale. la revisione amplia il perimetro d’azione di anbi, rafforzando la presenza nelle sedi europee ed internazionali, promuovendo la formazione professionale, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica, introducendo esplicitamente valori quali la parita’ di genere, la trasparenza, l’integrita’ e la responsabilita’ sociale”, informa un comunicato dell’anbi. “il nuovo testo conferma e consolida i consorzi di bonifica ed irrigazione come rete strategica nazionale nella lotta alla siccita’, alla desertificazione, alla subsidenza ed all’erosione costiera, valorizzando ancor piu’ il ruolo degli agricoltori quali custodi del paesaggio e protagonisti nella cura del territorio: un riconoscimento, che proietta il sistema consortile al centro delle politiche ambientali, idriche e di sviluppo rurale degli anni futuri”, sottolinea il presidente di anbi, francesco VINCENZI. “una riforma necessaria : lo statuto del terzo millennio e’ un atto fondativo rinnovato, capace di rispecchiare il ruolo e l’assunzione di responsabilita’ attuale e futura dei consorzi di bonifica ed irrigazione”, ha aggiunto il direttore generale di anbi, massimo GARGANO.