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“arrivano i primi importanti segnali di svolta sul fondo europeo per la competitivita’ (european competitiveness fund – ecf), dopo la mobilitazione promossa da coldiretti e filiera italia per scongiurare il rischio di emarginare l’agricoltura e l’intera filiera agroalimentare da uno dei principali strumenti strategici dell’unione europea”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “le discussioni in corso nella commissione industria, ricerca ed energia (itre) del parlamento europeo riconoscono sempre piu’ chiaramente il ruolo strategico del settore agricolo e dell’alimentazione per la competitivita’, la resilienza e la sicurezza dell’europa. la lettera inviata nelle scorse settimane ai relatori e l’intensa attivita’ di sensibilizzazione portata avanti da coldiretti e filiera italia hanno contribuito a riportare al centro del confronto politico il valore della prima filiera produttiva europea, contrastando i tentativi di relegare agricoltura, alimentazione e bioeconomia a un ruolo marginale sia nel fondo europeo per la competitivita’ sia nell’ambito di horizon europe. il confronto in corso rappresenta un passo nella giusta direzione, perche’ riconosce che agricoltura e filiera agroalimentare non sono semplici destinatarie delle politiche europee per la competitivita’, ma costituiscono un fattore determinante per la forza industriale dell’europa, la sua capacita’ di innovazione, la sicurezza alimentare, l’autonomia strategica e la resilienza economica. ora, pero’, e’ fondamentale trasformare questi segnali politici in risultati concreti. per questo coldiretti e filiera italia rivolgono un appello a tutti gli europarlamentari affinche’ confermino nel voto finale dopo l’estate gli importanti progressi compiuti, recependo le indicazioni della commissione agricoltura e garantendo all’agricoltura e all’intera filiera agroalimentare un ruolo pienamente riconosciuto all’interno del fondo europeo per la competitivita’. occorre assicurare risorse dedicate agli investimenti strategici per il settore, dal rafforzamento degli stoccaggi alimentari alla resilienza idrica, dalla transizione digitale all’innovazione, dalle biotecnologie all’energia pulita e allo sviluppo della bioeconomia. investire nell’agroalimentare non significa sostenere un settore in difficolta’, ma rafforzare una delle principali leve della competitivita’ europea, capace di creare occupazione, valore aggiunto, export e sicurezza per i cittadini”.
