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“il riconoscimento dello stato di calamita’ anche per il 2025, disposto dal ministero dell’agricoltura su richiesta della regione veneto, rappresenta un segnale importante per le imprese della pesca e dell’acquacoltura venete, che continuanoa fare i conti con gli effetti devastanti della proliferazione del granchio blu”. lo afferma un comunicato di coldiretti veneto, che cosi’ prosegue: “le lagune di rovigo e venezia restano tra le aree piu’ colpite: la produzione di vongole e cozze e’ ancora fortemente compromessa e le aziende sostengono quotidianamente costi elevati per contenere la presenza del crostaceo invasivo, che continua a mettere a rischio l’equilibrio dell’ecosistema e la redditivita’ delle imprese. ‘il rinnovo dello stato di calamita’ e’ una risposta importante, frutto anche del lavoro di ascolto e confronto portato avanti con le istituzioni – afferma il presidente di coldiretti veneto, carlo SALVAN – ma non possiamo considerare chiusa l’emergenza, perche’le criticita’ continuano a incidere pesantemente sul regolare svolgimento dell’attivita’ di pesca. il granchio blu e’ ancora presente nelle lagune venete e gli operatori continuano ogni giorno a lavorare per limitarne gli effetti, sostenendo sacrifici enormi.coldiretti veneto – prosegue SALVAN – e’ stata la prima associazione a denunciare la gravita’ della situazione e a chiedere strumenti di sostegno per le aziende. ora e’ fondamentale che agli annunci seguano rapidamente gli indennizzi e che si continui a investirein interventi strutturali per garantire un futuro alla molluschicoltura e alla pesca professionale’. ‘attraverso coldiretti pesca – conclude SALVAN – continueremo a presidiare i tavoli regionali e nazionali, confrontandoci con regione, ministero e tutti gli enti competenti per rappresentare le esigenze delle imprese che operano ogni giorno nelle nostre lagune.difendere questo comparto significa tutelare il lavoro, l’economia, l’ambiente e una tradizione che rappresenta un patrimonio del veneto e dell’intero paese’.”.
