PROVINCIA DI LODI RACCOLTA DEL MAIS CALDO SICCITA DESERTIFICAZIONE COLTURE PRODUZIONE AGRICOLA A RISCHIO DESERTIFICAZIONE

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“‘il forte calo della produzione nazionale di mais, accompagnato da crescenti problemi qualitativi, si verifica nel momento peggiore. la guerra sta compromettendo alcune delle principali rotte internazionali delle materie prime agricole, mentre l’imminente applicazione dell’eudr rischia di rendere piu’ complesso l’accesso a prodotti indispensabili come la soia. a tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi energetici e del gasolio. sono fattori che si sommano e rischiano di mettere sotto forte pressione l’intera catena degli approvvigionamenti zootecnici’, dichiara massimo ZANIN, presidente di assalzoo – associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici”, informa un comunicato di assalzoo che cosi’ prosegue: “il primo elemento di preoccupazione riguarda il mais. le prime indicazioni sulla campagna 2026 evidenziano una forte contrazione della produzione nazionale, con riduzioni che nelle aree maggiormente colpite dalla siccita’ e dalle alte temperature, nelle previsioni piu’ ottimistiche, superano il 35%. le difficolta’ non riguardano soltanto l’italia: le stime sul raccolto europeo di mais, inizialmente atteso intorno a 61 milioni di tonnellate, sono scese a circa 50 milioni, oltre 11 milioni di tonnellate in meno e uno dei livelli piu’ bassi degli ultimi vent’anni. al problema quantitativo si aggiunge quello qualitativo. le condizioni climatiche della campagna hanno infatti accresciuto il rischio di contaminazione da micotossine, con particolare attenzione ad aflatossine e fumonisine. la disponibilita’ effettiva di mais idoneo all’alimentazione animale rischia pertanto di ridursi ulteriormente. le tensioni sono gia’ visibili anche sui mercati: secondo le quotazioni della granaria di milano, da fine giugno a oggi il mais nazionale con caratteristiche e’ aumentato di circa il 15%, mentre la farina di estrazione di soia decorticata ha registrato incrementi superiori al 20%. una criticita’ particolarmente rilevante per le filiere dop, nelle quali i vincoli previsti sull’origine e sull’areale di approvvigionamento delle materie prime destinate all’alimentazione animale limitano la possibilita’ di ricorrere a fonti alternative. la riduzione della disponibilita’ di mais nazionale idoneo rischia quindi di creare difficolta’ non soltanto alla mangimistica e agli allevamenti, ma anche ad alcune delle produzioni agroalimentari di qualita’ piu’ importanti del made in italy. proprio mentre aumenta la necessita’ di importare, il quadro geopolitico rende piu’ difficile e costoso approvvigionarsi sui mercati internazionali. il conflitto russo-ucraino e gli attacchi a porti, infrastrutture e navi commerciali stanno compromettendo l’operativita’ delle rotte cerealicole del mar nero, costringendo gli operatori a ricercare origini e percorsi alternativi. per un paese strutturalmente deficitario come l’italia, la diversificazione e la sicurezza delle fonti di approvvigionamento diventano quindi una priorita’ strategica. in questo scenario desta particolare preoccupazione l’imminente applicazione dell’eudr alla soia, materia prima proteica essenziale per l’alimentazione animale e per la quale l’europa resta fortemente dipendente dalle importazioni. assalzoo condivide gli obiettivi ambientali del regolamento, ma ritiene necessario valutare una sospensione della sua applicazione alla soia, alla luce delle eccezionali difficolta’ che stanno interessando gli approvvigionamenti internazionali. in questa fase l’introduzione di ulteriori vincoli rischia infatti di restringere l’accesso ai mercati proprio quando sarebbe necessario garantire la massima diversificazione delle fonti di approvvigionamento. a completare il quadro pesa il forte aumento dei costi energetici e del gasolio. dall’inizio di agosto il brent ha registrato un rialzo nell’ordine del 25%, mentre in italia il prezzo medio del gasolio per autotrazione e’ passato da circa 1,89 euro al litro a fine giugno a oltre 2,33 euro a settembre, con un aumento di quasi il 24% in meno di tre mesi. per la mangimistica, che dipende da una logistica prevalentemente su gomma per movimentare materie prime e mangimi, aumenti di questa entita’ si traducono direttamente in una forte pressione sui costi di approvvigionamento e distribuzione. ‘il problema – sottolinea ZANIN – e’ che questi fattori non possono essere considerati separatamente. produciamo meno materie prime in italia e in europa proprio quando diventa piu’ difficile reperirle all’estero e piu’ costoso trasportarle. e’ questa concomitanza a trasformare singole criticita’ in un rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti della zootecnia italiana’. ‘la disponibilita’ di mangimi e’ alla base della produzione di latte, carne e uova e, quindi, di alcune delle principali filiere agroalimentari del paese, comprese le produzioni dop che rappresentano una componente strategica del made in italy. e’ necessario aprire rapidamente un confronto con le istituzioni nazionali ed europee per rilanciare la produzione cerealicola nazionale, garantire l’accesso alle materie prime sui mercati internazionali, valutare la sospensione dell’eudr per la soia e contenere gli extracosti energetici e logistici. la sicurezza degli approvvigionamenti – conclude il presidente di assalzoo – deve tornare a essere una priorita’ strategica della politica agricola nazionale ed europea’”.