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agra press, in occasione della mobilitazione a montecitorio organizzata da cia, ha realizzato una videintervista con il presidente cristiano FINI, qui il video https://youtu.be/j3BMU2iO4eo. “gli agricoltori incassano sempre meno, mentre i cittadini pagano sempre di piu’. e i costi continuano a salire per entrambi. e’ qui che ‘i conti non tornano'”, ha detto il presidente dando il via al presidio con la prima di cinque giornate di mobilitazione. lo ricorda un comunicato dell’organizzazione, che spiega: “si tratta una protesta che non e’ solo di categoria, ma mette insieme agricoltori e cittadini contro gli squilibri di un sistema che sta scaricando sui due anelli piu’ deboli – chi produce e chi acquista – il peso di rincari e distorsioni. a settembre l’inflazione e’ salita al 4,2%, ai massimi da tre anni, e gli italiani hanno dovuto fare i conti con un balzo del 5,5% dei prezzi degli alimentari freschi rispetto allo stesso periodo del 2025. nel frattempo, i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono crollati: -50% per l’olio extravergine d’oliva, -30% per le susine, -25% per albicocche e uva da tavola, -24% per il latte spot, -22% per pesche e pere, -15% per le mele e -5% per il pollo. ‘siamo dentro una tempesta perfetta, colpiti dagli effetti delle guerre e del cambiamento climatico – dichiara il presidente di cia, cristiano FINI -. ma la crisi dell’agricoltura non riguarda solo noi: coinvolge tutti i cittadini, perche’ chiama in causa la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e il presidio dei territori’. eppure, in questo momento ‘gli agricoltori stanno lavorando con prezzi che in molti casi non coprono neppure i costi di produzione, mentre nelle famiglie il carrello della spesa pesa sempre di piu’ – continua FINI -. questo non e’ piu’ sostenibile. non possiamo accettare che chi produce cibo venga pagato sempre meno e chi lo compra sia costretto a pagarlo sempre di piu”. analizzare i prezzi riconosciuti all’origine e quelli spesi al dettaglio da’ la misura di un divario insostenibile. a settembre, per i prodotti ortofrutticoli italiani, le carote sono passate da 0,28 euro al chilo sul campo a 1,46 euro al chilo sulla tavola (+421%); l’uva da tavola da 0,58 euro al chilo a 2,99 euro (+416%); le melanzane da 0,62 a 2,75 euro (+344%); le pesche da 0,74 a 2,88 euro (+290%); i peperoni da 0,92 a 3,15 euro (+242%); le pere abate da 1,18 a 3,22 euro (+173%); le zucchine da 1,05 a 2,82 euro (+168%) e la lattuga romana da 1,68 a 3,48 euro (+107%). a rendere ancora piu’ grave il quadro e’ la contestuale impennata dei costi operativi. ad agosto 2026, rispetto all’estate precedente, i carburanti agricoli sono aumentati del 40% e i fertilizzanti del 12%, mentre per le famiglie il gasolio per autotrazione e’ cresciuto del 27%, la benzina del 16% e le spese per abitazione, acqua, elettricita’ e gas del 9%. per le imprese agricole, il confronto con il 2021 – prima dei conflitti in ucraina e medio oriente – restituisce la vera portata dello shock: il gasolio agricolo e’ passato da 0,48-0,70 euro al litro a 1,50-1,70 euro al litro (+143%). nello stesso arco di tempo, i concimi e fertilizzanti, a seconda delle tipologie, hanno registrato rincari dal 40% fino al 100%. ‘agricoltori e cittadini sono sulla stessa barca. da una parte ci sono imprese che non riescono piu’ a sostenere i costi produttivi e dall’altra famiglie che vedono eroso il loro potere d’acquisto. per questo – osserva il presidente di cia – dobbiamo unire le forze in un’alleanza strategica, per spezzare la catena della speculazione e chiedere politiche capaci di sostenere il reddito e la tenuta sociale del paese. e’ una battaglia per il diritto a un cibo sano, equo, accessibile, e per la dignita’ del lavoro agricolo’. ‘con il presidio di montecitorio – conclude FINI – chiediamo di intervenire sulle distorsioni della filiera, rafforzando le aggregazioni produttive e il ruolo delle interprofessioni, monitorando i prezzi e contrastando le pratiche sleali, valorizzando il made in italy e la filiera corta. chiediamo inoltre di rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio agricolo, fermo a maggio; utilizzare le risorse gia’ stanziate per i fertilizzanti anche per far fronte agli altri rincari produttivi; rifinanziare agricoltura 4.0. non chiediamo privilegi: chiediamo che i conti tornino, per chi produce e per chi consuma. perche’ difendere l’agricoltura significa difendere tutti’.”.

