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3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate e donate, per un valore stimato in 10,3 miliardi di euro. donazioni per un valore di 10,3 miliardi. le eccedenze recuperate da banco alimentare presso industria e distribuzione cresciute del 95% sono i numeri dei primi dieci anni della legge 166/2016, presentati oggi nella sala della regina di palazzo montecitorio durante il convegno “dieci anni che non si sprecano – la legge ‘gadda’ 166/2016: i risultati, le alleanze, il futuro”. al confronto hanno partecipato le principali rappresentanze nazionali del mondo produttivo e del terzo settore che in questi dieci anni hanno attuato la legge GADDA, tra cui caritas italiana, centromarca, confcooperative, banco alimentare, legacoop, coldiretti, federdistribuzione, banco farmaceutico, federcongressi&eventi, acli, fipe e croce rossa italiana. i dati emergono dalla ricerca sulla valutazione d’impatto della legge antispreco realizzata da fondazione terzjus ets e fondazione valore, con il sostegno di fondazione cariplo, presentata da gabriele SEPIO e luigi BOBBA. approvata nel 2016 con consenso bipartisan, la legge ha scelto un modello basato su semplificazione e incentivi, mettendo in rete imprese e terzo settore per favorire il recupero delle eccedenze. “la politica migliore non e’ quella che pretende di inventare la societa’, ma quella che sa guardarla, riconoscere cio’ che gia’ genera valore e liberarne le energie. la legge 166 non ha creato la solidarieta’, l’ha riconosciuta e le ha dato regole semplici. ha permesso a imprese e terzo settore di trasformare cio’ che perde valore commerciale in qualcosa che conserva intatto il suo valore umano e sociale”, spiega maria chiara GADDA, vicepresidente dei deputati di italia viva-casa riformista e prima firmataria della legge. “in dieci anni oltre 10 miliardi di euro di beni sono stati sottratti allo spreco e restituiti alle persone. abbiamo scelto incentivi e fiducia al posto di obblighi e sanzioni. una scelta politica che ha funzionato”. “la legge sullo spreco alimentare, di cui maria chiara GADDA e’ stata una straordinaria interprete, a dieci anni dalla sua approvazione ci ricorda chi siamo: un paese che ha nel proprio dna la solidarieta’ e l’attenzione agli altri. una legge non e’ di chi la fa, ma di chi se ne serve. oggi dobbiamo partire da quella esperienza per costruire una societa’ in cui il terzo settore, l’associazionismo e la sussidiarieta’ siano sempre piu’ centrali, soprattutto davanti alle nuove poverta’, alla solitudine e alle fratture sociali e generazionali”, sottolinea matteo RENZI, presidente di italia viva e presidente del consiglio all’epoca dell’approvazione della legge 166. in questi anni e’ cresciuto anche il perimetro della legge: dagli alimenti e i farmaci ai prodotti per l’igiene e la cura della persona, dall’abbigliamento ai giocattoli. il recupero si e’ esteso dalla grande distribuzione ai negozi di prossimita’, dai mercati alla ristorazione, fino ad alberghi, congressi e grandi eventi. tra il 2016 e il 2025 le eccedenze raccolte da banco alimentare presso industria e distribuzione sono aumentate del 95%, da circa 22 mila a 42.800 tonnellate l’anno. il recupero dei farmaci e’ diventato uno strumento contro la poverta’ sanitaria, mentre dalla redistribuzione delle eccedenze sono nate anche esperienze di inclusione sociale e lavorativa. “questa legge oggi e’ piu’ attuale che mai, perche’ la poverta’ riguarda anche chi lavora, gli studenti che faticano a sostenere il costo della vita, famiglie del ceto medio in difficolta’. ci sono bisogni che non entrano nei parametri degli strumenti pubblici e il terzo settore riesce ad arrivare anche li'”, sottolinea GADDA. per i prossimi anni l’obiettivo e’ rimuovere gli ostacoli che ancora limitano le donazioni, “serve sostenere la logistica del terzo settore, anche con un credito d’imposta per chi mette a disposizione mezzi e servizi. e dobbiamo includere nella legge i farmaci per la salute mentale: dopo anni di donazioni farmaceutiche avvenute in sicurezza e trasparenza, e’ un passo che possiamo fare a costo zero. su questo possiamo lavorare insieme, maggioranza e opposizione”, conclude GADDA.
GARDINI (CONFCOOPERATIVE), COOPERATIVE NATURALMENTE
ORIENTATE A CONTRASTARE LO SPRECO ALIMENTARE
“‘le cooperative sono naturalmente orientate a contrastare lo spreco alimentare. e’ stato semplice per noi fare matching tra produzione, trasformazione, trasporto e il dono dal momento che teniamo insieme tutti gli attori della filiera: dai soci produttori alle cooperative sociali’. e’ quanto ha affermato il presidente di confcooperative maurizio GARDINI intervenendo a ‘dieci anni che non si sprecano’, organizzato dalla deputata di iv maria chiara GADDA alla camera dei deputati in occasione del decennale dalla legge ‘gadda’ 166/2016 sul contrasto allo spreco. “la legge maria chiara GADDA ha fatto bene a chi produce perche’ ha determinato l’efficientamento della produzione”, ha detto GARDINI. “c’e’ ancora tanto da fare sul piano della comunicazione. a distanza di 10 anni e’ il caso di dare qualche tagliando. si pone forte oggi il tema della logistica che deve essere affrontato. va superata l’etichetta di rifiuto. occorre investire sulla filiera della gestione e della lotta allo spreco aiutando gli enti del terzo settore nella lotta allo spreco e nel contrasto alla poverta’”, ha conclusi.
GAMBERINI (LEGACOOP), CONTRATTO DI FILIERA
SOLIDALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE
“a 10 anni dall’approvazione della legge gadda, legacoop rilancia l’impegno contro lo spreco alimentare proponendo un nuovo strumento: un contratto di filiera solidale che, sul modello dei contratti di filiera agricoli, metta insieme i diversi attori del settore per prevenire lo spreco, recuperare le eccedenze e destinarle a finalita’ sociali. la proposta e’ stata avanzata dal presidente di legacoop, simone GAMBERINI, in occasione del convegno dedicato ai dieci anni della legge 166 del 2016”, informa un comunicato di legacoop che cosi’ prosegue: “‘la legge gadda ha funzionato perche’ ha contribuito a cambiare la cultura dello spreco e ha semplificato il recupero delle eccedenze. ora dobbiamo fare un passo ulteriore: trasformare le tante esperienze positive di questi anni in una vera politica di filiera’. ‘un contratto di filiera solidale – spiega GAMBERINI – potrebbe coordinare soggetti e investimenti sulla logistica, la catena del freddo, lo stoccaggio e la digitalizzazione delle piattaforme del terzo settore, rendendo piu’ efficace l’incontro tra le eccedenze disponibili e chi puo’ recuperarle e destinarle alle persone che ne hanno bisogno. dieci anni di esperienza ci hanno dimostrato che recuperare le eccedenze non significa soltanto ridurre lo spreco: significa generare valore sociale. ora dobbiamo fare in modo che prevenzione, recupero e redistribuzione diventino parti di un unico sistema organizzato'”.
COTARELLA (COLDIRETTI), PROMUOVIAMO IL
CIBO BUONO ANCHE NEI LUOGHI DI CURA
“a dieci anni dalla legge contro lo spreco alimentare, la sfida e’ trasformare la consapevolezza in una cultura condivisa e in comportamenti quotidiani. ogni alimento sprecato porta con se’ la terra, l’acqua, l’energia e il lavoro di chi lo ha prodotto. prevenire gli sprechi, recuperare le eccedenze e destinarle a chi ne ha bisogno significa restituire valore al cibo e riconoscere il lavoro degli agricoltori, che deve essere adeguatamente remunerato”, ha dichiarato la presidente di campagna amica e terranostra, dominga COTARELLA, intervenendo al convegno alla camera sul decennale della legge antispreco. “come campagna amica e terranostra contribuiamo a questo percorso attraverso l’educazione alimentare, soprattutto nelle scuole, e la valorizzazione della cucina italiana, patrimonio unesco. la stagionalita’, i prodotti del territorio e la filiera corta sono gli strumenti con cui promuoviamo scelte piu’ consapevoli e un rapporto piu’ stretto tra chi produce e chi consuma. i nostri 1.200 mercati di campagna amica sono luoghi di incontro tra agricoltori e cittadini, dove costruire fiducia e responsabilita’: conoscere i prodotti e programmare meglio la spesa aiuta a ridurre gli sprechi e a riconoscere il giusto valore al lavoro agricolo. attraverso la cucina del recupero, i nostri cuochi contadini traducono questi principi in pratiche concrete, custodendo e trasmettendo il sapere delle comunita’ rurali. un impegno che si estende con campagna amica per la salute, il progetto che porta i mercati contadini negli ospedali per avvicinare pazienti, familiari e personale sanitario ai prodotti freschi, stagionali e del territorio e promuovere una maggiore consapevolezza del rapporto tra alimentazione e salute. i luoghi di cura diventano cosi’ anche spazi di incontro con gli agricoltori e di educazione al valore del cibo: conoscerne l’origine, rispettarne la stagionalita’ e imparare a utilizzarlo e conservarlo correttamente aiuta a compiere scelte consapevoli e a ridurre gli sprechi. la legge antispreco trova nei nostri mercati, nelle nostre aziende e nelle nostre reti un presidio concreto per rafforzare la cultura del cibo e la solidarieta’. ridurre lo spreco significa rispettare il lavoro degli agricoltori, trasformare le eccedenze in un aiuto per chi e’ in difficolta’ e formare nuove generazioni capaci di coniugare sostenibilita’ economica, ambientale e sociale”, ha concluso COTARELLA.

