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servirebbe fare, e invece si continua soltanto ad annunciare. lo afferma in un comunicato slow food in riferimento alla cop17 della convenzione sulla diversita’ biologica, chiusa oggi in armenia, sostenendo che si e’ trattato dell’ennesimo palcoscenico dell’incapacita’ della politica di affrontare il problema della crisi climatica. non si e’ stati capaci – secondo slow food -, per l’ennesima volta, di guardare alla biodiversita’ come allo strumento in grado di mitigare e contrastare la crisi climatica, cosi’ si annunciano la mobilitazione di nuove risorse per la biodiversita’ e piani per cercare di mettere pezze agli obiettivi annunciati anni fa e clamorosamente mancati. il problema – aggiunge slow food – e’ che tutto quanto discusso e stabilito resta, come sempre, non vincolante e su base volontaria, e percio’ probabilmente destinato a fallire. per slow food l’inazione e la mancanza di soluzioni sono in forte contraddizione con la crescente sensibilita’ ambientale a livello globale. l’agroecologia dovrebbe essere il cardine di qualsiasi politica ambientale e agricola, a cominciare dalla pac, invece, incredibilmente – conclude il comunicato -, si continuano a perseguire vie di sviluppo gia’ ampiamente bocciate dalla storia recente.

