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un comunicato congiunto di confagricoltura e adsi informa che: “le dimore storiche italiane sono pronte ad aprire le loro porte questo fine settimana per ‘coltiviamo la cultura’, l’iniziativa – promossa dall’associazione dimore storiche italiane ets e patrocinata del ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste – che quest’anno si svolge, per la prima volta, in collaborazione con confagricoltura, con il coinvolgimento di confagricoltura donna, domenica 8 novembre. una prestigiosa anteprima dell’appuntamento di domenica si e’ svolta stamani in veneto, con la visita del ministro del turismo gianmarco MAZZI a villa sagramoso perez pompei, dimora storica e tenuta agricola nel veronese. una visita che ha suggellato lo stretto rapporto tra agricoltura e turismo. le dimore storiche non sono infatti soltanto custodi di arte, architettura e memoria: da secoli rappresentano anche un presidio del paesaggio agricolo, della biodiversita’ e delle produzioni che hanno contribuito a modellare l’identita’ dei territori. e’ da questa consapevolezza che nasce l’edizione 2026 di coltiviamo la cultura. l’iniziativa rafforza il dialogo tra realta’ impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio rurale italiano e pone al centro la capacita’ delle dimore storiche di coniugare conservazione, attivita’ produttive e innovazione, contribuendo all’evoluzione dell’agricoltura e allo sviluppo economico e culturale delle comunita’ locali. attraverso aperture, visite e momenti di approfondimento, ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche racconteranno un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attivita’ produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali, capaci di coniugare tradizione e innovazione. le dimore storiche si confermano cosi’ presi’di attivi dei territori e parte di un sistema diffuso che mette in relazione patrimonio culturale, imprese agricole e sviluppo economico locale. i dati del vii rapporto dell’osservatorio sul patrimonio culturale privato confermano il ruolo delle dimore storiche come realta’ capaci di integrare agricoltura, cultura e turismo: il 66% delle realta’ agroalimentari coinvolte nell’indagine offre attivita’ di agriturismo o altre forme di ospitalita’ rurale, mentre il 56% promuove, in modo strutturato o occasionale, percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi. la vendita diretta in azienda, indicata dal 37% dei rispondenti, si conferma inoltre il principale canale di distribuzione, rafforzando il legame tra prodotto, luogo di origine e comunita’ locale. le attivita’ prevalenti sono la coltivazione di cereali (35%) e la vitivinicoltura (26%), seguite da frutticoltura e agrumicoltura (13%), mentre olivicoltura e viticoltura rappresentano ciascuna il 9%. le collaborazioni attivate per promuovere i prodotti coinvolgono soprattutto comuni ed enti locali (22%), associazioni enogastronomiche (19%) e consorzi di tutela delle produzioni certificate (15%), confermando il ruolo delle dimore come nodi di reti territoriali che mettono in relazione imprese, istituzioni e comunita’. le dimore storiche si confermano non soltanto custodi del patrimonio culturale e delle tradizioni agricole italiane, ma anche presidi attivi di sviluppo sostenibile, attrattivita’ turistica e promozione delle eccellenze del made in italy. ‘con coltiviamo la cultura vogliamo ricordare che le dimore storiche non sono soltanto custodi di arte e memoria, ma realta’ vive, profondamente legate ai territori e alle loro attivita’ produttive. patrimonio culturale e patrimonio agricolo sono parti di un unico ecosistema, capace di generare valore economico, sociale e culturale per le comunita’. le dimore, attraverso la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni locali e la diffusione di nuove conoscenze, contribuiscono ogni giorno a tenere insieme tradizione e innovazione. sostenere questo legame significa tutelare l’identita’ dei territori e creare le condizioni perche’ questo patrimonio continui a vivere e a essere trasmesso alle generazioni future’, dichiara maria pace ODESCALCHI, presidente dell’associazione dimore storiche italiane ets. ‘la sinergia tra cultura, agricoltura e turismo consente di offrire esperienze autentiche, in cui paesaggio, storia e produzioni di qualita’ si integrano in una proposta distintiva. si mette poi a disposizione un patrimonio che include anche importanti archivi e biblioteche, custoditi nelle residenze e fonte di studio e interesse per ricercatori e cittadini. in questo contesto, confagricoltura e adsi rafforzano la propria collaborazione nella giornata dell’8 novembre con iniziative condivise e momenti di approfondimento dedicati non solo alla promozione del patrimonio storico, culturale e produttivo del paese, ma anche alla ricerca e alla scienza con uno sguardo al futuro del settore primario’, aggiunge massimiliano GIANSANTI, presidente di confagricoltura. custodire questo patrimonio significa, tuttavia, non soltanto proteggerne la memoria, ma anche interrogarsi sul suo futuro. per questo, l’edizione 2026 amplia il dialogo tra tradizione e innovazione, promuovendo all’interno delle dimore storiche, in collaborazione con confagricoltura e confagricoltura donna, un confronto sulle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e, in particolare, sulle opportunita’ offerte dal miglioramento genetico delle piante. accanto al programma di aperture diffuse, calabria, emilia-romagna e piemonte ospiteranno tre appuntamenti pilota intitolati ‘scrivere il futuro di una storia antica’. le dimore diventeranno luoghi di incontro tra cultura del territorio, ricerca scientifica e mondo produttivo, offrendo occasioni accessibili di conoscenza e confronto sulle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea. la collaborazione tra adsi e confagricoltura donna e’ stata ulteriormente consolidata dalla firma di un protocollo d’intenti, con l’obiettivo di definire un quadro di impegno continuativo a sostegno dell’imprenditoria femminile e dello sviluppo di progettualita’ condivise nei settori agricolo, culturale e turistico. ‘le dimore storiche custodiscono la memoria dei nostri territori, in molti casi anche grazie a un’attivita’ agricola viva e dinamica. a guidarle, custodirle e rinnovarle ogni giorno ci sono anche tante donne, che con competenza e visione ne accompagnano l’evoluzione. il rapporto dell’osservatorio ci ha indicato una direzione chiara: andare oltre la conservazione per dare nuove prospettive a un patrimonio unico. con questo progetto vogliamo raccontare, proprio attraverso i luoghi e le donne che li animano, una verita’ semplice ma fondamentale: la storia dell’agricoltura e’ da sempre una storia di innovazione’, commenta paola GIOVANNINI PASTI, presidente di confagricoltura donna. tra le novita’ di questa edizione figura anche la recente partnership con asi – automotoclub storico italiano, che consentira’ di ampliare ulteriormente il racconto del patrimonio rurale italiano attraverso la valorizzazione dei trattori storici e delle macchine agricole d’epoca, custoditi in numerose aziende agricole e dimore del paese. questi mezzi documentano l’evoluzione della meccanizzazione, del lavoro nei campi e delle tecniche produttive che hanno accompagnato lo sviluppo dell’agricoltura italiana nel corso del novecento”. il programma completo disponibile qui https://tinyurl.com/4w8unpdh
