SLOW FOOD, NUOVO PRESIDIO CAPPERO SELARGIUS (CA) CON VARIETA’ AUTOCTONA

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e’ il cappero di selargius, alle porte di cagliari, l’ultimo presidio slow food. quella coltivata a selargius e’ una varieta’ di capperi molto particolare. “a differenza della gran parte delle altre piante di cappero conosciute che sono striscianti, la nostra e’ un alberello, cioe’ ha un portamento eretto. negli esemplari di ottanta o cent’anni raggiunge il metro e mezzo d’altezza”, spiega marco MAXIA, 48 anni, che da venticinque anni coltiva capperi ed e’ il referente dei produttori del presidio slow food del cappero di selargius. l’altra particolarita’ della varieta’ riguarda i boccioli, cioe’ i capperi veri e propri: sono piu’ piccoli, piu’ “vuoti” e hanno quindi un peso specifico notevolmente inferiore agli altri, di circa un terzo. “negli anni ’80, quando sul mercato cominciarono ad affacciarsi i capperi nordafricani piu’ grandi, questa caratteristica venne considerata un difetto: per raccogliere un chilo di capperi nostrani ci volevano quasi duemila boccioli, rispetto agli ottocento di altre varieta’. cosi’ le piante vennero abbandonate”, spiega ancora MAXIA. l’altro produttore del cappero di selargius e’ enrico DENTONI. ora l’auspicio e’ che altri proprietari di piante ricomincino a prendersi cura dei capperi di famiglia e aderiscano al presidio. “come slow food cagliari ci siamo attivati per avviare il presidio, convinti che sia importante adoperarsi in prima persona per conservare la biodiversita’ del nostro territorio e supportare un’agricoltura sostenibile, anche contro tutte le speculazioni sul territorio agricolo”, ha detto fabrizio MASCIA di slow food cagliari, referente slow food del presidio.