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“qui a euroflora l’italia esalta la sua capacita’ progettuale e produttiva, fatta di tecnologia, ricerca applicata e innovazione. questo in un momento particolare a livello globale, in cui gli scambi internazionali sono fortemente influenzati dalle politiche usa relative ai dazi e alle barriere non tariffarie che molto incidono sui nostri prodotti agricoli e per i quali chiediamo reciprocita’”: lo ha detto il presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI, in visita ufficiale ad euroflora di genova insieme al direttore generale CAPONI. “a euroflora l’organizzazione e’ presente con un ampio spazio che ospita incontri, convegni e attivita’ didattiche a cura della liguria. un’occasione che va oltre il comparto e abbraccia i grandi temi dell’agricoltura: i mercati, il ricambio generazionale, il cambiamento climatico. focus approfonditi con enti e istituzioni”, spiega un comunicato di confagricoltura. “gli operatori dicono che nel 2050 la liguria avra’ il clima che oggi ha marrakech. questo significa tropicalizzazione, innalzamento delle temperature, siccita’ e, parallelamente, fenomeni alluvionali piu’ frequenti. di qui la necessita’ di trovare soluzioni innovative per mantenere il patrimonio verde, renderlo piu’ resistente per permettere a tutti di continuare a beneficiarne. il settore florovivaistico italiano vale 3,14 miliardi di euro, che rappresentano il 4,7% del valore della produzione agricola totale. l’italia e’ il terzo principale paese produttore della ue dopo paesi bassi e spagna. l’export e’ di circa 1,2 miliardi (pari all’1,4% dell’export agroalimentare totale), con francia, paesi bassi e germania i principali mercati di sbocco”, prosegue confagricoltura. “la qualita’ delle nostre produzioni e’ apprezzata in tutto il mondo. gli stati uniti, benche’ non siano il nostro primo mercato, rappresentano una piazza importante per il comparto delle fronde. i dazi colpirebbero questo settore, che sta ancora patendo da anni la mancanza del mercato russo. l’italia vanta tuttavia una tradizione secolare nel campo dell’ibridazione, che nel tempo ha portato a nuove varieta’ oggi presenti nel mondo. ad esempio, la maggior parte delle rose coltivate in centro america sono di ibridazione italiana; cosi’ anche per i garofani e gli anemoni. per i ranuncoli abbiamo individuato cloni che, dall’italia, sono entrati sul mercato con una nuova varieta’ nata proprio qui in liguria”, ha spiegato il presidente della federazione nazionale florovivaismo luca DE MICHELIS.