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“la principale preoccupazione sulla firma dell’accordo tra ue e mercosur riguarda la disparita’ tra gli standard produttivi, sanitari e ambientali che penalizzerebbe i prodotti d’eccellenza del territorio italiano rispetto a quelli sudamericani che, in molti casi, adottano modelli produttivi semplificati e quindi piu’ economici. in particolare, i risicoltori piemontesi denunciano il rischio di una concorrenza insostenibile da parte delle grandi estensioni produttive dell’uruguay e cio’ costituisce una fonte di seria inquietudine nelle aree della nostra regione dove la coltura del riso rappresenta oltre il 70% dell’economia rurale ed e’ vitale per la tenuta sociale e ambientale del territorio”, informa un comunicato di confagricoltura piemonte. “l’apertura indiscriminata dei mercati a prodotti che non rispettano le rigide normative europee in materia di fitofarmaci e sostenibilita’ rischia di portare al collasso intere filiere, in particolare quelle dei cereali e delle carni bovine, generando di fatto un forte squilibrio di condizioni di concorrenza e competitivita’”, afferma enrico ALLASIA, presidente di confagricoltura piemonte.

