VINCENZI (ANBI), FRONTE COMUNE PER CONTRASTARE CRISI CLIMATICA E PER FAVORIRE CULTURA ACQUA

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“puo’ sembrare cosa ovvia, ma nell’italia delle gelosie burocratiche, e’ un significativo passo avanti nell’interesse dei territori e delle comunita’ locali”. lo afferma in un comunicato stampa francesco VINCENZI, presidente dell’ associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (anbi), commentando il protocollo d’intesa firmato a firenze fra anbi, regione toscana, autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale ed anbi toscana che vede come principali attivita’: salvaguardia del suolo, mitigazione del rischio idrogeologico, tutela e gestione della risorsa idrica. “quanto sottoscritto – continua VINCENZI – avvia un’esperienza pilota di integrazione fra le competenze presenti nel capitale umano di tutti i soggetti firmatari: riteniamo che sia questo il primo obiettivo da perseguire, affinche’ si concretizzino programmi per aumentare la resilienza dei territori di fronte all’incedere della crisi climatica. fra i temi, oggetto dell’accordo, esemplari delle nuove problematiche e sensibilita’ emergenti nella gestione della risorsa idrica sono la gestione coordinata delle zone ripariali, l’attivita’ di monitoraggio e raccolta delle plastiche presenti nei corsi d’acqua, la promozione dei contratti di fiume, di lago, di costa, di falda: sono tutti temi, che vedono da tempo impegnati i consorzi di bonifica e che ora sono affermati come patrimonio comune. contiamo che questo modello, ampliando quanto gia’ previsto da normative nazionali, possa essere replicato in altre regioni italiane. ce n’e’ assoluto bisogno, perche’ l’italia e’ un hub della crisi climatica come dimostrano le emergenze meteo e idrogeologiche nel sud italia, ma anche l’insufficiente manto nevoso al nord”. “un accordo – dichiara il presidente della regione toscana, eugenio GIANI – che segna una pietra miliare nella collaborazione fra diversi soggetti istituzionali in funzione di un coordinamento, in grado di produrre risultati sempre piu’ efficaci”. “tra le attivita’ di interesse comune previste dal protocollo – prosegue il comunicato – c’e’ la gestione delle risorse idriche a fini irrigui con l’impegno a collaborare per garantire la disponibilita’ per le colture anche nei periodi piu’ siccitosi, consentendo l’accumulo d’acqua e contribuendo cosi’ a mitigare eventuali ondate di piena, nonche’ a ricaricare la falda”. “e’ indispensabile – spiega gaia CHECCUCCI, segretario generale dell’autorita’ di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale – promuovere sistemi innovativi di riuso delle acque reflue ed anche di gestione dei sedimenti, per i quali l’autorita’ di bacino distrettuale ha avviato una collaborazione con l’universita’ di firenze, attivando studi su aste pilota dei fiumi arno, ombrone grossetano, serchio e magra”. “il ruolo dei consorzi di bonifica – evidenzia paolo MASETTI, presidente di anbi toscana – e’ strategico nel concretizzare i grandi obbiettivi di sostenibilita’ ed ora abbiamo uno strumento che garantisce uniformita’ d’azione; in questo scenario, i nostri enti consortili apportano l’esperienza concreta del quotidiano lavoro sul territorio, essenziale per passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione”. “si tratta di un protocollo quadro, che riunisce tutti gli enti, che operano nella difesa del suolo e nella gestione delle acque – conclude fabio ZAPPALORTI, direttore generale di anbi toscana -. oggi piu’ che mai, visti i cambiamenti climatici, e’ necessario lavorare in modo sinergico: un aspetto, che in toscana viene ora ulteriormente rafforzato”.