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FRUIT LOGISTICA: CSO ITALY, ALLA COLLETTIVA
ITALIANA A BERLINO IL PUNTO SUL SETTORE

un comunicato stampa del cso rende noto che “stabilita’ del governo, sicurezza alimentare, attenzione alla legalita’, rafforzamento del sistema produttivo. l’impegno messo a terra per l’agricoltura italiana e’ senza precedenti: ‘nessun governo nella storia della repubblica ha impegnato 8,9 miliardi di euro nel settore primario con l’obiettivo di garantire innazitutto l’efficientamento delle aziende. abbiamo garantito una stabilita’ istituzionale senza precedenti, diventando interlocutori credibili e ascoltati nei confronti dell’unione europea e in ambito internazionale. abbiamo un’italia che fa sistema ed il settore dell’ortofrutta ne e’ un esempio. la qualita’ e la sicurezza alimentare offerte dalle produzioni nazionali sono uniche a livello mondiale. grazie all’azione di governo abbiamo recuperato sui tagli previsti dalla pac 10 miliardi di euro e portato l’accordo ue-mercosur a condizioni ottimali. abbiamo aperto all’immigrazione legale, che ci garantisce manodopera, e ci battiamo perche’ i produttori abbiano gli strumenti indispensabili a combattere malattie e parassiti delle piante, convinti che le nostre produzioni garantiscano il consumatore piu’ di qualsiasi prodotto di importazione’. e’ quanto ha dichiarato il ministro francesco LOLLOBRIGIDA , intervenuto all’inaugurazione della collettiva italy (30 grandi aziende, mille mq), promossa da cso italy in collaborazione con fruitimprese, nell’ambito di fruit logistica 2026.di fronte a lui una platea di grandi nomi dell’ortofrutta italiana e presenze istituzionali, a partire da edmondo CIRIELLI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal presidente dell’ice matteo ZOPPAS e dall’ambasciatore d’italia a berlino, fabrizio BUCCI, da assessori regionali all’agricoltura come gianluca GALLO della regione calabria. l’intervento del ministro e’ stato preceduto dagli interventi del presidente di cso italy paolo BRUNI, del presidente di fruitimprese marco SALVI, del presidente di apo conerpo davide VERNOCCHI, del presidente di nomisma paolo DE CASTRO, del capo dipartimento del masaf felice ASSENZA. due temi su tutti: gli strumenti indispensabili a combattere le fitopatie con la richiesta di uno scenario europeo di condizioni comuni tra i paesi membri e gli sviluppi di attualita’ in tema di pratiche sleali. e il punto sul settore ortofrutta, ben evidenziato da paolo BRUNI e marco SALVI: export +8% in volume e +13% in valore nei primi 9 mesi del 2025, consumi nazionali al +5% dopo anni di cali, produzione pero’ scesa da 26 a 24 milioni di tonnellate. marco SALVI ha precisato un dato significativo sul mercato tedesco, che e’ pari al 30% dell’export italiano di ortofrutta e resta il principale mercato di sbocco: nel 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 4% a fronte di un calo sullo stesso mercato dell’export spagnolo dell’8% e dell’export greco del 4%. insomma, l’ortofrutta italiana si fa onore nel mondo; con strumenti per difendere le produzioni e con l’apertura di nuovi mercati farebbe ancora meglio. bene l’incremento di risorse per frutta nelle scuole e fondamentale il ruolo del pnrr in un contesto di mercato cambiato in modo radicale, tuttavia ‘finche’ non saranno operative le tea – ha affermato davide VERNOCCHI – dobbiamo difendere le produzioni con gli strumenti a disposizione, pena l’ulteriore perdita di ettari a disposizione della frutticoltura nazionale. vogliamo la transizione green ma c’e’ bisogno di tempo’. felice ASSENZA ha ricordato la grande crescita dei controlli fatti dall’icqrf (l’ispettorato centrale tutela qualita’ e repressione frodi) negli ultimi quattro anni in tema di pratiche sleali: controlli passati da un anno all’altro da 138 (nel 2022) a 400, a 800 e a 3.200 (nel 2025). la materia e’ tuttavia complessa. ‘la determinazione del giusto prezzo – ha sottolineato ASSENZA – richiede massima trasparenza e dati oggettivi considerata la volatilita’ del mercato dell’ortofrutta’. il coordinamento europeo sulle pratiche sleali, grazie al forte intervento dell’italia, e’ alle porte, come annunciato da paolo DE CASTRO, perche’ proprio la settimana prossima andra’ in parlamento il testo finale della direttiva europea che armonizza i controlli sulle pratiche sleali anche nei confronti dei prodotti provenienti dai paesi extra-ue. un passo avanti decisivo per la tutela del prodotto nazionale”.

FRUIT LOGISTICA: CIRIELLI, MISSIONE A BERLINO PER
PROMOZIONE AGRICOLTURA E COOPERAZIONE SVILUPPO

“si conclude oggi la missione del sottosegretario al ministero degli esteri, edmondo CIRIELLI (fdi), a berlino per consultazioni bilaterali con la ministra di stato agli affari esteri serap GULER e con il sottosegretario di stato alla cooperazione internazionale niels ANNEN. con un focus sulle priorita’ comuni in materia di cooperazione allo sviluppo, assistenza umanitaria e gestione dei flussi migratori, con particolare attenzione all’africa, al sahel e al medio oriente, la missione si inquadra nell’ambito del rafforzamento del dialogo bilaterale annunciato in occasione del vertice intergovernativo del 23 gennaio scorso”. lo rende noto un comunicato del ministero che cosi’ prosegue: “nel corso degli incontri, CIRIELLI ha ribadito la centralita’ dell’africa quale priorita’ strategica della politica estera e della cooperazione italiana, in coerenza con il piano mattei e con il processo di roma su sviluppo e migrazioni. e’ stata altresi’ confermata la volonta’ dell’italia di mantenere sostanzialmente stabili le risorse destinate alla cooperazione e allo sviluppo, favorendo progettualita’ congiunte italo-tedesche in settori di comune interesse. le parti hanno condiviso l’esigenza di superare approcci assistenzialistici, privilegiando interventi orientati allo sviluppo sostenibile, alla creazione di occupazione e al rafforzamento dei partenariati pubblico-privati. a margine degli impegni istituzionali, il sottosegretario ha visitato la fiera internazionale fruit logistica, principale appuntamento globale per il settore ortofrutticolo e la logistica connessa, incontrando le numerose imprese italiane presenti e visitando lo stand dell’ice. CIRIELLI e’ inoltre intervenuto all’evento ospitato dall’ambasciata d’italia dedicato alle sfide del comparto ortofrutticolo, sottolineandone il ruolo strategico non solo sotto il profilo economico, ma anche quale elemento identitario della produzione italiana nel mondo”.

FRUIT LOGISTICA: CONFAGRICOLTURA, ORTOFRUTTA ITALIANA
SPINGE SU EXPORT MA PESANO CLIMA E GEOPOLITICA

“si chiude oggi a berlino fruit logistica, la fiera in cui l’ortofrutta di tutto il mondo si da’ appuntamento per la tre-giorni di business dedicata in particolare alle innovazioni di processo e di prodotto e al rafforzamento degli scambi commerciali internazionali”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura che cosi’ prosegue: il sipario cala su un’edizione dinamica, benche’ il gelo abbia fatto cancellare numerosi voli su berlino e influito sul numero delle presenze del secondo e terzo giorno. confagricoltura, con uno stand animato in particolare dalle unioni di salerno e di latina, ha focalizzato l’attenzione sul confronto tra imprenditori, enti e istituzioni, con la partecipazione di personalita’ di spicco del mondo economico e politico, affrontando anche alcune tematiche che riguardano molto da vicino il comparto ortofrutticolo, come la manodopera e gli effetti del clima sulle produzioni che si inseriscono in uno scenario globale sempre piu’ complesso. sono intervenuti il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA, il presidente dell’agenzia ice matteo ZOPPAS, l’ambasciatore italiano a berlino fabrizio BUCCI, oltre al presidente nazionale di unioncamere andrea PRETE. per confagricoltura il presidente massimiliano GIANSANTI, il direttore generale roberto CAPONI, il componente della giunta nazionale paolo MELE, oltre a numerosi dirigenti e imprenditori di aziende associate. i dati del settore riportano nei primi dieci mesi del 2025 un calo delle performance in termini di volumi produttivi, a causa delle avversita’ climatiche. con 17 miliardi di euro soltanto per il fresco, l’ortofrutta rappresenta comunque un quarto del totale della produzione agricola nazionale. i comparti che hanno sofferto maggiormente sono gli ortaggi, le nocciole, gli agrumi e l’uva da tavola, mentre il segmento della frutta fresca ha fatto registrare una buona progressione, non sufficiente, tuttavia, a compensare la flessione complessiva del settore rispetto al 2024 (-2,4%). aumentano le esportazioni di oltre il 6%, ma anche le importazioni, del 12,8%. la germania rimane il nostro primo mercato di sbocco, con una quota di circa il 30%. l’obiettivo e’ quindi consolidare la capacita’ competitiva delle imprese agricole sui mercati, superando il gap delle piccole dimensioni aziendali. la concorrenza dei paesi anche all’interno dell’ue e’ agguerrita, come e’ stato ribadito nei numerosi talk, e l’italia sconta ritardi e costi produttivi piu’ elevati. servono quindi misure commerciali forti, ma anche una politica agricola adeguata ad un confronto internazionale e regole europee da ripensare. dal lato delle imprese, e’ quantomai necessario agire sempre piu’ in un’ottica progettuale, avendo come partner gli istituti di credito e le istituzioni”.

FRUIT LOGISTICA: CSO ITALY, SOTTOSEGRETARIA MINISTERO
AGRICOLTURA GERMANIA BREHER VISITA AREA ITALIA

“un significativo incontro, che sottolinea il ritrovato asse italo-tedesco sui temi agricoli, ha movimentato il pomeriggio di collettiva italy a fruit logistica 2026. il ministro francesco LOLLOBRIGIDA ha infatti incontrato il segretario di stato del ministero federale dell’agricoltura silvia BREHER alla presenza del presidente di cso italy paolo BRUNI, del presidente di nomisma paolo DE CASTRO e dell’ad di filiera italia luigi SCORDAMAGLIA. un incontro cordiale in cui e’ stata condivisa l’importanza della germania per l’ortofrutta italiana (primo mercato di sbocco con una quota del 30% dell’export) e l’importanza per la germania dei prodotti agroalimentari italiani, in pieno recupero su questo mercato per le loro caratteristiche qualitative e per le garanzie al consumatore tedesco in termini di sicurezza alimentare”. lo rende noto un comunicato stampa di cso italy.

FRUIT LOGISTICA: GRUPPO ALEGRA PRESENTA
BILANCIO 2025 E PROGETTI PER 2026

“il gruppo alegra archivia il 2025 con risultati economici e produttivi di rilievo, confermando un percorso di crescita sostenuto da una stagione produttiva positiva, una filiera strutturata e una strategia orientata allo sviluppo di progetti distintivi e ad alto valore aggiunto. e’ questa la sintesi di quanto emerso nel corso dell’appuntamento ‘un caffe’ con il gruppo – oltre i dati: direzione 2026′ tenutosi a fruit logistica oggi, 5 febbraio. un momento per presentare i numeri dell’anno appena concluso: il fatturato complessivo del gruppo per il 2025 si attesta a 317,96 milioni di euro, con una composizione equilibrata tra canali: 154,79 milioni di euro sviluppati nella gdo italiana, 137,28 milioni nei mercati esteri e un canale tradizionale nazionale che, seppur piu’ contenuto, e’ stato in grado di sviluppare un giro di affari da 25,89 milioni. entrando nel dettaglio delle singole aziende che compongono il gruppo, alegra chiude il 2025 a 224,99 mln € (+19,5%), valfrutta fresco si posiziona a 30,2 mln € (+33,48%) e brio, la realta’ specializzata sul biologico, conclude l’anno solare a 62,77 mln € (+13,76%)”. lo rende noto un comunicato stampa del gruppo. “parliamo di numeri importanti, che sono anche il risultato di un’annata che ha visto i nostri soci tornare a volumi in linea con il potenziale produttivo e di un lavoro di squadra che coinvolge tutta la filiera – sottolinea mauro LAGHI, direttore generale di conserve italia e responsabile commerciale di brio -. ma soprattutto sono numeri che danno conto di una strategia chiara: continuita’ di fornitura, progetti di valore e capacita’ di rispondere alle esigenze di un mercato sempre piu’ selettivo. tra le specie principali che ci vedono vantare un elevato livello di specializzazione, spiccano risultati particolarmente significativi: il kiwi verde raggiunge un valore di 60,1 milioni di euro (+46,3%), il kiwi giallo 36,1 milioni (+46%), le nettarine 31,2 milioni (+16%), le pere 25,3 milioni (+42,2%), le ciliegie 15,9 milioni (+33%)”. “nel dettaglio – prosegue il comunicato – alegra registra 107,27 milioni di euro in gdo italia (+19,6%), 102,63 milioni sui mercati esteri (+20,3%) e 15,08 milioni nel canale tradizionale italiano (+13,1%), confermando un modello commerciale solido e ben bilanciato. per brio, la crescita superiore alla media di mercato e’ sostenuta dalla forza della filiera e dalla solidita’ della marca, a partire dal rinnovo della partnership con alce nero, che oggi genera circa un terzo delle vendite brio nella gdo italiana. prosegue inoltre il lavoro sui progetti di sviluppo, in particolare nel comparto agrumi e nelle nuove filiere emergenti”. “il 2025 ha segnato una forte accelerazione anche per valfrutta fresco – spiega enrico BUCCHI, direttore generale di valfrutta fresco -, frutto dell’ampliamento del parco clienti, del potenziamento dei progetti chiave e di un riposizionamento del brand come premium accessibile, sviluppato in sinergia con la gdo. un ruolo centrale e’ giocato dalle specie strategiche: pomodori e peperoni, che insieme valgono oltre 10,9 milioni di euro, pari al 36% del fatturato complessivo della nostra azienda. in questo contesto si inserisce anche ulisse, il nuovo pomodoro premium presentato a marca e gia’ in distribuzione in italia da poche settimane”. il 2026 si apre con prospettive di forte sviluppo per i principali progetti del gruppo. “per ondine – spiega il direttore marketing del gruppo alegra, claudia IANNARELLA – i soci della nostra cooperativa di riferimento, agrintesa, possono contare su 194 ettari, pari al 17,3% del totale dei partner europei, con una produzione attesa di 3.000 tonnellate, in crescita del 300% rispetto all’anno precedente. il 2026 sara’ caratterizzato anche da importanti investimenti sul fronte della comunicazione che vedra’ la prossima campagna commerciale approdare su importanti network nazionali. dulcis, progetto 100% italiano di cui alegra e’ tra i fondatori, raggiungera’ nel 2026 i 457 ettari coltivati e una produzione attesa di 47.000 quintali, triplicata rispetto allo scorso anno, con un gradimento crescente da parte dei consumatori, come recentemente emerso da una ricerca sviluppata da adacta international su un campione di 120 consumatori abituali di kiwi. riflettori, infine, anche su cornelio, il peperone iconico di valfrutta fresco: il 2026 segnera’ un cambio di strategia comunicativa che sara’ presentato ufficialmente a macfrut, accompagnato da uno sviluppo produttivo in nuovi areali oltre a sicilia, lazio, campania e veneto, con l’obiettivo di raddoppiare le superfici e ampliare il calendario commerciale fino a 12 mesi”. risultati importanti e obiettivi ambiziosi che poggiano su una solida base produttiva: “agrintesa ha chiuso una stagione 2025 positiva e in linea con il potenziale produttivo – spiega il direttore generale della cooperativa alegra cristian MORETTI -. il valore conferito dell’ortofrutta e’ cresciuto del +47,3% rispetto al 2023-2024, mentre il valore della produzione totale ha raggiunto 404 milioni di euro (448 milioni il consolidato). negli ultimi anni abbiamo investito oltre 11 milioni di euro l’anno in automazione e digitalizzazione affiancando investimenti strutturali negli impianti e nuovi strumenti di sostegno ai soci per il rinnovamento varietale e la difesa attiva. il nostro obiettivo resta garantire efficienza, stabilita’ e prospettive di reddito alle aziende agricole”.

FRUIT LOGISTICA: CSO ITALY, PRESENTATO COCOMERO
ITALIANO NERO SENZA SEMI ‘DOLCE PASSIONE’

“consolidare le posizioni produttive e commerciali, accrescere la produzione a 350 ettari suddivisa in 11 regioni dal centro sud a centro nord italia. performare ancora meglio del 2025, quando l’export ha superato il 50% della produzione commercializzabile (circa 10 mila tonnellate) con target europa e mercati arabi. disponibilita’ del prodotto da maggio a ottobre, confermando alla base del progetto il basso impatto ambientale, una logistica efficiente anche all’estero, l’attenzione all’innovazione e ad una qualita’ superiore. sono gli obiettivi 2026 del consorzio dolce passione, proprietario dell’anguria italiana nera senza semi dolce passione, illustrati questa mattina nell’area italy di fruit logistica da luciano TRENTINI, direttore del consorzio, in un incontro introdotto dal direttore di cso italy elisa MACCHI, che ha offerto una panoramica della produzione generale e dei consumi dell’anguria italiana”. lo rende noto un comunicato di cso italy che cosi’ prosegue: “le superfici ad anguria sono salite da 16 mila a 18 mila ettari dal 2024 al 2025 (+6%). la produzione e’ salita a 1,2 milioni di tonnellate (oltre 200t in piu’ rispetto al 2024). il lazio guida la produzione nazionale con il 20% del totale; seguono puglia (18%), campania (16%), sicilia (13%), lombardia (11%) ed emilia romagna (8%). le angurie coprono il 7% dei consumi domestici totali di frutta, i quali sono in recupero di un buon 4% tra il 2024 e il 2025. la gdo copre l’81% delle vendite, con i supermercati in testa seguiti dai discount, dagli ipermercati e, a chiudere, dalle superette. molto significativo il dato sui formati: nel 2025 le mini angurie hanno rappresentato il 60% degli acquisti, con i medi formati al 31% e le angurie tradizionali di grande formato al 9%. i prezzi, per effetto della produzione abbondante, sono calati mediamente nel 2025 del 12%”. “e’ il forte rinnovamento varietale – ha concluso MACCHI – la causa principale della ripresa dei consumi, sostenuti anche dal prezzo e dalla qualita’ elevata”. “il consorzio dolce passione – continua il comunicato – costituito da ortofrutta castello, cico mazzoni e lorenzini naturamica, e’ una vera ‘case history’ dell’innovazione dell’ortofrutta italiana e nasce nel 2023 dopo anni di valutazioni commerciali e attivita’ di sperimentazione in campo”. “da allora – ha ricordato TRENTINI – il consorzio ha continuato a credere nello sviluppo della coltivazione del cocomero midi a buccia nera contribuendo a farne crescere il consumo sul mercato nazionale ed estero. forte l’innovazione. si stanno infatti sperimentando anche altre varieta’ come le angurie mono-porzione e i frutti a polpa gialla”. hanno chiuso l’incontro i rappresentanti del consorzio, roberto CASTELLO, matteo MAZZONI e nicoletta MAGNONI. “anche quest’anno – ha detto MAZZONI – continuiamo gli investimenti nel prodotto insieme ai soci del consorzio. la presenza di una varieta’ di forma costante, proprieta’ organolettiche molto interessanti per i consumatori e una buona conservabilita’, unite ad una convinta campagna marketing e pubblicitaria, ha fatto di dolce passione un progetto dai risultati positivi”.

FRUIT LOGISTICA: CSO ITALY PRESENTA PROGETTO EUROPEO
LEMON PROMOSSO DA CONSORZIO LIMONE SIRACUSA IGP

“oltre 30 milioni di telespettatori raggiunti dagli spot ‘cattura l’essenza della sicilia’, 660 mila reazioni sui social (facebook e instagram soprattutto, ma anche linkedin), 12 milioni di contatti con adv (grazie principalmente alla promozione sui maxi-schermi delle stazioni di milano centrale, roma termini e roma tiburtina) e il successo dei lemon tour, che hanno generato 200 mila contatti in presenza. sono i dati formidabili raggiunti dal progetto lemon, promosso dal consorzio del limone siracusa igp, co-finanziato dall’unione europea e coordinato da cso italy, presentato questa mattina nell’area italy della fruit logistica di berlino, alla presenza della vicepresidente del consorzio chiara LO BIANCO, del presidente di cso italy paolo BRUNI, del direttore elisa MACCHI e da un folto gruppo di giornalisti specializzati della stampa europea”. lo rende noto un comunicato di cso italy che cosi’ prosegue: “il progetto, di durata triennale, finalizzato a promuovere la conoscenza e i consumi di un prodotto eccezionale, in particolare nei confronti dei giovani consumatori di italia, polonia e romania, dopo un’introduzione di BRUNI, e’ stato presentato da sarah BELLENTANNI di cso italy mentre daria LODI ha fatto il punto sui consumi del limone in italia. lemon il 31 marzo concludera’ il secondo anno di attivita’ e gli obiettivi sono stati centrati in pieno, promuovendo l’igp, lo spreco zero (la buccia e’ edibile, non si butta via niente) e l’immagine della sicilia e di siracusa, con il linguaggio visivo forte che sta caratterizzando la campagna. i consumi ne hanno in effetti beneficiato come ha sottolineato, dati alla mano LODI e come ha confermato LO BIANCO, che ha parlato a nome della presidente alessandra CAMPISI. nel comparto degli agrumi, che incontra qualche difficolta’, il limone e’ in controtendenza e ha raggiunto in italia il 17% del totale degli acquisti di agrumi. aggiungiamo che l’85% dei limoni acquistati ha origine italiana e che, nel nostro paese, il siracusano e’ la prima area di produzione, con una buona presenza di prodotto biologico. il limone igp in particolare presenta ottime performance ed e’ sempre piu’ apprezzato dalla grande distribuzione. lemon si concludera’ il 31 marzo 2027 e sara’ di nuovo alla ribalta la prossima estate con una nuova tornata del lemon tour che tanto successo ha avuto nelle passate edizioni”. “questo progetto – ha concluso LO BIANCO – e’ un pezzo molto importante della storia del limone di siracusa igp”.

FRUIT LOGISTICA: CONSORZIO BESTACK, SCRIGNO DEL PIRATA
DI MCGARLET VINCITORE DEL BEST FRUIT&VEG BOX

“e’ il packaging lo scrigno del pirata di mcgarlet a conquistare il podio assoluto della terza edizione del best fruit & veg box, il premio nazionale dedicato all’innovazione, alla sostenibilita’ e alla creativita’ nel packaging ortofrutticolo in cartone ondulato”. lo rende noto un comunicato di consorzio bestack, nel precisare che “la premiazione si e’ svolta a fruit logistica, nello stand di cso italy, durante la prima giornata della fiera ortofrutticola berlinese”. “promosso dal consorzio bestack con la media partnership di myfruit.it e il supporto operativo e strategico di cso italy, il concorso, riservato alle soluzioni lanciate nel corso del 2025, si conferma come un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del packaging per frutta e verdura”, conclude il comunicato.

FRUIT LOGISTICA: DREI (FEDAGRIPESCA), ORTOFRUTTA UE RISCHIA NON PIU’
SOLO QUESTIONE DI RECIPROCITA’ SERVE REVISIONE FITOFARMACI

“dieci anni fa l’italia vantava un potenziale produttivo nazionale di 26 milioni di tonnellate di ortofrutta, oggi ne produciamo circa 24,7 milioni, con colture come pere, kiwi e pesche e nettarine che hanno registrato i cali piu’ significativi. nel 2015 l’italia produceva 1,4 milioni di tonnellate di pesche e nettarine, nel 2025 la produzione si attesta sulle 884.000 tonnellate. una fotografia che fa lanciare al presidente di fedagripesca confcooperative raffaele DREI una provocazione sulla tenuta del comparto produttivo nazionale ed europeo”. lo rende noto un comunicato di fedagripesca confcooperative, che cosi’ prosegue: “‘presto la questione su cui dibattere – spiega DREI al margine della fruitlogistica in corso a berlino – non sara’ piu’ la reciprocita’ nei metodi produttivi tra l’europa e il resto del mondo, ma se noi europei saremo ancora in grado di produrre’. ‘in queste settimane in cui si e’ tanto parlato di accordi commerciali – spiega DREI – uno dei temi piu’ caldi e’ stato quello della reciprocita”. la questione e’ nota: ad oggi la frutta coltivata e lavorata in un paese come il brasile con prodotti fitosanitari vietati in europa puo’ ottenere il via libera ad entrare nel mercato comunitario, mentre per gli agricoltori europei rimane il divieto di utilizzo di determinati fitofarmaci. e’ la riprova del fatto che secondo il presidente, ‘dalla commissione europea stiano arrivando risposte ancora poco incisive alle esigenze del mondo produttivo: non registriamo al momento una reale discontinuita’ nella attuazione di scelte politiche green messe a punto nella passata legislatura. la commissione non tiene conto di un contesto che e’ radicalmente cambiato: i produttori europei utilizzano oggi, ad esempio, tecniche molto piu’ avanzate rispetto a prima e anche i mezzi tecnici sono stati via sostituiti da quelli piu’ rispettosi dell’ambiente’. a fronte di tali cambiamenti, spiega DREI, ‘la normativa che regola l’approvazione e immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari andrebbe al piu’ presto revisionata se davvero l’europa intende sanare il problema dei doppi standard, ovvero l’apertura ai prodotti coltivati con residui di pesticidi vietati in ue da un lato e la progressiva limitazione nel perimetro comunitario del numero di molecole autorizzate. una limitazione che genera effetti distorsivi sulla concorrenza e sta creando danni qualitativi e quantitativi inaccettabili per le nostre aziende’. la nostra organizzazione, spiega DREI, ‘sta portando avanti da oltre un anno un’azione di lobbying per ottenere dall’europa una rivisitazione delle attuali procedure e dei criteri di valutazione che disciplinano l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari (regolamento 1107/2009)’. l’obiettivo e’ ‘di scongiurare le perdite di ulteriori colture e filiere, conservando nel contempo un alto profilo di garanzia per la salute di consumatori ed operatori’. tra le possibili aree di miglioramento, e’ fondamentale inserire anche una valutazione solida ed articolata sull’impatto economico che si genera quando vengono revocate determinate molecole. andrebbe inoltre valutata non tanto la tossicita’ di una singola molecola, quanto piuttosto il rischio che e’ connesso al suo utilizzo, che oggi e’ limitato rispetto a un tempo, per via della notevole evoluzione nelle nuove tecnologie: l’utilizzo delle novita’ tecniche e dei moderni sistemi di applicazione mitigano infatti i rischi connessi all’uso delle molecole. l’altra priorita’, infine, e’ riuscire ad ottenere da bruxelles una armonizzazione delle regole attraverso processi autorizzativi e ri-autorizzativi con un mutuo riconoscimento automatico a livello europeo o zonale e cio’ deve valere per tutti i prodotti fitosanitari. anche in materia di usi eccezionali, se uno stato membro autorizza l’uso eccezionale di una sostanza, tale uso deve essere esteso, alle medesime condizioni, almeno agli altri paesi della medesima zona. nel provvedimento diffuso dalla commissione lo scorso dicembre, il cosiddetto ‘omnibus’, sono state incluse alcune prime proposte di modifiche del regolamento 1107, che, conclude il presidente di fedagripesca confcooperative, ‘se da un lato rappresentano una prima apertura della commissione, non sono a nostro avviso ancora sufficienti per fronteggiare le sempre piu’ gravi emergenze fitosanitarie’. tra le modifiche proposte, c’e’ stata l’introduzione dei biofarmaci, dei quali pero’ ‘andrebbe valutata la sostenibilita’ economica in termini di efficacia’, conclude DREI”.

FRUIT LOGISTICA: FINI (CIA), TUTELA REDDITO E RECIPROCITA’
SCAMBI PER DIFENDERE ORTOFRUTTA ITALIANA

“il settore ortofrutticolo italiano e’ entrato in una fase di transizione violenta. tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali, le nostre imprese non possono piu’ restare sole a gestire l’urto di un mercato globale sempre piu’ sbilanciato, senza regole comuni, senza reciprocita’ negli scambi e senza tutele adeguate per il reddito”. lo ha detto il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, all’apertura di fruit logistica a berlino. lo rende noto un comunicato della confederazione che cosi’ prosegue: “una transizione che, per cia, va governata rimettendo al centro il ruolo degli agricoltori e riequilibrando i rapporti lungo la filiera, prima ancora di affrontare i singoli dossier commerciali. perche’ l’ortofrutta non e’ una semplice voce statistica, ma il cuore pulsante del made in italy agricolo: con 18,9 miliardi di euro di valore, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, rappresenta il primo comparto nazionale e incide per un incredibile 28% sulla produzione agricola totale”. “dietro questi numeri – ha ricordato FINI- ci sono competenze, biodiversita’ e presidio dei territori. un patrimonio che il sistema paese e l’europa hanno il dovere di proteggere”. “proprio per rispondere all’attuale fase di forte instabilita’ e difendere il settore – continua il comunicato – il presidente di cia ha illustrato in fiera priorita’ e richieste strategiche dell’organizzazione per il 2026: il riequilibrio dei rapporti di filiera e la maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi sono nodi centrali per garantire un giusto reddito agli agricoltori. occorre istituire un osservatorio dei prezzi e dei costi europeo, per monitorare l’andamento dei costi agricoli e contrastare distorsioni e sperequazioni tra la remunerazione dei produttori e i prezzi allo scaffale; resta fondamentale la creazione e il rafforzamento di op e aop, le fusioni tra op, il sostegno a op transnazionali e a progetti integrati, per aumentare la massa critica sul mercato. e’ quindi necessario sburocratizzare l’accesso agli aiuti comunitari e garantire che, nella futura pac, il settore ortofrutticolo organizzato continui a ricevere un sostegno adeguato, evitando che le scelte di co-finanziamento nazionale generino distorsioni tra stati membri o tra settori all’interno di ciascun paese; serve l’applicazione delle clausole a specchio in tutti gli accordi commerciali, a partire dal mercosur, per impedire l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, fitosanitari e sociali europei. sul fronte commerciale, d’altronde, l’export ortofrutticolo italiano resta sotto pressione. se l’accordo ue-stati uniti ha evitato un’escalation tariffaria, i dazi al 15% in vigore da agosto 2025 continuano a rappresentare un freno significativo per l’ortofrutta nazionale. allo stesso tempo, per cia la crescente pressione competitiva del nord africa, con paesi come marocco ed egitto che hanno raggiunto 4,5 miliardi di dollari di export ortofrutticolo, impone all’italia un’accelerazione su innovazione, qualita’ certificata e organizzazione per mantenere la leadership nel mediterraneo. d’altra parte, pero’, il rispetto degli stessi standard dell’ue per i paesi terzi non deve essere piu’ un’opzione ma un obbligo, una condizione di equita’ per evitare che gli agricoltori italiani siano schiacciati da prodotti ottenuti con l’uso di sostanze vietate e costi del lavoro non regolamentati”. “non chiediamo protezionismo, ma regole uguali per tutti – ha concluso FINI -. in questo scenario, la fermezza diplomatica sui criteri di sicurezza e reciprocita’ deve andare di pari passo con dinamismo commerciale e innovazione. solo cosi’ il nostro settore ortofrutticolo potra’ continuare a generare valore nei territori e consolidare il proprio ruolo di traino dell’economia. non puo’ esserci alcuna transizione efficace se a pagarla sono sempre gli agricoltori”.