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“anche la corte dei conti europea da’ ragione agli agricoltori. nel suo parere sulla proposta di riforma della pac post 2027, l’organo di controllo dell’unione europea conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e da’ piena legittimazione alle nostre preoccupazioni”. lo sottolinea in un comunicato stampa il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI. “pur non essendo vincolante, il parere della corte rafforza in modo inequivocabile cio’ che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di bruxelles e strasburgo – dice FINI -. tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la pac del suo carattere comune e aprire la strada ad una pericolosa rinazionalizzazione. cosi’ si spezza un sistema che ha garantito equita’ e coesione, creando disparita’ tra comparti e tra stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”. “la commissione ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre piu’ isolata – continua FINI -. contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. l’agricoltura non e’ un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorita’ strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. senza una pac forte e realmente comune, l’europa perde uno dei suoi pilastri”.

