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“non puo’ esserci sostenibilita’ ambientale senza sostenibilita’ economica e sociale. e’ questo il principio che guida il nuovo corso di agci agroalimentare pesca e acquacoltura, che da oggi assume la denominazione agci agroittico. una scelta che nasce dalla necessita’ di rafforzare la presenza delle cooperative sul mercato, superare la frammentazione delle filiere e restituire valore aggiunto ai produttori, che sono oggi gli attori piu’ penalizzati lungo la catena agroalimentare. la nuova identita’ non e’ solo formale: rappresenta un passaggio strategico verso una filiera cooperativa piu’ integrata, capace di accorciare il percorso dal produttore al mercato, aumentare il potere contrattuale delle imprese associate e contrastare dinamiche che comprimono i redditi agricoli e ittici”, lo precisa l’organizzazione con un comunicato stampa.”abbiamo lavorato per cambiare l’atteggiamento dell’europa e lo stiamo facendo perche’ siamo una potenza. in europa e’ mancata la nostra voce che mettesse le cose a posto e in tanti ci hanno ringraziato”, ha dichiarato il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA, intervenuto questa mattina al congresso. “agci agroittico richiama l’attenzione sul rischio di una progressiva desertificazione produttiva dell’agricoltura e della pesca italiane, aggravata da filiere troppo lunghe e da un mercato che non riconosce adeguatamente il valore del lavoro primario. i dati diffusi delineano un quadro critico: nella pesca i redditi continuano a diminuire; i costi energetici arrivano a pesare fino al 70% delle uscite; la flotta italiana ha un’eta’ media superiore ai 30 anni; solo il 10% delle aziende agricole e’ guidato da under 40; su 100 euro spesi per il cibo, appena 7 restano al produttore. una situazione che, secondo agci agroittico, non e’ piu’ sostenibile perche’agricoltori e pescatori non possono essere il bancomat di ogni crisi geopolitica, energetica o ambientale”, precisa l’organizzazione. con il nuovo assetto organizzativo viene ribadito un principio fondamentale: “la produzione agricola e ittica non puo’ essere trattata come un fattore di impatto. chi lavora la terra e chi va per mare e’ il primo custode degli ecosistemi”, sottolinea il comunicato. “e’ per questo che agci agroittico sottolinea la necessita’ di politiche che distinguano tra modelli intensivi e filiere cooperative sostenibili, evitando approcci ideologici che penalizzano chi produce correttamente e in modo responsabile”, spiega il comunicato nel precisare che “l’agroalimentare e’ ormai uno strumento strategico globale. le nazioni che non mettono agricoltura e pesca al primo posto non saranno mai grandi potenze”. “agci agroittico si impegna a costruire una filiera piu’ forte, piu’ corta e piu’ competitiva, capace di riportare valore ai produttori. le priorita’ sono: difendere il reddito delle imprese, oggi schiacciato da costi crescenti e margini ridotti; contrastare la concorrenza sleale che distorce il mercato; rafforzare le filiere cooperative per superare la frammentazione e aumentare il potere contrattuale; accorciare la catena dal produttore al mercato per recuperare valore aggiunto a favore di chi produce; garantire la sovranita’ alimentare; governare la transizione ecologica senza compromettere la produzione nazionale”, conclude il comunicato. durante i lavori, oltre al ministro e la direzione di agci, sono intervenuti: francesco ROCCA, presidente regione lazio; livio PROIETTI, presidente di ISMEA; cristiano FINI, presidente di cia; tommaso BATTISTA, presidente copagri; raffaele DREI, presidente di confcooperative fedagripesca; nicola TAVOLETTA, presidente acli terra; franco MICHELINI, vicepresidente legacoop agroalimentare; francesca BIONDO, direttore federpesca; camilla LAURETI (s&d); fabrizio DE PASCALE, segretario nazionale uila pesca; patrizio GIORNI, fai cisl; antonio PUCILLO, capo dipartimento pesca della flai cgil; nicola CAPUTO, consigliere del ministro TAJANI; daniela BORRIELLO, responsabile nazionale di coldiretti pesca. inoltre in sala era presente il presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI, e grazziella ROMITO, dg pesca masaf.
