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“17,4 milioni di euro in piu’ per sostenere la zootecnia e le aree interne, sono le risorse che agea riesce a mettere a disposizione per il settore allevatoriale montano e delle aree interne in un momento in cui il prezzo di mercato e’ in discesa a causa della sovrapproduzione del nord europa. la decisione di agea rispetta i vincoli regolamentari e gli impegni previsti nel piano strategico della pac e attinge alle economie registrate per destinare risorse aggiuntive alla zootecnia. questo intervento aggiuntivo non compromette i settori beneficiari del sostegno accoppiato a superficie, ai quali e’ stato garantito il valore massimo previsto dal piano strategico della pac. questa scelta segue l’impegno dell’italia, con il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA che nell’ultimo consiglio agrifish ha rimarcato la necessita’ di agire a sostegno del settore zootecnico e del mondo del latte”, informa un comunicato di agea che cosi’ prosegue: “il ministro ha evidenziato come il comparto abbia grandi potenzialita’ ma resti inserito in un sistema molto fragile. la vulnerabilita’ deriva soprattutto da fattori esterni alla filiera, che incidono direttamente sui costi di produzione e sul prezzo del latte. per questo, l’italia ha chiesto all’ue una strategia complessiva di intervento anche per il lattiero-caseario. agea, dunque, ha emanato la circolare n.45783 del 27 maggio 2026 relativa ai saldi definitivi della domanda 2025 con cui si da’ attuazione dell’indirizzo di politica agricola indicato proprio dal ministero: sostenere in modo concreto i settori strategici piu’ esposti, con particolare attenzione alla zootecnia e al sistema allevatoriale delle aree montane e interne, presidio essenziale per la sostenibilita’ economica, sociale e ambientale dei territori. in particolare, le risorse a disposizione sono state indirizzate al latte bovino in zone di montagna, con un aumento del 14% rispetto alla precedente circolare di aprile scorso rispetto alla precedente circolare di aprile scorso – da 109,90 a 125,68 euro/capo. si tratta di un segnale importante a favore di un modello allevatoriale che contribuisce non solo alla produzione agricola, ma anche al presidio del territorio, alla prevenzione dell’abbandono, alla tutela del paesaggio, salvaguardando la sostenibilita’ economica minacciata da incrementi dei costi di produzione e un calo dei prezzi. l’attenzione al settore zootecnico e’ evidenziata anche tramite l’intero eco-schema 1 che ha beneficiato anch’esso di un incremento del 6% rispetto ad aprile scorso. l’aumento ha riguardato sia il livello 1, che prevede la riduzione dell’uso di antibiotici, sia il livello 2, che valorizza l’adesione al sistema di qualita’ per il benessere animale e il pascolamento. per il livello 2, tale incremento si cumula al rilevante aumento disposto gia’ ad aprile, che aveva consentito di raggiungere l’importo piu’ elevato finora registrato nell’ambito della pac 2023-2027, con un +47% per i bovini – da 114,08 a 178,08 euro/uba (unita’ bovini adulti) – e un +110% per i suini – da 99,89 a 222,60 euro/uba. un risultato, questo, che rafforza una zootecnia orientata alla sostenibilita’, alla qualita’ delle produzioni e al miglioramento delle pratiche di allevamento. nelle scelte rientra anche la soia: questa, infatti, ha beneficiato delle economie registrate nell’ambito della tipologia di intervento per le colture proteiche. l’incremento del 2% sancito oggi, si cumula a quello di aprile scorso (+13%) e conferma l’attenzione verso filiere rilevanti per l’autonomia produttiva e per il rafforzamento della sostenibilita’ complessiva del sistema zootecnico”.
