PORTO PESCA PESCHERECCI CALABRIA

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“per garantire il futuro della pesca europea, il reddito delle marinerie e il diritto dei cittadini al cibo sano e sicuro, serve un cambio di passo da parte della commissione europea, riservando almeno 7,3 miliardi del bilancio per la prossima politica comune della pesca (pcp) ed evitando il pericolo di un accorpamento in un fondo unico. e’ l’appello lanciato da coldiretti nel corso del confronto a bruxelles con la presenza di euroroparlamentari, tecnici e addetti del settore. un momento di confronto sul futuro della pesca, in vista della definizione del quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e della riforma della pcp. una dotazione finanziaria adeguata e’ essenziale per consentire alle imprese ittiche di rispondere alle sfide epocali della transizione ecologica (decarbonizzazione della flotta, attrezzi e motori innovativi a minor impatto), di favorire il ricambio generazionale, che oggi e’ ai minimi storici, e di mantenere intatta la competitivita’ sui mercati globali”, informa un comunicato di coldiretti che cosi’ prosegue: “‘la piccola pesca rappresenta circa il 70% della flotta e le nuove regole dovrebbero basarsi su dati concreti e valutazioni d’impatto, non su approcci ideologici – ha evidenziato luigi SCORDAMAGLIA, ad filiera italia, capo area mercati, internazionalizzazione e politiche europee di coldiretti -. negli ultimi dieci anni la flotta italiana si e’ ridotta del 40%, passando da oltre 11.000 a poco piu’ di 9.000 imbarcazioni. un’ulteriore contrazione rischierebbe di compromettere l’autonomia alimentare del paese e di aumentare le disuguaglianze sociali, limitando l’accesso dei cittadini con minore capacita’ di spesa a prodotti ittici di alto valore nutrizionale provenienti dalla pesca e dall’acquacoltura europea’. ‘la tutela del settore passa anche dalla ‘revisione delle norme di gestione della pesca – pacchetto omnibus’ dove serve un approccio diverso rispetto a politiche che sino ad oggi si sono basate su tagli drastici e restrizioni speso prive di motivazioni scientifiche – ha sottolineato daniela BORRIELLO, responsabile nazionale di coldiretti pesca -. solo nell’ultimo biennio, le giornate di pesca nel mediterraneo sono calate di oltre il 15%, mettendo a rischio migliaia di pescherecci e famiglie. per ogni scelta bisogna quantificare con esattezza i costi sociali in termini di perdita reale di posti di lavoro a bordo, la contrazione del fatturato aziendale e il conseguente declino dei nostri territori costieri sia dal punto di vista economico che di quello del mantenimento della presenza dell’uomo. per ogni euro generato direttamente dalle imbarcazioni, se ne attivano fino a 2,5 nell’indotto economico locale’. ogni misura va poi assunta gradualmente, per consentire una reale pianificazione industriale a medio-lungo termine, e accompagnata da una semplificazione burocratica radicale per non gravare le imprese di adempimenti inutili che aumentano i costi di gestione. occorre inoltre prevedere misure assicurative e di sostegno mutualistiche costruite secondo le caratteristiche del settore ittico, e ‘corridoi azzurri’ per i lavoratori che consentano di poter imbarcare mano d’opera regolare e qualificata proveniente anche da paesi extra ue. l’altro passo fondamentale nell’ambito della politica comune della pesca e’ il sostegno all’acquacoltura, un settore che in italia e’ arrivato a valere mezzo miliardo di euro e che deve diventare l’altro pilastro della nostra sovranita’ alimentare. coltivare l’acqua significa garantire cibo sicuro, ridurre la dipendenza dalle importazioni estere e offrire una risposta concreta alla crisi energetica e all’aumento dei costi generali che colpisce i nostri impianti. le risorse per l’acquacoltura della futura pcp devono dunque essere destinate in modo prioritario alla tutela della competitivita’ e alla modernizzazione degli allevamenti, definendo norme giuridiche ad hoc che valorizzino le specificita’ di chi opera nelle acque interne e marittime. oltre a SCORDAMAGLIA e BORRIELLO al confronto hanno preso parte romano MAGRINI, capo area lavoro di coldiretti, giuseppe LUPO, deputato e promotore dell’iniziativa, l’ambasciatore marco CANAPARO della rappresentanza permanente d’italia presso l’ue, ivan lopez VAN DER VEEN, rappresentante dell’european bottom fishing alliance (ebfa), elena GHEZZI, rappresentante del copa-cogeca, fulvio GIUGLIANO, responsabile di coldiretti pesca, dovile VAIGAUSKAITE, capo unita’ d3 della direzione generale per gli affari marittimi e la pesca della commissione europea (dg mare), roberto CO’, maricoltore fondatore e amministratore delegato di aqua s.r.l., doriano CAMPLONE, operatore del settore della pesca adriatica, oltre agli europarlamentari stefano BONACCINI (pd), salvatore DE MEO (fi), silvia SARDONE (lega), michele PICARO (fdi), paolo INSELVINI (fdi) e raffaele TOPO (pd). kostas KADIS, commissario europeo per la pesca e gli oceani, francesco LOLLOBRIGIDA, ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, carmen CRESPO, presidente della commissione pesca del parlamento europeo, e carlo CICCIOLI (fdi) hanno inviato un videomessaggio. arianna GIULIODORI, direttrice ufficio bruxelles di coldiretti, ha moderato i lavori”.