PARLAMENTO EUROPEO UE EU SEDE DI STRASBURGO EUROPARLAMENTO AULA

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“con una scelta del tutto incomprensibile, e che rischia di relegare l’agricoltura a un ruolo marginale all’interno del principale strumento europeo per la competitivita’, i co-relatori della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (itre), christian EHLER e dan NICA, che guidano i negoziati sul fondo europeo per la competitivita’ (ecf), stanno promuovendo un’impostazione che non riconosce adeguatamente il valore strategico del settore agroalimentare europeo”. lo rende noto un comunicato stampa di filiera italia che cosi’ prosegue: “questa la posizione di filiera italia e coldiretti contenuta in una lettera inviata oggi ai relatori per lanciare l’allarme sull’orientamento che sta emergendo nei lavori della commissione industria, ricerca ed energia (itre). nella lettera si evidenzia il rischio che l’attuale impostazione dei compromessi finisca per relegare agricoltura e agroalimentare a un ruolo marginale, nonostante rappresentino settori strategici per la sicurezza alimentare, la resilienza delle filiere, la crescita economica e l’autonomia strategica dell’unione europea. ‘vorremmo ricordare a chi sostiene questa visione, che l’agricoltura e l’intera filiera agroalimentare rappresentano la prima filiera produttiva d’europa e uno dei principali asset su cui costruire il futuro economico e strategico dell’unione’ commenta luigi SCORDAMAGLIA, amministratore delegato di filiera italia. mentre il manifatturiero europeo – sottolineano filiera italia e coldiretti – ha perso circa un milione di posti di lavoro nell’ultimo anno e ha visto crescere del 30% le importazioni dalla cina, la filiera agroalimentare ha registrato oltre 300.000 occupati in piu’ e continua a segnare risultati record nelle esportazioni. nella lettera si chiede quindi che il fondo riconosca pienamente il contributo del comparto alla competitivita’ europea, sostenendo priorita’ fondamentali come la sicurezza alimentare, la resilienza idrica, gli investimenti negli stoccaggi strategici, lo sviluppo della bioeconomia e delle biotecnologie e la digitalizzazione delle aree rurali. ‘contrasteremo con determinazione chi continua a considerare il sostegno all’agroalimentare una forma di assistenzialismo. e’ vero esattamente il contrario: investire in questo settore significa rafforzare competitivita’, occupazione e autonomia strategica europea. chi propone questa impostazione deve assumersene la responsabilita” concludono le associazioni”.