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“ripristinare con urgenza i finanziamenti nazionali per i danni indiretti subiti dalle imprese della filiera suinicola a causa delle restrizioni per la peste suina africana (psa). e’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura, alessio MAMMI, in una lettera indirizzata al ministro dell’agricoltura e della sovranita’ alimentare, francesco LOLLOBRIGIDA, alla commissione politiche agricole nazionale e al commissario straordinario alla peste suina africana”. lo rende noto un comunicato della regione emilia-romagna, che cosi’ prosegue: “al centro della richiesta lo stop dei contributi statali: dal mese di agosto 2025 non risultano piu’ infatti stanziate risorse per coprire i danni indiretti derivanti dall’applicazione delle misure sanitarie di contenimento ed eradicazione subiti dal 1° novembre 2024. una situazione critica per un settore che da oltre 20 mesi si trova a fare i conti con una erosione dei margini economici. il sostegno statale, spiega MAMMI nella lettera, finora ha visto due stanziamenti, per un totale di 50 milioni di euro: il primo di 25 milioni di euro (per i danni fino al 30 novembre 2023) il secondo (per i danni fino al 31 ottobre 2024) con uno stanziamento di pari risorse. non sono stati previsti ulteriori fondi per i danni subiti dal 1° novembre 2024 ad oggi, mentre nel corso del 2025 la mappa dei contagi tra cinghiali selvatici e suini domestici si e’ ulteriormente ampliata, allargando inevitabilmente le zone di restrizione con un coinvolgimento maggiore di allevamenti e stabilimenti di trasformazione nel paese. ‘abbiamo scritto al governo perche’ la psa e’ un’emergenza del paese che richiede risposte nazionali e continuative – afferma l’assessore regionale all’agricoltura, alessio MAMMI -. nonostante gli sforzi profusi negli ultimi quattro anni dal commissario straordinario e dalle regioni, l’evidenza ci dice che la diffusione del virus purtroppo non diminuira’ nel breve periodo. ci sono aziende che da quasi due anni lavorano in condizioni di marginalita’ ridotta o sotto i costi di produzione. stiamo parlando di un patrimonio importante che riguarda l’intera filiera zootecnica nazionale, con ripercussioni economiche ed occupazionali importanti’. in questo contesto, spiega MAMMI nella lettera, l’emilia-romagna continua a fare la propria parte sul fronte della prevenzione. attraverso i bandi regionali dedicati alla biosicurezza degli allevamenti, la regione ha gia’ sostenuto circa 180 aziende, permettendo il finanziamento e la realizzazione di barriere e interventi strutturali concreti per minimizzare il rischio di ingresso del virus negli allevamenti. ‘il nostro piano di investimenti sulla biosicurezza prosegue senza sosta – conclude MAMMI – ma lo sforzo dei nostri allevatori deve essere accompagnato da quello dello stato. chiediamo al governo l’adozione immediata di misure straordinarie e lo stanziamento di nuove risorse per coprire i danni indiretti post-novembre 2024. sostenere l’economia delle imprese oggi significa salvare il patrimonio agroalimentare del paese’.”.