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“a poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi piu’ gravi della sua storia recente. confagricoltura segnala, infatti, che le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoche’ ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, rimangono insostenibilmente elevati”, informa un comunicato della confagricoltura che cosi’ prosegue: “in questo contesto di assoluta emergenza, confagricoltura, unapol e assofrantoi, rinnovano la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidita’, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna. la situazione e’ ormai arrivata a un punto di non ritorno. bene hanno fatto le regioni puglia e calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. molti frantoi operano con i depositi ancora pieni e con gravi difficolta’ di accesso al credito. sono tanti i produttori che si interrogano sulla possibilita’ stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato ne’ di coprire i costi di produzione. il rischio concreto e’ che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera. l’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del paese. lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli piu’ rappresentativi del made in italy agroalimentare. confagricoltura, unapol e assofrantoi auspicano che nelle prossime settimane arriveranno interventi concreti e tempestivi”. le richieste di confagricoltura, unapol e assofrantoi disponibili qui https://tinyurl.com/yk77zbxu