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con una risoluzione adottata giovedi’ con 368 voti favorevoli, 172 contrari e 69 astensione il parlamento europeo auspica “una revisione ambiziosa, mirata e tempestiva’ della politico comune della pesca per risolvere le carenze emerse nella prima valutazione del regolamento della riforma del 2013, mantenendo al contempo gli obiettivi di sostenibilita’ ambientale ed economica. la risoluzione esorta la commissione europea a presentare, entro la fine del 2026, un pacchetto di semplificazione legislativa che riguardi tutte le questioni sollevate. infatti il contesto economico, sociale, ambientale e geopolitico che ha portato alla riforma della pcp del 2013 e’ ‘cambiato radicalmente”, indica la risoluzione e dunque per affrontare le sfide legate all’attuazione dell’obbligo di sbarco per le catture miste e al problema delle cosiddette ‘specie di strozzatura’ (choke species), gli eurodeputati chiedono strumenti di gestione alternativi, tra cui sistemi migliorati di gestione delle quote, pool di quote, misure per mitigare le catture accessorie e scambi tra paesi dell’ue e organizzazioni di produttori. gli eurodeputati sottolineano la necessita’ di maggiore coerenza e uniformita’ per evitare duplicazioni e oneri amministrativi. la risoluzione chiede inoltre norme flessibili per la pesca artigianale e su piccola scala, per i produttori dell’acquacoltura e per le piccole e medie imprese, tenuto conto della loro limitata capacita’ amministrativa. la risoluzione evidenzia la necessita’ di sostenere la modernizzazione e il rinnovamento della flotta peschereccia dell’ue. cio’ consentirebbe di migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro a bordo, aumentare l’efficienza energetica delle imbarcazioni e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. tali riforme potrebbero inoltre avere un impatto positivo sulla competitivita’ e sulla sicurezza del lavoro, oltre ad attrarre pescatori piu’ giovani. per ridurre le catture indesiderate, gli eurodeputati sollecitano incentivi agli investimenti in tecnologie di pesca in grado di migliorare la selettivita’. preoccupato per le modalita’ con cui i pareri scientifici vengono tradotti in decisioni gestionali, il parlamento ribadisce la necessita’ di maggiore trasparenza e coerenza su questo fronte. gli eurodeputati chiedono un approccio alla gestione della pesca nell’ue basato su dati scientifici, pareri scientifici migliori e un’azione piu’ coordinata per il ripristino degli stock ittici, ad esempio nel mar baltico. accogliendo con favore la consultazione avviata dalla commissione sul piano pluriennale per la pesca agli stock demersali nel mediterraneo occidentale, gli eurodeputati sollecitano urgenti ‘miglioramenti legislativi’. sottolineando la necessita’ di una maggiore equita’ nel mercato dell’ue per la pesca e l’acquacoltura, gli eurodeputati evidenziano l’esigenza di condizioni di parita’ tra i produttori dell’ue e quelli dei paesi terzi e sostengono una revisione del regolamento sull’organizzazione comune dei mercati, al fine di garantire che i prodotti importati siano soggetti a norme e requisiti equivalenti a quelli applicabili ai prodotti dell’ue. nella risoluzione, il parlamento chiede di proseguire nella semplificazione dell’accesso ai finanziamenti dell’ue nell’ambito del fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (feampa). il testo rileva inoltre che il feampa dovrebbe rimanere uno strumento specifico e adeguatamente finanziato a sostegno della politica comune della pesca (pcp).

