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“‘l’europa ha gia’ pagato un prezzo molto alto per le proprie dipendenze strategiche. non possiamo commettere lo stesso errore con il cibo’, ha detto l’amministratore delegato di filiera italia e presidente di eat europe, luigi SCORDAMAGLIA, al parlamento europeo, nel corso di un incontro nella giornata di ieri dedicato a food security e competitivita’ al quale hanno partecipato il commissario europeo per l’agricoltura christophe HANSEN e il ministro italiano dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA oltre a vari europarlamentari”. lo rende noto un comunicato di filiera italia. “non possiamo imporre standard sempre piu’ rigorosi agli agricoltori e alle imprese alimentari europee consentendo al contempo a importazioni prodotte secondo standard inferiori di competere liberamente sul nostro mercato”, ha affermato SCORDAMAGLIA, che ha proseguito: “le stesse regole devono valere per chiunque voglia accedere al mercato europeo. reciprocita’ vuol dire mantenere bloccate le carni dal brasile per tutto il tempo necessario a verificare l’utilizzo corretto di antibiotici ed ormoni nell’allevamento di quel paese. vuol dire bloccare i prodotti delle cosiddette aziende ‘zombie’ cinesi che producono in perdita grazie solo alle sovvenzioni che ricevono dal governo cinese”. “il fondo per la competitivita’ non puo’ diventare semplicemente un altro strumento per finanziare il riarmo”, ha detto SCORDAMAGLIA, secondo cui “la difesa e’ importante, ma la sicurezza europea riguarda anche il cibo, l’acqua, l’energia e la capacita’ produttiva. se vogliamo che domani i consumatori europei possano avere accesso ad alimenti sicuri e di alta qualita’, dobbiamo garantire che oggi i produttori europei rimangano competitivi”. “abbiamo gia’ contestato i tentativi, compresi quelli portati avanti dal relatore al parlamento europeo, di escludere l’agricoltura dal fondo con l’ottusa motivazione del ‘voi avete gia’ i soldi della pac’, l’europa ha gia’ imparato quanto costano le dipendenze strategiche. facciamo in modo che il cibo non sia la prossima”, ha concluso l’amministratore delegato di filiera italia.

