GERARDO DIANA PRESIDENTE ARANCIA ROSSA DI SICILIA

(riproduzione riservata)

“dai padiglioni di fruit attraction, il grande appuntamento internazionale dell’ortofrutta di madrid, il consorzio di tutela arancia rossa di sicilia igp lancia un allarme sulla concorrenza controstagionale che interessa uno dei simboli dell’agrumicoltura siciliana e quindi italiana nel mondo”. lo rende noto un comunicato del consorzio di tutela arancia rossa di sicilia igp, che cosi’ prosegue: “quando mancano ancora circa due mesi all’avvio della campagna relativa all’igp, in diversi supermercati sono infatti gia’ comparse arance pigmentate sfuse o confezionate in rete, ma non si tratta di produzione italiana extra-precoce, bensi’ di frutti provenienti dall’emisfero sud, in particolare dal sudafrica e nei mercati all’ingrosso e’ segnalata anche la presenza di prodotto australiano. la strategia commerciale e’ quella di anticipare di alcuni mesi una referenza fortemente identificata con l’inverno italiano, immettendo sul mercato un prodotto controstagionale attraverso importatori nazionali o filiali italiane di grandi operatori internazionali. ‘da madrid, dove il settore ortofrutticolo internazionale si e’ appena confrontato su mercati, innovazione e sostenibilita’, chiediamo che questa situazione non venga sottovalutata – dichiara il presidente del consorzio di tutela arancia rossa di sicilia igp, gerardo DIANA – non contestiamo il commercio internazionale, anzi siamo convinti che la concorrenza sia un valore aggiunto nei confronti della crescita della qualita’, ma rivendichiamo regole chiare, controlli rigorosi e condizioni eque affinche’ il consumatore sia nella condizione per poter distinguere immediatamente origine, stagionalita’ e trattamenti del prodotto che acquista, perche’ non e’ accettabile che l’immagine costruita in decenni dall’agrumicoltura siciliana venga utilizzata per rendere equivalenti frutti che equivalenti non sono per provenienza, filiera e modalita’ di gestione post-raccolta’. in particolare, la varieta’ indicata in etichetta e’ tarocco. e’ sul retro della confezione, pero’, che emerge l’elemento piu’ rilevante: sulla rete da un chilogrammo viene specificato che la buccia non e’ edibile e sono dichiarati trattamenti post-raccolta che non sarebbero autorizzati sulla frutta in italia (principi attivi ad azione fungicida come fludioxonil registrato solo per l’uso in campo, azoxystrobin non registrato per utilizzi sull’agrumicoltura e pyrimethanil registrato solo per l’uso post raccolta). pur non equivalendo di per se’ a una violazione delle norme, questa indicazione evidenzia, secondo il consorzio, una profonda asimmetria competitiva e informativa. il confronto non riguarda soltanto l’origine geografica, ma anche i metodi di produzione, i trattamenti consentiti, la durata dei trasporti e la piena consapevolezza del consumatore al momento dell’acquisto. la somiglianza visiva con il tarocco siciliano rischia inoltre di generare confusione e di indebolire il legame tra l’arancia rossa, il suo territorio d’origine e la stagionalita’ che ne determina qualita’ e identita’. a destare ulteriore preoccupazione e’ anche la richiesta rivolta all’unione europea da 19 paesi extra ue sul principio di reciprocita’ nell’impiego dei prodotti fitosanitari. ‘qualsiasi confronto su questo tema non puo’ tradursi in un indebolimento degli standard europei ne’ in nuove disparita’ a danno delle imprese agricole che operano nel rispetto di regole piu’ restrittive – continua gerardo DIANA – la reciprocita’ deve significare equivalenza effettiva delle condizioni produttive, dei controlli e delle garanzie offerte ai consumatori, evitando che possano accedere al mercato europeo prodotti ottenuti con sostanze o pratiche non consentite agli agricoltori dell’unione’. il consorzio sollecita quindi le autorita’ competenti a rafforzare la vigilanza su etichettatura, origine, presentazione commerciale e conformita’ dei prodotti importati, verificando che le informazioni siano leggibili e inequivocabili anche nei punti vendita. chiede inoltre alla distribuzione di valorizzare con chiarezza la provenienza e di evitare accostamenti comunicativi che possano indurre il pubblico a confondere le arance importate con l’arancia rossa di sicilia igp, tutelata da un disciplinare e da un sistema di controlli lungo la filiera. la nuova campagna siciliana per l’igp prendera’ avvio tra circa due mesi, nel rispetto dei naturali tempi di maturazione. sara’ allora che tarocco, moro e sanguinello torneranno sui mercati con le caratteristiche legate all’areale di produzione e all’escursione termica dell’etna”.